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Inchiesta sul Carroccio

Lega Nord, conti irregolari: arrestato l'ex tesoriere Belsito

Le accuse all'ex dirigente leghista: associazione per delinquere alla truffa aggravata

Belsito e l'oro della Lega

Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega

 

L'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nei conti del Carroccio coordinata dalla Procura di Milano. Le accuse, da quanto emerge, vanno dall'associazione per delinquere alla truffa aggravata. Oltre a Belsito (già componente del cda di Fincantieri), è finito in manette anche l'imprenditore veneto Stefano Bonet, indagato da tempo dalla stessa Procura milanese nell'ambito dell'inchiesta sull'utilizzo dei fondi nazionali della Lega Nord. L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano riguarda anche Girardelli, mentre una quarta persona, Lombardelli, è tuttora ricercata. Nel provvedimento di arresto firmato dal gip di Milano Gianfranco Criscione, Belsito ex sottosegretario al ministero per la Semplificazione normativa, nonché ex vicepresidente del cda di Fincantieri, era ''in grado di influenzare le decisioni di istituzioni e grandi imprese pubbliche e private, quali ad esempio Siram spa, Fincantieri spa e Gnv spa, in forza del potere politico derivante dalle cariche rivestite''.

Un "illecito sfruttamento delle molteplici e rilevanti 'entraturè politiche, imprenditoriali e bancarie" vantate dagli indagati che venivano "usate per facilitare il conferimento alle società del gruppo dell’indagato Bonet". E’ questo il meccanismo al centro dell’"accordo criminoso" che avrebbe legato gli indagati nell’ambito del nuovo sviluppo dell’inchiesta, che ricorda il gip, è nata dall’"illecito trasferimento all’estero di 5,7 mln che Belsito effettuava negli ultimi giorni del 2011". Inchiesta che avrebbe fatto risaltare l’ex tesoriere come "il fulcro di una rete di soggetti tra loro stabilmente legati da un generico accordo criminoso". In questo schema, Bonet "metteva a disposizione di Belsito i propri rapporti e contatti esteri affinchè lo stesso Belsito li utilizzasse per compiere dei cospicui investimenti, la cui primaria se non unica ragione d’essere era quella di far perdere le tracce" di quanto ricavato da Belsito dalla sua attività delinquenziale "caratterizzata dall’indebita appropriazione" dei fondi del Carroccio. 

Nell'inchiesta che stamani ha portato in carcere Belsito spunta anche uno ''yacht del valore di 2,5 milioni di euro'' acquistato da Riccardo Bossi, figlio di Umberto. Lo yacht, stando all'ordinanza del gip, sarebbe stato comprato con l'appropriazione indebita dei fondi della Lega. Proprio spiegando l’attualità delle esigenze di custodia cuatelare a suo carico, il gip spiega che, nonostante la sua espulsione dal partito, permane il "pericolo di recidiva giacchè le condotte qui contestategli trovano il sostanziale presupposto nell’attività latu sensu politica che Belsito svolgeva nell’ambito del partito".  Il Gip spiega che non è venuto meno il pericolo di recidiva per Belsito "da un lato perchè le vicende appurate nel presente procedimento sono chiaramente indicative della personalità delinquenziale dell’indagato Belsito; dall’altro e soprattutto perchè l’acquisita nota della Polizia Giudiziaria del 3 ottobre 2012 fa emergere che l'espulsione dello stesso Belsito dalla Lega Nord ha tuttaltro che interrotto il criminoso e criminogeno rapporto tra il medesimo Belsito e Giradelli, da ultimo incentrato sulle questioni relative a uno yacht del valore di 2,5 milioni che Riccardo Bossi, figlio di Umberto Bossi, avrebbe a suo tempo acquistato avvalendosi di un prestanome grazie ad una ulteriore appropriazione indebita di Belsito". "Dall’altro lato ancora - prosegue il Gip - perchè la stessa nota fa emergere pure che Belsito tuttora intrattiene poco trasparenti rapporti d’affari con un esponente della Lega Nord di Chiavari, tale Sabrina Dujany". Sempre sul Belsito, il Gip ritiene che si tratti di un soggetto che non "appare dotato di una professionalità che gli consenta di produrre legittimamente redditi", considerando "che da tesoriere ha tentato di depredare il patrimonio della Lega, con modalità che sono emerse solo in parte e che sono ancora oggetto di indagini e che ha interpretato il ruolo di uomo politico con l’unica finalità di approfittare delle opportunità che tale qualifica gli offriva". 

 

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    25 Aprile 2013 - 12:12

    Il Sud è chiamato Bordelloland proprio dagli inglesi che hanno voluto l'unita' d'Italia annientando il terzo Stato piu' ricco d'Europa,il Regno delle Due Sicilie depredandolo di tutte le ricchezze finite poi al centro-nord.I vostri celtico-imprenditori,pero',fanno affari con la Camorra,come la mettiamo? Meno male che nel centro-nord ormai l'etnia vincente è quella immigrata che fra 30 anni al massimo annienteranno l'etnia padana ! Come godoooo !!!

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  • fonty

    fonty

    25 Aprile 2013 - 11:11

    Giusto quello che dici sui veri colpevoli delle ruberie nella lega. Dopo la malattia di Bossi qualcuno (la moglie?) ha preso in mano le redini approfittando del carisma del senatur che però non era in grado di controllare più niente ed ha applicato il metodo tanto caro alla mentalità del sud. In quanto ai magistrati che si accaniscono sulla lega, nessuna meraviglia, sono tutti del bordelloland.

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  • eovero

    25 Aprile 2013 - 09:09

    dovete trovare chi ha voluto Belsito e la Rosy Mauro dentro la Lega e troverete i colpevoli....cmq la magistratura sta processando a puntate per poter distruggere la lega,unica vera opposizione del sud,che non produce nulla,ma che vuole è pretende di governare questo paesino nelle loro mani...chi ha il coraggio di dire che non è vero,si dice bugie da solo!!!

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  • ilsaturato

    25 Aprile 2013 - 09:09

    ...Come mai delle COOP rosse non viene mai ingabbiato nessuno per i decennali giri strani di soldi-tangenti? Come mai, fin dalla Santa Inquisizione di Mani Pulite, le manette non prendono mai il colore rosso e ci si è accontentati del sacrificio di due micro-pedine tipo Chiesa e Greganti (il famoso "compagno G")? C'è aria di elezioni presto e, come da copione rosso, la magistratura sta accelerando le azioni a supporto della propaganda politica che è già partita. Aspettiamoci nuove o vecchie Procure che tireranno fuori dal cappello altre sballatissime rappresentazioni teatrali dal titolo "colpire duro, colpire alla cieca, montare casi sul nulla, basta che delegittimino e infanghino il nemico del grande ideale rosso"; Berlusconi, Pdl, Lega (e, secondo me, anche Renzi e rottamatori vari....) faranno bene a stare in campana e prepararsi a un nuova ondata di toghe iperattive. A proposito, qualcuno ha più sentito niente dei soldi della Margherita, di Lusi, di Rutelli…?

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