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La certezza del direttore

Vittorio Feltri profetico sulla scissione Pd: "Andrà a finir male"

Vittorio Feltri

A noi di Libero della probabile scissione del Pd non importa nulla. In Italia nascono più partiti che bambini, uno più uno meno per i cittadini non cambia nulla. Comunque sono pochi coloro che vanno a votare e pochissimi coloro che hanno una incrollabile fede politica. Le notizie infauste provenienti dal Nazareno seminano indifferenza. Renzi si arrabatta per rimanere al vertice dei democratici (ex diessini, ex o post comunisti è sempre la stessa gente riciclata e impegnata a non crepare) e forse ce la farà. Vedremo. I suoi avversari lo contrastano come possono e minacciano di andarsene allo scopo di fondare un’altra sinistra più di sinistra. Insomma nel Pd si litiga per mantenere o conquistare il potere, cioè le poltrone, le idee contano molto meno dei posti e degli stipendi. E questo non è qualunquismo ma semplice realismo. Bisogna prenderne atto e valutare ciò che accadrà in futuro qualora la spaccatura avvenga davvero, cosa a nostro giudizio disinteressato che provocherà solo disastri per motivi ovvi. La sinistra non è nuova a rotture clamorose, tutte finite male specialmente per gli scissionisti. Che, dopo aver abbandonato la casa madre, hanno resistito qualche tempo ai margini dello scacchiere, poi, immancabilmente hanno avuto un crollo di consensi e sono defunti suicidi.

Limitiamoci a considerare la storia recente. Quando Occhetto seppellì il Pci, l’indomani dello spappolamento dell’Impero sovietico, i comunisti residuali si riunirono in una nuova (vecchissima) formazione denominata Rifondazione. Pensavano di fare incetta di nostalgici della bandiera rossa e invece ebbero una durata breve quanto un sospiro. Bertinotti ebbe un periodo di gloria e divenne addirittura presidente della Camera. Il canto del cigno. Poi Rifondazione cadde come corpo morto cade. E fu sotterrata nell’oblio. Oggi il prode Fausto frequenta salotti minori in quel di Roma e vive di pensione; rompe la noia pronunciando prediche di ispirazione mistica. La politica non è più pane per i suoi denti.

Le uscite dal Pd per incompatibilità ideologica sono state numerose: Fabio Mussi era un leader e non è più nulla, Sergio Cofferati era il padrone della Cgil ed ora è solo un reduce. In epoca recente ha mollato l’osso vermiglio anche Pippo Civati ed è stato scaraventato giù dalla ribalta. Idem Stefano Fassina che in tre giorni è passato da protagonista a (s)comparsa. L’esperienza dovrebbe insegnare che chi rompe paga e, invece, c’è chi presuntuosamente è convinto di aver facoltà di scendere dal carro in corsa senza spezzarsi il collo, e immancabilmente se lo spezza.

Attualmente nel Pd crescono gli insofferenti alla linea di Renzi. Avranno le loro buone ragioni. Ma se meditano di salutare il partitone per dare vita a un partitino fanno lo stesso errore commesso dai sopra citati transfughi, e rischiano l’irrilevanza, che è l’anticamera del decesso politico. La scissione danneggerebbe sia chi se ne va insalutato ospite, sia chi resta a bordo della navicella alleggerita. Infatti due miserie non fanno una ricchezza, ma una grande miseria. Renzi non sopporta chi discute la sua leadership e se ne vuole sbarazzare, però non calcola che in un partito meno sono peggio stanno, dato che la quantità dei voti è decisiva per vincere le elezioni. Pertanto alla maggioranza e alla opposizione dem conviene andare d’accordo o almeno fingere di convivere felicemente. Altrimenti saranno schiacciate entrambe dai pentastellati che piacciono anche quando sbagliano, nel senso che pur essendo dei pasticcioni non perdono l’appoggio dei loro sostenitori ciechi e biechi. E calano poco rispetto alle scemenze che combinano. Matteo si tenga quindi stretti i suoi barbagianni, di sicuro meno peggio dei corvi di Grillo.

Quanto al centrodestra, potrebbe risalire la china, in questo momento di sbando generale, ma sarebbe necessario che il centrodestra ci fosse, viceversa non c’è e se c’è, dorme.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • pao.silvia

    23 Febbraio 2017 - 02:02

    Signor Feltri le faccio davvero i complimenti migliori. I suoi articoli mi mettono di buon umore e condivido quello che dice e anche il mpdo in cui lo dice. E' sagace, ironico e divertente e ha la capacita' di provocare il lettore usando parole educatissime on kodo da non risultare mai offensivo ma al tempo stesso dando del cretino con garbo edceleganza ai soggetti destinatari delle sue valenti critiche. Continui cosi' piu' possibile e io la leggo e la rileggo sperando di far mio questo stile adorabile che ha lei e che vorrei avere anche io.

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  • pinux3

    20 Febbraio 2017 - 08:08

    Una cosa giusta Feltri l'ha detta. Il cdx non c'è...

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  • patriziabellini

    18 Febbraio 2017 - 10:10

    Anche a destra litigano insensatamente. Dove credono di andare senza un accordo? Possibile non trovare un accordo? Ogni nazione ha due partiti, qui da noi, giornalmente qualche "dimenticato" cerca di crearne uno nuovo con un numero ristretto di parenti e amici. Basta!

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  • remare2006

    18 Febbraio 2017 - 08:08

    Bravo Dott. Feltri, leggo volentieri i suoi articoli di stampa e apprezzo molto la sua schiettezza pratica e dialettica superpartes. Buon lavoro.

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