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Verso il disastro

Casaleggio: "Prodi al Colle? Se lo votano..."

Il guru prima chiude al Professore, poi fa retromarcia. Quirinarie del M5S, Beppe Grillo si chiama fuori: "Vi ringrazio, ma sono ineleggibile"

Gianroberto Casaleggio

Gianroberto Casaleggio

 

Si tira fuori Beppe Grillo. In tutti i sensi. Per prima cosa si sfila dalla corsa al Quirinale, nonostante il verdetto delle Quirinarie grilline che lo vorrebbero in campo: "Sono ineleggibile", ha tagliato corto il comico. Poi Grillo lascia anche il palcoscenico: a Gianroberto Casaleggio, guru e ideologo del Movimento 5 Stelle. Casaleggio detta la linea. Prima la chiusura. Arrivato a Torino per parlare di soluzioni anti-crisi, ai giornalisti che chiedevano l'identikit del futuro presidente della Repubblica il guru rispondeva secco: "Deve essere super partes, possibilmente non politico e deve rappresentare tutti gli italiani". Insomma, netto "no" a Romano Prodi.

La retromarcia - Poi, però, è arrivata la retromarcia. Anzi, la "benedizione" del guru. Al termine dell'incontro con le imprese a Torino, cercando di sfuggire ai giornalisti che lo circondavano, Casaleggio si è lasciato sfuggire la "nuova posizione" del M5S: "Noi ci rimettiamo sempre alle decisioni del Movimento. Se la maggiora parte del Movimento dovesse votare Prodi, o un'altra persona, sarà lui il candidato". Insomma, anche Mortadella va bene. Il Professore potrebbe essere il nome buono per il Quirinale, anche per i grillini. Un nome su cui - Renzi permettendo - potrebbero agilmente confluire i voti di Pd e M5S. Un nome che però il Pdl ritiene inopportuno: gli azzurri, nel caso in cui venisse eletto l'ex premier, grideranno all'occupazione militare di tutte le cariche istituzionali.

La mossa - Casaleggio fa pretattica. Realisticamente, il Movimento 5 Stelle non ha alcuna possibilità di eleggere un presidente della Repubblica "in proprio". Su qualunque nome, pur proposto dai grillini, dovrà convergere anche il Pd (ma se questo avvenisse, come detto, ogni dialogo tra azzurri e democratici verrebbe interrotto). Il nome della convergenza, tra la "rosa" di papabili pentastellati, è proprio quello di Prodi. Gli altri candidati in lizza alle Quirinarie sono Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Stefano Rodotà, Gino Strada e Gustavo Zagrebelsky. Certo, tra loro c'era anche Grillo, che però si è sfilato: "Io ho deciso di non partecipare alla votazione finale e ringrazio per la stima tutti coloro che hanno fatto il mio nome". Ma Beppe, nel suo passato, ha una sentenza passata in giudicato per l'arcinoto incidente stradale in cui persero la vita tre persone.

 

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  • aresfin

    aresfin

    16 Aprile 2013 - 10:10

    Sono daccordo, un mostro orrendo, sia esteticamente che intellettualmente.

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  • maxgarbo

    16 Aprile 2013 - 10:10

    prima no Prodi, poi sì Prodi. ma non si accorgono che gli italiani non lo vogliono!

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  • contravento

    15 Aprile 2013 - 20:08

    rispetto agli 8 milioni di elettori che hanno votato il M5S. Se io devo seguire una minoranza di votanti, che starebbero bene con Bersani o con Vendola per vedermi un Presidente , che fa parte del sistema, non ne parliamo nemmeno. Addio M5S.

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  • zioFranco

    15 Aprile 2013 - 19:07

    D'altro canto alle donne non è che per far certe scelte serva poi chissà chi o chissà quale capacità di ragionamento; zio Franco

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