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Le cifre da incubo

Pd, i sondaggi sul post-scissione: a Matteo Renzi il 22-27% dei voti

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Matteo Renzi

Ormai la scissione del Pd sembra una cosa fatta: a Matteo Renzi la vecchia ditta, a Bersani, D'Alema e compagni ingrigiti la "nuova" cosa rossa. E così, oltre alla conta, inizia la guerriglia dei sondaggi. Nelle ultime ore ne è spuntato uno che dà in Michele Emiliano il leader più popolare del Pd (quell'Emiliano che ancora non è chiaro se seguirà gli scissionisti oppure sfiderà Renzi al congresso). Ma oltre a quella rilevazione, ovviamente, ne circolano altre che provano a inquadrare il "peso" dei due partiti di sinistra, il Pd e quello nascituro.

In ogni caso, per Matteo Renzi sono cattive notizie. Si parte dal sondaggio di Emg Acqua di Fabrizio Masia, secondo cui il Pd post-scissione varrebbe il 27%, con un crollo di 4 punti percentuali rispetto ad oggi (la "cosa rossa" varrebbe invece circa il 7%). Ancor peggio, invece, il quadro dipinto da Ipr Marketing-Tecnè in un sondaggio di qualche giorno fa, secondo cui i democratici di Renzi, dopo lo "strappo comunista", varrebbero il 22% (per inciso, si sussurra che sia stato proprio questa rilevazione, diffusa il 30 gennaio, a convincere Baffino D'Alema ad andarsene). Per Renzi, insomma, sono dolori. Per una sinistra con la vocazione alla scissione e soprattutto al martirio è anche peggio.

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Commenti all'articolo

  • lupoclauss

    18 Febbraio 2017 - 11:11

    Ancora questi sepolcri imbiancati (col vitalizio, indennità, ecc.) di Bersani, D'Alema e C. ...Ma se hanno governato insieme l' Italia fino a ieri e se stiamo sull'orlo del fallimento un pò di colpa ce l'hanno o no ? Un pò di vergogna ce l'hanno per come siamo ridotti ...

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  • remare2006

    17 Febbraio 2017 - 08:08

    La casa più bella che Renzi può fare , per salvare il nostro partito , ê quella di dimettersi da segretario e uscire completamente di scena dedicandosi all'agricoltura e buon lavoro.

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