Cerca

Centrosinistra a pezzi

Il Pd applaude in aula ma pensa di sabotare Napolitano

Il partito spaccato in due. I big favorevoli al governo di larghe intese ma i giovani vogliono le elezioni subito

Il Pd applaude in aula ma pensa di sabotare Napolitano

 

Hanno applaudito tutti insieme il discorso di Giorgio Napolitano che ha messo tutti in riga, ma i democratici sono letteralmente spaccati in due. Da una parte ci sono i cosiddetti "big" (la vecchia guardia del Partito democratico) che, con tutte le sue ulteriori spaccature interne, vuole un governo di larghe intese con il Pdl. Dall'altra ci sono i "quarantenni", i "giovani ribelli", quelli che con Berlusconi non andranno mai, "meglio le elezioni". 

Oggi pomeriggio si riunirà la direzione nazionale del Pd che dovrà decidere la delegazione che andrà al Colle e dare il via libera al governo. Sarà scontro. Lo ammette anche Alessandra Moretti: "Sarà una lunga e profonda discussione". 

I "quarantenni" Pippo Civati, Laura Puppato e Corradino Mineo hanno già detto "no" all'aut aut di Giuseppe Fioroni Dario Franceschini: "Chi voterà contro la decisione assunta dalla maggioranza del partito è inevitabile che sarà messo fuori". Civati, che non ha votato Napolitano, non ci sta: "Cominciamo con le espulsioni... Se buttano fuori tutti quelli che non hanno votato Marini e Prodi non resta più nessuno". Forse Civati migrerà nel partito di Nichi Vendola. Lui smentisce. La Puppato è d'accordo con lui. Dice: "No ad un governo con il Pdl, ma non me ne vado dal Pd”. Stessa linea per Mineo: "Non ci credo che chiedendo il bis a Napolitano non sapessero il governo che li aspettava… Almeno provassero a chiedere che questo esecutivo non si occupi di giustizia, che non sdogani Berlusconi…". 

Perplessi e critici i Giovani turchi. Che non sono favorevoli ad un governo Pd-Pdl ma alla fine si atterranno a quanto deciderà la maggioranza. "Sono contrario ad un governo Pd-Pdl ma non penso che il voto di fiducia sia un voto di coscienza. Nel Pd si discuterà, si voterà e poi ci si attiene al voto di maggioranza'', spiega Andrea Orlando

Ma fra i "big" non mancano i mal di pancia. Seppure siano tutti d'accordo sul fatto che è meglio un governo di larghe intese che il voto, Rosy Bindi e Anna Finocchiaro chiedono due cose diverse. La prima vuole che i politici facciano "un passo indietro dal governo", la seconda auspica invece un "governo politico di larghe intese". Nel frattempo continua la caccia al colpevole per il flop di Prodi e di Bersani. Massimo D'Alema viene continuamente accusato, ma lui minaccia: "Solo calunnie, querelo".  

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • g02827

    23 Aprile 2013 - 14:02

    Per loro il consiglio ACI a Furio

    Report

    Rispondi

  • futuro libero

    23 Aprile 2013 - 13:01

    Hanno fatto bene ad applaudire,si sono riconosciuti tutti in ciò che ha detto napolitano,peccato che a sx non abbiano capito anche il finale del discorso e cioè che o cambiano o vanno tutti affa...lo.Infatti i piddini è quello che stanno facendo.Silvio questa volta non hai fatto nessuna fatica a liberarti di un altro pezzo dicoglioni rossi,si sono fatti fuori da soli e gli altri pezzi sono già pronti per rottamarsi.Il giorno in cui capiranno che la politica non vuol dire fare la guerra contro l'avversario perchè si crede che sia un nemico,ma lavorare anche insieme affinchè il popolo abbia il meglio affinchè il paese possa offrire lavoro serenità con tasse giuste,almeno provarci.

    Report

    Rispondi

  • arwen

    23 Aprile 2013 - 10:10

    Mentre il monarca gli spiattella in faccia la verità, ovvero che sono una manica i insipienti. Vogliono sabotare il vecchio Re? Se questa ipotesi fosse vera, allora vuol proprio dire che questi tizi sono fessi con il botto!

    Report

    Rispondi

  • lucia elena

    23 Aprile 2013 - 10:10

    Ho seguito il discorso di Napolitano che non riconoscerò mai come il presidente del popolo e si è visto in modo lampante quanto sia sporca l'elezione di un qualsiasi vecchio politico aspirante e bramoso ad occupare tal posto. A parte ciò devo dire che il discorso tenuto dal neo eletto mi ricordava il discorso tenuto da Gesù ai Farisei o, quello più vicino a noi, tenuto da Mussolini a p.za Venezia chiedendo al popolo se volesse la guerra. La rispostra fu sì. Approvo le sferzate fatte dal neo presidente ma tali sferzate vanno anche a se stesso. Detto quanto esposto vorrei sapere a quali manovre Berlusconi tende il suo futuro? Mi piacerebbe più limpidezza visto che Napolitano lo ha dichiarato presentabile.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog