Cerca

L'analisi dell'Istituto Cattaneo

Referendum, il flusso dei voti: quanto e dove hanno perso Pd e Forza Italia

5 Dicembre 2016

0
Referendum, il flusso dei voti: quanto e dove hanno perso Pd e Forza Italia

Il Pd paga il conto alla minoranza, elettorato di Forza Italia in libera uscita verso l'astensionismo e in parte confluisce sul
Sì. Voto M5S compatto, come un muro di granito. È lo scenario che emerge dall'analisi dei flussi elettorali elaborata dall'Istituto Cattaneo, analizzando l'andamento del Sì e del No.

"Se volessimo riassumere nel modo più sintetico possibile - con un tweet, spiega l'Istituto - potremmo dire che gli elettorati dei
partiti storici si frammentano mentre quello del (non) partito nuovo rivela una compattezza granitica". L'elettorato Pd, rileva l'analisi, "ha partecipato quasi interamente al voto. Nelle città del Nord e del Centro il peso della diaspora verso il No varia da un minimo di un quinto (20,3% a Firenze) a un massimo di un terzo (33% a Torino). Al Sud questo peso è in alcuni casi anche maggiore: a Napoli e a Palermo più del 40% degli elettori Pd ha respinto la riforma".

"Già al referendum sulle trivelle di aprile, il Pd - ufficialmente schierato per l'astensione ma con voci dissenzienti a favore del sì - aveva perso la sua compattezza. Il voto sul referendum costituzionale, pur maggiormente politicizzato rispetto a quello delle trivelle, conferma la presenza all'interno di questa forza di una componente minoritaria ma significativa di elettori dissenzienti
rispetto alla linea ufficiale della segreteria", sottolinea lo studio dell'Istituto Cattaneo.

Forza Italia paga la disaffezione del suo elettorato. "Si può osservare in primo luogo - aggiunge l'esame dei flussi elettorali - che il partito di Berlusconi perde una quota abbastanza significativa verso l'astensione: questa non è una novità (già nei precedenti referendum costituzionali le perdita verso l'astensione delle forze politiche guidate da Berlusconi erano state rilevanti)". "In secondo luogo, si può osservare che la riforma è riuscita a fare breccia nell'elettorato berlusconiano. È una breccia in genere piccola (a Parma, Napoli e Palermo i Pdl pro-riforma sono meno del 20%) ma comunque significativa. E che, in alcune città, arriva anche a proporzioni consistenti: a Brescia i berlusconiani favorevoli alla riforma sono il 36,8% e a Bologna superano il 41%, a Firenze arriva al 44%".

Il M5S e il fronte che si era già coagulato nel referendum "No Triv", "rivela una compattezza granitica. Le perdite verso l'astensione sono (a parte poche città, come Cagliari, Torino, Bologna e Parma) trascurabili. Ancor di più lo sono i flussi verso il Sì. Quasi unanimemente gli elettori che nel 2013 avevano scelto il partito di Grillo oggi hanno scelto di opporsi alla riforma
costituzionale (in sei città su dieci le percentuali sono superiori al 90%)". "È molto interessante notare - rimarca infine il Cattaneo - che una delle città in cui i pentastellati (pur rimanendo maggioritariamente contrari alla riforma) si discostano maggiormente da questo pattern è Parma (la città del caso Pizzarotti: qui il 67,7% di loro ha votato No, mentre il 17,4% si è astenuto e il 14,9% ha votato Sì".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media