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Sfogo amarissimo

Paolo Berdini, l'assessore della Raggi è distrutto": "Coglione, idiota, un'agonia, il cappio al collo"

10 Febbraio 2017

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Paolo Berdini, l'assessore della Raggi è distrutto": "Coglione, idiota, un'agonia, il cappio al collo"

Un politico finito, ma soprattutto un uomo distrutto. È ai limiti dello straziante il colloquio di Paolo Berdini con Repubblica. L'assessore all'Urbanistica di Roma è l'ultimo caso della tribolatissima giunta M5s capitolina. La sindaca Virginia Raggi l'ha "graziato", dopo l'intervista alla Stampa (lui sostiene ancora "rubata") in cui il suo braccio destro picchiava durissimo su di lei, dal punto di vista politico e privato. Ha i giorni contati, Berdini. Verrà sostituito a breve, e nel frattempo barricato in casa si sfoga: "Sono un coglione, questa è la verità". Non più spavaldo, come quando definita la Raggi "strutturalmente impreparata" o assicurava la relazione amorosa tra la prima cittadina e l'ex capo segreteria Salvatore Romeo. Una intervista "maledetta", ribadisce con un filo di voce. "Sto malissimo. I giornalisti mi assediano, ce li ho tutti qui sotto casa, ho dovuto staccare il cellulare e chiudermi dentro, senza più neppure la libertà di uscire a prendere una boccata d'aria". "Mi vergogno. Ho combinato un casino - continua -, provocato un danno non solo a me stesso, quello ormai mi interessa poco, ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava. In tarda età scoprire di essere un perfetto idiota è davvero un brutto risveglio". Accoglie la sua imminente sostituzione con sollievo: "Almeno così finisce l'agonia, tanto probabilmente fra un mese mi avrebbero cacciato lo stesso, dopo la fine della trattativa sullo stadio della Roma, che loro vorrebbero chiudere in un modo e io in un altro". Il finale è agghiacciante: "Sto male, male, male. Non riesco a farmene una ragione: mi sono messo il cappio al collo da solo". La colpa è di un colloquio con il giovane cronista della Stampa avvenuto dopo un giorno faticossisimo, tra viaggi in treno, conferenze e assemblee. "Lui - ribadisce riferendosi al giornalista - non mi aveva detto di essere un giornalista. Mi ha fatto un mucchio di domande. E io mi sono abbandonato, riportando come un coglione dei pettegolezzi. Solo alla fine mi sono insospettito. E lui ha ammesso di fare il precario alla Stampa. Mi ha preso per sfinimento. Giurandomi che non avrebbe pubblicato nulla".

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    10 Febbraio 2017 - 18:06

    Menomale che se n'è accorto, di essere un coglione. Mi domando come abbia fatto ad arrivare ad occupare una poltrona di assessore a Roma... Ahahah.

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  • babbone

    10 Febbraio 2017 - 17:05

    Di chi sono i denti.........

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  • miraldo

    10 Febbraio 2017 - 15:03

    Da ammirare uno che dice la verità, Certamente doveva sapere che quelli del M5s altro non sono che un branco di incapaci e truffaldini................

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