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Trattative in corso

La Lega pronta a dare la fiducia,
ma "no a Monti e Amato: indigeribili"

Il segretario Maroni apre al governo Letta: "Possibile collaborazione sui temi del Nord"

Roberto Maroni

Roberto Maroni

Dovrà fare molta attenzione al discorso che si appresta a scrivere Enrico Letta se vuole ottenere il sì della Lega. Roberto Maroni non esclude un sostegno della Lega Nord al nuovo governo: "Se il discorso di Enrico Letta ci convincerà potremmo anche votargli la fiducia", sottolinea in un'intervista al Corriere della Sera. E ribadisce le due condizioni "tutt'altro che irrilevanti" necessarie: "in primo luogo, non devono esserci certi nomi per noi indigeribili" (Giuliano Amato "è il passato remoto" e Mario Monti "è un passato prossimo che abbiamo fretta di dimenticare). "Letta", secondo Maroni, "dovrebbe fare un governo snello con pochi e autorevoli ministri". La seconda condizione: "Gli impegni che si prenderà nei confronti del Nord". Ovvero: la macroregione, la riorganizzazione del sistema fiscale nel suo rapporto tra centro e periferia, la riforma federale dello Stato. Spiega il leader del Carroccio: "Noi stiamo fuori perché non vogliamo poltrone. Ma guardiamo con interesse al tentativo di Letta perché vogliamo che nasca un governo e che quest'ultimo collabori con il Nord e con chi al Nord governa: cioé, noi". 

Collaborazione esterna - Maroni pensa a una nuova strada di collaborazione tra due governi: "Con noi fuori dal governo di Roma, ma in forte e stretta collaborazione" e osserva: "Se alcuni provvedimenti approvati a Roma sono oggettivamente in conflitto con gli interessi del Nord, io non voglio trovarmi in imbarazzo: voglio poterlo dire con tutta la chiarezza del caso. La mia speranza è che si arrivi a una strategia condivisa tra chi è al governo a Roma e chi lo è a Torino, Milano, Venezia". L'appuntamento è per domani, alla riunione straordinaria convocata dalla segreteria politica della Lega Nord per valutare i nomi del nuovo governo. E "se ci saranno dentro i vecchi marpioni e i vecchi tromboni, addio", ribadisce Maroni. 

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