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Le "purghe" del Carroccio

Lega, Maroni: provvedimenti
per i contestatori di Pontida

Il segretario contro i "ribelli veneti" che a Pontida hanno distribuito una sua foto in versione Pinocchio. Nel mirino la "pasionaria" Paola Gosis

Lega, Maroni: provvedimenti
per i contestatori di Pontida

 

Diceva che quelle dei giornali sulla resa dei conti all'interno della Lega sono "tutte stronzate". Ma all'indomani del raduno di Pontida, Roberto Maroni torna a evocare le purghe che starebbero per scattare nei confronti dei non allineati al segretario. Lo fa dai microfoni di Radio Padania, dove annuncia mano pesante nei confronti di coloro che ieri "si sono prestati al gioco" di alcuni contestatori, soprattutto veneti. Quelli che dal prato di Pontida hanno fischiato più  volte l’intervento del segretario regionale Flavio Tosi e hanno distribuito alcuni volantini con un Roberto Maroni in versione Pinocchio.

Nel mirino - Tra i contestatori ci sarebbe stata anche Paola Gosis, considerata la 'pasionaria' veneta, e il consigliere regionale Santino Boza, per i quali il Carroccio starebbe pensando all' espulsione. "Si è trattato di una decina di persona - ha spiegato Maroni - su ventimila presenze. Dieci presenze che non rappresentano certo un’altra Lega: la Lega è unica e loro erano soltanto dieci pistola. A me non piacciono le piazzate e coloro che si sono prestati a questo gioco subiranno le conseguenze di  questa provocazione".

Il segretario della Lega 2.0 torna poi a prendersela coi giornalisti, ai quali attribuisce la responsabilità degli atimi di tensione tra gli stessi militanti.  "Alcuni giornalisti - ha sottolineato - continuano a sostenere l'insostenibile, perchè non possono accettare che la Lega sia tornata al centro della scena politica. Speravano sparisse come l’Udc, l’Idv, Sel, Fini e Casini, ma invece la Lega c'è ed è determinante".

La replica di Zaia -  La replica a Maroni è venuta dal governatore del Veneto, Luca Zaia. "L'intelligenza ci porta a dire che certe situazioni non possono essere gestite con provvedimenti disciplinari. E’ un grande sforzo che dobbiamo fare", ha detto. Per Zaia il "nuovo faro" del Carroccio dev'essere "pensare a un partito egemone" e proprio per questo, "dato che l'egemonia prevede di avere grandi numeri", sarà necessario "avere un partito che sia in grado di gestire al suo interno le diversità e le divisioni, visto e considerato che noi abbiamo estrazioni diverse dal punto di vista sociale, culturale e anche politico".

 

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  • giovlone

    08 Aprile 2013 - 16:04

    ..mi ha risvegliato istinti vitali rispetto a valori dimenticati dai quali si succedevano di conseguenza le gerarchie ,i rapporti,tra gli individui...uno tra questi era lo studio,l'istruzione, che non dava un lustro simbolico come il denaro può fare,ma che rendeva istruiti a sufficienza per impedire che un politico ignorante, ad esempio,potesse sedere nei luoghi del potere e magari multarci per divieto di sosta...Ma tosi,se penso che sei il primo cittadino di Verona ,quando ti vedo e sento sproloquiare padania libera dal palco degli in guardabili( davvero brutti..) mi sembra di aver buttato una vita di studi,letture,di visite artistiche e penso che non sia più possibile che nei luoghi del palazzo ci sia tu e gente come te. Si è buttato il bambino con l'acqua santa. Ora dai barbari si salvi chi può

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  • giovlone

    08 Aprile 2013 - 15:03

    non ha altra ragione che il macro equivoco culturale sul quale prima è cresciuta, con il beneplacito silenzio di molti milanesi,veneziani,padovani,veronesi,che l'hanno colpevolmente votata e poi si è arroccata in un disperato tentativo di salvare quel che resta dei suoi "splendori"...Ma al sig Maroni pare davvero ancora plausibile che i suddetti cittadini,onestamenti laureati o quantomeno diplomati,possano votare per "LA PADANIA"'?. I numeri dell'ultima elezione parrebbero dargli torto e quel 2-3% ancora che ignora la storia di Ludovico il Moro,di Cangrande della Scala,della Serenissima repubblica,forse farebbero bene a riflettere ora che il re è nudo, per evitare di perseverare in questo macro errore che deriva da un inganno culturale facilmente svelabile. basta un libro di storia della terza media e si tornerebbe a votare per qualcosa e qualcuno di più degno.Certamente non sono di sinistra,ma sentire il sindaco della mia città, Tosi il vichingo,urlare padania libera dal palco di Po

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  • verbavolant

    08 Aprile 2013 - 14:02

    E da Veneto dico: bene la Lega Nord, ma se il Veneto deve sottostare alle decisioni della Lega Lombarda da cui provengono tutte o quasi le cariche importanti, nonostante la maggioranza dei voti provenga proprio dal Veneto e la LIGA sia nata proprio qui, allora siamo daccapo. Roma o Milano par nialtri polentoni e ignoranti xe lo stesso, basta che lavoremo e tasemo. Mi spiace, ma di questo passo la Lega Nord continuera' la sua discesa e le resteranno solo i voti della Val Brembana. Il problema dei Veneti e' che si occupano poco o nulla di politica basta che non venga rotto loro le palle e che li lascino lavorare. Purtroppo questa mentalita' li relega sempre in secondo piano.

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  • sig.nessuno

    08 Aprile 2013 - 13:01

    La patria sì bella e perduta situata tra l'isola che non c'è e la terra di mezzo, chiamata Padania s'è pian piano ridotta prendendo il nome di "macroregione del Nord" eliminando alcune zone opportunamente divenute sgradite e non più abitate, a quanto pare, dall'antico glorioso onesto e lavoratore popolo padano. Ora voglio vedere se si riduce ancora eliminando il dissidente Veneto. Accetto scommesse sul nuovo nome. Sembra che l'appartenenza al popolo padano sia a discrezione del segretario di turno...

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