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"La guerra del Colle": acquista l'ultimo ebook di Davide Giacalone

Lo puoi scaricare dalla nostra applicazione Libero Libri al costo di 2,69 euro. Vi proponiamo gratuitamente l'introduzione firmata da Maurizio Belpietro

"La guerra del Colle": acquista l'ultimo ebook di Davide Giacalone

L'applicazione gratuita Libero Libri (che trovate su App Store), la libreria digitale di Liberoquotidiano.it, si arricchisce con l'ultimo volume di Davide Giacalone, La guerra del Colle - I poteri e l'evoluzione della presidenza della Repubblica, acquistabile al costo di 2,69 euro. Un libro per comprendere che cosa c'è dietro la corsa al Quirinale, da cui dipendono i destini politici del nostro Paese. Un volume per capire in che modo il settennato di Giorgio Napolitano ha modificato la fisionomia del presidente della Reppubblica, sempre più influente e decisivo nei giochi parlamentari. L'introduzione al libro, di cui vi proponiamo un estratto al termine dell'articolo, è firmata dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro. 

 

In Libero Libri potrete scaricare anche altri volumi. La nostra libreria per ora conta Obama Raddoppia, di Glauco Maggi (2,69 euro); Maledetto spread, di Renato Farina, Davide Giacalone, Giancarlo Lehner, Edoardo Narduzzi, Angelo Pappadà, Flavio Pasotti e Giorgio Stracquadanio (1,79 euro); I diari del Duce, di Nicholas Farrell con Francesco Borgonovo (1,79 euro); Papponi di Stato, di Roberto Poletti e Andrea Scaglia (1,79 euro); infine un secondo volume di Giacalone, Dalla prima alla terza Repubblica (1,79 euro).

 

Di seguito vi proponiamo un estratto dell'introduzione di Maurizio Belpietro al libro di Giacalone, La Guerra del Colle

 

 

 

Mai come in questi mesi la politica italiana è stata condizionata dalle decisioni del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, come tutti sanno, prima ha nominato Mario Monti senatore a vita, poi gli ha affidato la guida di un governo tecnico che avrebbe dovuto curare tutti i mali del Paese. Missione in cui i signori professori hanno evidentemente fallito. Non solo: nel caos seguito alle elezioni di febbraio, è stato ancora l’inquilino del Colle a prendere in mano la palla e a gestire la situazione. Ha incaricato Pier Luigi Bersani, leader del Pd, di formare un governo. Poi, di fronte all’incapacità di quest’ultimo di formare un esecutivo, Napolitano è intervenuto nuovamente per scegliere dieci “saggi” con il compito di formulare proposte sui problemi urgenti dell’Italia. In molti si sono domandati se, così facendo, il capo dello Stato abbia travalicato le funzioni che gli sono assegnate, o se si sia passati dalla seconda Repubblica a quella presidenziale, dove tutti i poteri sono riposti nelle mani dell'inquilino del Quirinale.

 

Certo è che queste mosse, per lo meno irrituali, rappresentano l’ultima tappa di un percorso che ha visto cambiare radicalmente il ruolo del Presidente della Repubblica. Un percorso che ha inizio ben prima dell’avvento di  Napolitano. Riguardo alla figura del capo dello Stato nel nostro Paese ci sono un prima e un dopo. Il prima si riferisce al periodo precedente l'elezione di Sandro Pertini: allora il presidente era una specie di silenzioso notaio, al quale competevano le nomine formali dei governi e la firma di leggi e decreti, nel pieno rispetto delle funzioni che la Costituzione attribuisce all'alta funzione. Poi c'è il dopo Sandro Pertini, in cui l'inquilino del Quirinale è invece diventato un esponente attivo del dibattito politico, che non si limita a tagliare nastri alle inaugurazioni o a stringere mani durante le cerimonie, ma esterna quotidianamente su qualsiasi materia e talvolta si contrappone al governo, correggendolo e in qualche caso pretendendo di dettargli la linea.

 

di Maurizio Belpietro

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