Cerca

Ritorno al Pci

Pd, Barca presenta il suo programma: statalismo e pioggia di soldi pubblici

Il tecnico che cerca di scalare Largo del Nazareno presenta il suo pamphlet: 55 pagine di proposte retoriche per tornare indietro di vent'anni

Pd, Barca presenta il suo programma: statalismo e pioggia di soldi pubblici

Sviluppo economico: Fabrizio Barca

di Sebastiano Solano

Sinistra-sinistra-sinistra. Sono le tre parole chiave del programma politico presentato venerdì mattina da Fabrizio Barca, che ormai da qualche giorno, mentre Pierluigi Bersani, Matteo Renzi e Massimo D'Alema sono impegnati in tutte altre cose  (la corsa a Palazzo Chigi e al Quirinale) sta provando la sua improbabile scalata al Partito democratico. Figlio di Luciano Barca, che è stato deputato e senatore del Pci nonché direttore di Rinascita e Unità, il ministro del governo Monti, molto apprezzato da Giorgio Napolitano, è ormai in campo nella corsa per la segreteria del Pd. Nell'arco di 24 ore ha fatto una doppia mossa. 

Finanziamento pubblico - Ieri, giovedì 11 aprile, la doppia mossa: tessera del Pd e programma politico (del suo, ipotetico, Partito democratico). Un passo formale e l'altro concreto. E di sinistra. Molto di sinistra. "Una malattia di famiglia", l'ha spesso definita Barca. E lui, apprezzato da Bersani e bersaniani, ora vorrebbe contagiare tutta Italia con questa "malattia". Il suo programma è un triplo salto all'indietro che riporta la sinistra italiana a trent'anni fa, quando ancora non era caduto il Muro di Berlino. E' tutto scritto, nero su bianco, nel programma, un faldone di 55 pagine. Punto numero uno: mantenimento del finanziamento pubblico, seppur ridotto, che invece Beppe Grillo, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi vogliono abolire. Un anacronismo: gli italiani, decadi fa, dissero con un referendum che il finanziamento non lo vogliono più vedere. Eppure c'è ancora (e i dieci "saggi" di Napolitano confermano la teoria di Barca: "E' ineliminabile").

L'attacco ai vertici Pd - Nel documento c'è poi spazio per una bastonata ai vertici del Pd, che lui chiama i "controllari delle tessere". Per evitare il loro strapotere "serve un partito di sinistra fortemente radicato sul territorio che sia capace di promuovere la ricerca di soluzioni per l'uso efficace e giusto del denaro pubblico". Quindi l'atto d'accusa contro la dirigenza: "La copiosità del finanziamento pubblico dei partiti (...) li ha legati in realtà allo Stato. Cio consolida il controllo dei gruppi parlamentari attraverso filiere di comando che da singoli capi-cordata nei gruppi scendono lungo il partito stesso e sono alimentate dalle risorse disponibili".

Statalismo a profusione - Nel capitolo dedicato al rapporto tra partito e Stato, Barca ha le idee ben chiare: "Serve un partito con un forte radicamento sociale, che promuova e dia esiti operativi e ragionevoli a questo conflitto e che sia capace di indicare le priorità e le grandi scelte in termini di di uso del denaro pubblico". Statalismo a go-go, insomma. Infine fiumi di retorica sulla centralità della Rete e sull'utilità delle Primarie come strumento di selezione della classe dirigente. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • arwen

    12 Aprile 2013 - 22:10

    Ma perchè ti risulta che i "comunisti", o meglio ex ex ex comunisti, non abbiano fatto parte della casta di potere che ha spolpato questo paese in combutta con tutti gli altri? Anche tu credi agli angeli rossi? Parliamo di Bersani, tre vitalizi. Parliamo di D'Alema e delle sue trame? Parlaimo di Penati? Parliamo del "Abbiamo una banca!". Parliamo del Monte dei Paschi? Parliamo della riforma fatta a colpi di maggioranza del Titolo V della Costituzione che ha aperto una voragine consegnando di fatto alle regioni la possibilità di spendere e spandere? Non ha governato la sinistra? Non ha governato Regioni e comuni (Veltroni a regalto a Roma 13 miliardi di debito)? Non ha governato la sinistra nella Napoli monnezzara? Non ha governato Bassolino? Non governa la sinistra in Puglia dove l'Ilva e gli scandali sulla sanità la fanno da padrone? Ma perchè non vi svegliate dal sonno e la finite di credere alle favole? Adesso fumatevi pure Barca, dopo il castrone castrato che ci ha impantanato!

    Report

    Rispondi

  • tasietira

    12 Aprile 2013 - 21:09

    Per favore gira lontano dall'Isola de Giglio.Grazie

    Report

    Rispondi

  • sommesso49

    12 Aprile 2013 - 20:08

    Poco noto alla stragrande maggioranza degli italiani, Barca è stato imbarcato nel governo tecnico dal presidente Napolitano. Ora che quel governo è al redde rationem, Barca sbarca e tenta di imbarcarsi sul vascello PD creando ulteriore scompiglio e depistaggi negli organi di informazione oltre che confusione nei lettori e negli elettori. Secondo me è una ulteriore tecnica per affievolire maggiormente le già scarse possibilità di formare un governo ed una ulteriore palla goal poggiata sul piede di Berlusconi. Se così non fosse, Barca dovrebbe spiegare perchè quel prurito non gli sia venuto prima delle elezioni oppure dopo la formazione del governo e dopo l'elezione del presidente della repubblica. Nel gracidare di Renzi, D'Alema, Bersani, Franceschini, Bindi e Barca l'unico schieramento che, allo stato, appare monolitico è il PDL. Proprio questo vogliono quei comunisti di mmmerda: dare maggiore forza di trattativa e maggiore credibilità a Berlusconi.

    Report

    Rispondi

  • Uchianghier

    Uchianghier

    12 Aprile 2013 - 19:07

    Occhio questo personaggio seguace di Togliatti ci manderebbe nella Corea del Nord a difendere il bamboccione.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog