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Il nuovo gruppo

Ora gli M5S vanno con gli amici dell'euro. Voto grillino? Grillo aveva già deciso: il testo

Ora gli M5S vanno con gli amici dell'euro. Voto grillino? Grillo aveva già deciso: il testo

Il Movimento 5 stelle lascerà il gruppo al Parlamento europeo degli euroscettici Efdd per passare all'Alde. Il 78,5% degli iscritti grillini ha votato oggi per il nuovo schieramento fortemente europeista, in passato animato da personaggi arcinoti in Italia come Romano Prodi e Mario Monti.

Anche in quest'ultima consultazione, l'affluenza al voto non è stata tra le più alte: hanno votato 40.654 iscritti certificati, su un totale di oltre 130 mila, 6.444 hanno votato per la permanenza nell'Efdd e 2.296 per confluire nei non iscritti. Ipotesi quest'ultima, che avrebbe tagliato fuori i grillini da ogni ruolo a Bruxelles, oltre che dai fondi messi a disposizione per i gruppi parlamentari.

Eppure il voto degli iscritti non sarebbe stato per Beppe Grillo un passaggio decisivo per decidere comunque di aderire agli europeisti dell'Alde. Secondo l'agenzia Lapresse, già il 4 gennaio Grillo e Guy Verhofstadt, il belga capogruppo di Alde, avevano già sottoscritto una bozza di accordo in cui veniva ribadito che sia il Movimento che l'eurogruppo: "condividono i valori fondamentali di libertà, uguaglianza e trasparenza".

Il testo è stato diffuso in allegato a una lettera aperta, pubblicata su Medium, che invita Verhofstadt a non stringere l'alleanza con i grillini firmata da Alessandro Fusacchia, già capo di gabinetto al ministero dell’Istruzione sotto l’ex ministra Stefania Giannini, Alberto Alemanno, Francesco Galtieri, Giuseppe Ragusa, Valerio Riavez e Alessio Terzi. Nella missiva il gruppo elenca una serie di motivi per cui sconsiglia l’ingresso del Movimento fondato da Beppe Grillo nel gruppo guidato dal candidato liberale alla presidenza del Parlamento europeo.

La bozza dell'accordo tra Grillo e datata 4 gennaio 

Alde e il Movimento 5 Stelle (M5S) - si legge - condividono i valori fondamentali di libertà, uguaglianza e trasparenza. Entrambi vediamo l’individuo come l’elemento centrale della società e al tempo stesso promuoviamo un’economia aperta, la solidarietà
e la coesione sociale come presupposti per le persone a raggiungere il loro pieno potenziale. Entrambi vogliamo rafforzare l’influenza dei cittadini sulle decisioni che li riguardano, anche attraverso lo sviluppo di meccanismi di democrazia diretta e
per motivare le persone a partecipare e impegnarsi in politica. Ancora più importante, siamo entrambi forze riformiste che vogliono cambiare radicalmente il modo in cui l’Unione europea funziona oggi. Ci impegniamo per una revisione fondamentale, perché l’Unione europea di oggi non è in grado di fornire i risultati che i cittadini si aspettano in termini di prosperità e di protezione, alimentando sfiducia e disillusione invece di costruire fiducia e impegno.

Troppi dei nostri cittadini - sta scritto nella bozza - vedono l’Unione europea come parte del problema, come una guida indiretta dietro la globalizzazione incontrollata che viene percepita come beneficio solo di alcuni. Mentre in realtà dovrebbe essere
il contrario. Crediamo che solo l’Unione europea abbia un peso sufficiente per sfruttare la globalizzazione, come una forza per il bene e per assicurare che i benefici siano condivisi da tutti. L’Unione europea deve essere il contrappeso democratico
alle forze economiche della globalizzazione. Pertanto, vogliamo proporre riforme in settori chiave:
1. Il rinnovamento della democrazia europea.
ALDE e M5S sostengono una Unione più democratica e trasparente. Entrambi vogliamo una Commissione europea ppiù efficace, più leggera, un Consiglio europeo riformato e un Parlamento europeo con più potere che si trovi su un piano di parità con il
Consiglio. Entrambi crediamo che parte dei membri del Parlamento europeo dovrebbero essere eletti su base transnazionale come passo importante verso una vera democrazia europea.
Vogliamo anche porre termine alla inefficace ’grande coalizionè che ha monopolizzato il potere e paralizzato l’Europa per troppo tempo. La strada da seguire è migliorare il coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi democratici e aumentare la
trasparenza, rendendo pubblici come regola tutti i documenti e utilizzando un linguaggio chiaro per comunicare a tutti i tipi di legislazione come in accordi internazionali e accordi commerciali. Abbiamo bisogno di rendere le istituzioni più trasparenti
e responsabili, e dare ai cittadini un’influenza più diretta sulle politiche e la scelta della leadership politica, sia nelle urne che attraverso altri strumenti per il coinvolgimento dei cittadini.
2. La riforma della zona euro
Negli ultimi dieci anni, la nostra moneta unica ha dimostrato di essere stabile e resistente agli shock esterni, ma non è stata all’altezza nel rafforzare la nostra economia e il raggiungimento della convergenza tra le economie nazionali. L’euro non ha
mantenuto la promessa. E ’giunto il momento di correggere alcuni dei difetti che lo contraddistinguono.
Abbiamo bisogno di costruire intorno alla moneta comune un sistema che è in grado di assorbire shock economici nella zona euro e che ha bisogno di essere gestito da una nuova governance che deve essere integrata in strutture trasparenti e democratiche.
Abbiamo anche bisogno di rivedere il modo in cui vengono monitorati i bilanci nazionali, e di introdurre un nuovo codice di convergenza che si concentri sulle riforme significative e garantisca il valore della moneta nella spesa dei servizi pubblici
invece che sui numeri di bilancio.
3. Diritti e delle libertà
L’Unione europea è innanzitutto una comunità di valori. Abbiamo bisogno di fare dell’Unione europea il campione mondiale delle libertà civili, dei diritti fondamentali e dello stato di diritto. L’Unione europea deve garantire che i valori e i principi
fondamentali, stabiliti nei trattati dell’UE, siano rispettati in tutta l’UE. Valori condivisi e la fiducia reciproca sono la chiave per le politiche comunitarie quali la cooperazione in tema di polizia e giustizia, l’asilo e le politiche dei rifugiati,
l’agenda digitale, l’energia o la gestione comune delle frontiere esterne.
4. Opportunità senza frontiere
Allo stesso modo, l’Europa deve essere in grado di garantire le quattro libertà fondamentali attraverso una migliore protezione del mercato comune. Ciò richiede una strategia globale affrontando il dumping dei prodotti sul mercato UE per eliminare gli
ostacoli alla libera circolazione dei cittadini. Il mercato unico deve diventare il fulcro per il talento, l’innovazione, le start-up e le piccole e medie imprese così come per le multinazionali. Allo stesso tempo, un mercato unico senza frontiere
interne richiede chiaramente che le questioni di solidarietà e di coesione sociale debbano essere affrontate come una priorità!.

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Commenti all'articolo

  • peppedrago

    09 Gennaio 2017 - 14:02

    Ottima scelta ! Secondo me, oggi, è molto stupido disquisire sulla scelta di adottare l'Euro, questa è storia vecchia. Il problema oggi è ragionare se ci conviene uscirne, come farlo e quando farlo. L'Euro è stato un ottimo progetto gestito malissimo, ma ora ci siamo dentro, ed uscirme malamente potrebbe essere fatale. Ma di corruzione ed evasione non parla nessuno! Pagliacci senza dignità !!!

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