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Per l'Italia si mette male

Vittorio Feltri: governo, cercasi tappabuchi. Peggio di Renzi solo chi arriverà dopo di lui

7 Dicembre 2016

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Vittorio Feltri

Quelli che hanno votato No allo scopo di favorire elezioni anticipate hanno commesso un peccato di ingenuità. Non hanno tenuto conto di un fattore decisivo: deputati e senatori sono fortemente intenzionati a concludere la legislatura per non perdere l’attuale stipendio di parlamentari e il vitalizio che spetta loro al termine del mandato. Qualora siano costretti dalle circostanze a sloggiare dal Palazzo prima della scadenza naturale, non maturano il diritto alla pensione.

Come si fa a ipotizzare che lorsignori rinuncino spontaneamente a un pacco di soldi per accontentare coloro - pochi - che aspirano a sciogliere le Camere prematuramente rispetto al previsto? Una cosa simile non accadrà mai. I parlamentari sono e saranno sempre disposti a qualsiasi nefandezza pur di garantirsi il possesso della poltrona per la durata necessaria a riscuotere l’intero ammontare delle loro spettanze quali appartenenti alla casta. Su questo sono pronto a scommettere cifre elevate.

Mattarella conosce perfettamente le inclinazioni dei suoi polli e non giocherà la carta che manda tutti a casa. Si creerebbe un migliaio di acerrimi nemici contro i quali non è mai il caso di combattere una guerra. A ciò bisogna aggiungere quanto andiamo ripetendo da mesi. Al momento non c’è una legge elettorale buona anche per il Senato. Serve approvarne una in fretta per indire i comizi. Però si conosce la lentezza del nostro Parlamento quando si tratta di stabilire le regole che disciplinano la scelta dei rappresentanti popolari. In dieci anni i politici sono riusciti a produrre il Porcellum (denominazione che riflette la qualità del provvedimento, per altro giudicato incostituzionale) e l’Italicum su cui chiunque ha sputato tranne i grillini per questioni di bottega: farebbe comodo al movimento prendersi un cospicuo premio di maggioranza qualora risulti partito di maggioranza relativa.

Per essere ottimisti, un nuovo sistema di votazione richiederà per passare come minimo sette o otto mesi di liti furibonde. Cosicché le urne potrebbero essere mobilitate la prossima estate. Ma è noto che non si aprono i seggi nel periodo delle vacanze, pertanto si dovrebbe attendere l’autunno 2017. Un anno non è poco. Durante il quale sarà indispensabile avere un governo. Quale? Guidato da chi? Sostenuto da quale maggioranza? Suppongo il capo dello Stato sia di fronte a un bel rebus.

Qualcuno preconizza si vada verso le cosiddette larghe intese, una minestra riscaldata e rancida che non piace a nessuno, ma che sembra obbligatorio ingoiare dopo la batosta subita da Matteo Renzi. Altri pensano che il successore del premier dimissionario possa essere il ministro dell’economia Padoan o un tipo del genere. Può darsi. Occorre però aspettare qualche giorno per avere delle certezze. Comunque sia, il dato fondamentale è che peggio di Renzi ci sarà soltanto colui che lo rimpiazzerà, a prescindere dalla sua identità. Infatti sarà un presidente del Consiglio posticcio, un tappabuchi volenteroso che si assume l’onore di tenere in piedi la baracca finché non sarà stata trovata una soluzione definitiva, ammesso che in politica esista qualcosa di definitivo.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • ABC1935

    07 Dicembre 2016 - 19:07

    Sono d'accordo con lei direttore ma resto più disgustato da un presidente che vigliaccamente non scioglie le camere , pur di mantenersi buoni i polli , che dalla voracità di quest'ultimi : almeno loro difendono il bottino , Mattarella , il suo lo ha già acquisito !!!!!!!!!!

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  • DoctorMR

    07 Dicembre 2016 - 18:06

    Cara Loredana Fattorini tranquilla: Renzi e il PD fanno ciò che lei auspica da cinque anni; e non solo in diretta RAI ma in diretta e basta visto che sono dovunque.

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  • koch

    07 Dicembre 2016 - 14:02

    L'importante è non avere commesso un peccato di ingenuità, credendo alla balla colossale che il Senato fantoccio di non eletti rappresentasse,se non il rimedio di tutti i mali,il male minore o, per i più ingenui,l'inizio del cambiamento. Che deputati e senatori, ma non solo loro: assessori regionali, provinciali comunali ecc. siano incollati alla sedia, compreso Renzi,lo si sapeva già da un pezzo!

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