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Fratelli coltelli

Quirinale, Bersani fa bingo tra i delegati regionali: tutti suoi fedelissimi, nessun renziano

In Lombardia si è preferito puntare su Ambrosoli, sonoramente trombato alle ultime regionali, in Toscana su Monici, referente politico del presidente della fondazione Mps

Umberto Ambrosoli

di Sebastiano Solano

Nell'intricata corsa per il Quirinale a Pierluigi Bersani piace vincere facile. Come noto, il nuovo capo dello Stato verrà eletto da entrambe le camere riunite in seduta comune e dai delegati regionali designati, appunto, da ciascun consiglio regionale. E il Pd, in questa partita, può contare su una strabordante maggioranza in Parlamento, frutto di una scellerata legge elettorale che ha consegnato alla sinistra 335 deputati con sole poche migliaia di voti in più rispetto al Pdl, e su un cospicuo numero di delegati regionali.

Tutti bersaniani - Tutti, quelli eletti dal centrosinistra, di stretta fede bersaniana. Nessuno dei delegati di sinistra, infatti, fa diretto riferimento a Matteo Renzi, che pure gode di un elevato consernso sia all'interno del partito sia, soprattutto, nel Paese. Per quanto riguarda tutti gli altri delegati, quelli eletti dall'opposizione, essi sono il frutto di accordi con Pdl o Udc. I grillini, nonostante la consistenza numerica della compagine del M5s in regioni quali, ad esempio, la Sicilia, sono stati totalmente fatti fuori. 

Renzi fatto fuori - Il Partito democratico, cioè, ha preferito nominare uno come Umberto Ambrosoli, sonoramente trombato alle scorse regionali in Lombardia, che designare il rottamatore in Toscana, della quale è uno dei maggiori rappresentanti, essendo Sindaco del capoluogo. O, meglio, per rimanere in  Toscana, Renzi è stato escluso per far posto a politic del calibro di Alberto Monaci, sconosciuto ai più fino a qualche mese fa, ma noto per essere il referente politico del presidente della fondazione che controlla il Monte dei Paschi di Siena. Il nuovo che avanza, insomma, il cui fratello Alfredo si è candidato alle scorse elezioni nellla lista di Mario Monti

Il nuovo che avanza - A proposito di 'neofiti' della politica, l'Emilia Romagna verrà rappresentata da Vasco Errani, il più longevo dei governatori regionali dopo Roberto Formigoni: occupa quella poltrona dal 1999, mentre uno dei delegati della Liguria è Claudio Burlando, che tesse le fila della politica regionale dal lontanissimo 1995. Ma neanche quando è all'opposizone la sinistra spicca per l'originalità dei nomi proposti: in Calabria, ad esempio, il delegato del Pd è Sandro Principe, già sottosegretario ai tempi di Bettino Craxi.

Grillini scaricati anche da Crocetta - Per quanto riguarda i grillini, essi pagano la loro riluttanza a qualsiasi accordo con i partiti in qualsiasi tipo di spartizione delle poltrone, salvo poi lamentarsi dell'esclusione, come successo ad esempio in Lombardia. Ad onor del vero, non tutti i grillini sono uguali: in Sicilia, di fatto, essi governano la regione con Rosario Crocetta, appoggiandolo dall'esterno. Ma quest'ultimo, arrivato il momento della designazione, ha optato per cedere il delegato che spetta all'opposzione al casiniano Giovanni Ardizzone

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Commenti all'articolo

  • pinux3

    15 Aprile 2013 - 20:08

    Non sapete che secondo Costituzione un rappresentante delle regioni spetta alla minoranza? Dove sarebbe lo "scandalo"?

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  • imahfu

    15 Aprile 2013 - 18:06

    Ma non dici che il PDL é proprietà di Berlusconi?

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  • dx

    15 Aprile 2013 - 16:04

    non era uno di loro? cioè: come il burattino con l'oscar, il crozza e la cozza sboccata, la bianca berlinguera rossa come l'ex unione sovietica, l'annunziatella strabica e tutti gli altri proletari straricchi e ben tesserati che cantano e ballano in tivù?...

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  • 19gig50

    15 Aprile 2013 - 13:01

    Venditti è l'unico che ha capito, quelli del pd no.

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