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Il discorso del premier

Letta al Senato: avrei voluto un governo diverso, questa è la realta

La replica del premier: non abbiamo altra via allo stare insieme, l'emergenza non finisce con la fiducia

Enrico Leta

 

Enrico Letta ha ottenuto anche la fiducia del Senato dopo quella alla Camera di lunedì 29 aprile. Una fiducia scontata dopo il sì della Camera che Letta ha strappato con 233  voti a favore, 59 contrari (grillini e Sel) e 18   astenuti. Per avere il via libera bastavano 156 voti. A metà mattinata Letta ha parlato al Senato spiegando che "Non ci sono alternative a quello che stiamo facendo". Enrico Letta  dopo aver incassato la fiducia alla Camera chiude il dibattito del Senato prima del voto di fiducia con una forte difesa delle larghe intese. Solo chi teme di avere "una identità debole" , sostiene il premier, puoò avere paura dell'alleanza tra poli normalmente alternativi, paura.  E sottolinea come Berlusconi  non abbia affatto una identità debole "se ho capito bene il personaggio ": Non penso che Berlusconi abbia un'identita' debole, se ho capito bene il personaggio. E aggiunge: "Ma anch'io faccio parte di un partito che è orgoglioso della sua identità e se siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto non dobbiamo avere timore". 


Tra sogno e realtà - E aggiunge;"La realtà è  quella che abbiamo di fronte, non quella che vorremmo. Anch'io avrei voluto trovarmi seduto a questo tavolo con un governo diverso da questo. Ma la realtà è  qualcosa che un politico deve mettere al centro; altrimenti ci raccontiamo delle favole per stare tranquilli e metterci in pace la coscienza". Il rpesidente del consiglio ricorda come non basti il voto di fiducia per uscire dall'emergenza e spiega come su questo "governo si stiano concentrando troppe aspettative".  E precisa che i 18 mesi indicati come scadenza per le riforme non vogliono essere uno sgarbo al Parlamento: ma la vita del governo sarà legata' all'approvazione delle riforme necessarie a far sì che l'Italia abbia "istituzioni in grado di decidere". Centrale, per il premier, il tema dell'ancoraggio dell'Italia in Europa. Un Europa che però deve cambiare: "un continente come il nostro non può essere unito solo dalla moneta: il nostro destino o è comune o è un destino di singoli stati che decadranno''. Letta ne parlera' nel suo tour nelle capitali europee: "Cercherò innanzitutto di presentarmi, di aprire un canale di comunicazione e di spiegare che cosa e' successo in Italia negli ultimi cinque giorni".

 

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Commenti all'articolo

  • penultimo

    01 Maggio 2013 - 13:01

    un altro governo marchiato PD dove la mattina approvavano una legge nel pomeriggio si univano al corteo di protesta contro la stessa.

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  • silvano45

    30 Aprile 2013 - 20:08

    se queste sono le premesse meglio chiudere subito,il leader pensa che era meglio andare con altre persone e non solo lo pensa lo dice anche,silvio il giorno dopo gli accordi si accorge che non si sono capiti o forse non si sono parlati.......... e allora a cosa serve questa accozzaglia

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  • s3sssus3ss

    30 Aprile 2013 - 20:08

    non bisogna fidarsi dei falsi democristiani. Sperano ora che sono stati sdoganati di governare con grillo contro il PDL. Mi spiace ma questa volta vi siete fatti infinocchiare. Speriamo bene

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  • fsignore

    30 Aprile 2013 - 15:03

    I piddini più ottusi non capiscono che neanche in casa PdL si fanno salti di gioia per doversi accompagnare con loro, compagni di viaggio più confacenti alla stupidità grillina. Da una parte e dall'altra ci sono però cervelli più normali e minore presunzione : la politica è arte del possibile non tifoseria da curva nord o sud. Chi la intende in quel modo becero farebbe meglio a non occuparsi nemmeno di calcio : chi gioca in nazionale entra in una squadra diversa dal club di appartenenza ... gli ultras possono restare a casa !!

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