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Gli scivoloni dei professori

Letta: "La priorità è il lavoro". Pensa a cambiare la riforma Fornero

Enrico Letta e Angela Merkel

Enrico Letta e Angela Merkel

 

Nel giorno della festa del Primo Maggio, il neo premier Enrico Letta spiega che "il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo". Parole pesanti, quelle pronunciate a Berlino: il presidente del Consiglio, ottenuta la fiducia, è partito per un tour continentale. Prima tappa, la capitale tedesca, dove è ospite della cancelliera tedesca, Angela Merkel. Quindi andrà da Francois Hollande a Parigi. Letta spiega che a suo parere la Merkel si è mostrata sensibile all'esigenza di crescita in Europa: "Mi è sembrato che questa sensibilità ci sia. Credo chi ci sia in fondo l'idea che o l'Europa tutta cresce, oppure non è che qualcuno si salva da solo. Questa a me pare che sia una delle valutazioni che ci accumona. Ho spiegato - ha aggiunto Letta - quanto crediamo nel fatto che l'Europa deve andare più avanti, quanto chiediamo alla Germani di fare passi perché l'Europa sia molto più unita di quanto lo è stata fino adesso".

Fornero Bocciata - E sempre sul tema del lavoro, sulla crescita nello specifico, interviene il nuovo ministro dell'Economia, Enrico Giovannini, che boccia l'operato di Elsa Fornero. Giovannini pensa a delle modifiche alla riforma del Lavoro: "E' stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita - premette -, ma può avere problemi per un'economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi politica della storia del nostro Paese". Parole chiare, con cui il nuovo titolare del dicastero di via XX Settembre dice chiaro e tondo che la riforma Fornero sul Lavoro è inadeguata al periodo storico in cui si trova l'Italia. Quindi spiega di aver già contattato i segretari generali dei principali sindacati "per mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere". 

 

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Commenti all'articolo

  • DarioF

    02 Maggio 2013 - 17:05

    Questi pseudo-esperti di economia e/o di lavoro, non sanno nulla, in realtà, di come sia veramente il mercato del lavoro oggi. Uno che conosce bene il mondo del lavoro odierno, non introdurrebbe mai il contratto a progetto così com'è ora: rimedio e soluzione ai problemi solo per l'azienda (paga meno tasse e può mandare via il collaboratore facilmente). Il contratto a progetto non serve a nulla. Basterebbe toglierlo e far pagare alle aziende meno tasse sui contratti a tempo determinato e indeterminato. Le aziende non assumono a tempo determinato soltanto perché pagano troppe tasse. Politici, abbassate le tasse per le aziende e vedrete che assumeranno anche a tempo determinato e indeterminato. Ma ci vogliono degli scienziati per capire una cosa del genere? Oppure fingono di non capire...

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  • gioant

    02 Maggio 2013 - 07:07

    riformate?ma non risolvete!se non avete mai avuto imprenditori che hanno messo i soldi di tasca propria come fate ad avere lavoro oggi che lo stato deve starsene fuori?poi quei pochi che investivano non seguivano nessuna regola per i lavoratori.Poco tempo fa c'erano le grandi distribuzioni che davono un pò di lavoro,ora stanno chiudendo pure loro,la situazione è critica,bisogna riformare tutto,bisogna uscire dall'europa e fare vita da paese povero, uscendo coi ricchi è la fine della nazione,noi siamo più verso le nazioni del sud america che con le europee,riflettete politici e fate la storia non pensate solo al portafoglio.

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  • gioant

    02 Maggio 2013 - 07:07

    riformate?ma non risolvete!se non avete mai avuto imprenditori che hanno messo i soldi di tasca propria come fate ad avere lavoro oggi che lo stato deve starsene fuori?poi quei pochi che investivano non seguivano nessuna regola per i lavoratori.Poco tempo fa c'erano le grandi distribuzioni che davono un pò di lavoro,ora stanno chiudendo pure loro,la situazione è critica,bisogna riformare tutto,bisogna uscire dall'europa e fare vita da paese povero, uscendo coi ricchi è la fine della nazione,noi siamo più verso le nazioni del sud america che con le europee,riflettete politici e fate la storia non pensate solo al portafoglio.

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  • Beppe.demilio

    02 Maggio 2013 - 05:05

    Perché non separano il fondo pensioni dall'assistenza? Hanno paura che veniamo a sapere le verità ,sempre nascoste , sulle tante pensioni fasulle regalate agli Italiani e agli stranieri appena arrivati in Italia con più di 65 anni di età. Perché dare la disoccupazione agli zingari? Quando un lavoratore ha raggiunto i 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica deve andare in pensione. In futuro non ci sarà nessuno che raggiungerà i 40 anni di lavoro, pertanto, i conti andranno a posto da soli. Consiglio di andare a leggere la legge Mosca per capire quanto sborsa l'Inps per pochi privilegiati di casa Italia. Il lavoro per tutti non ci sarà mai e fino a quando gli imprenditori non rientreranno in Italia la situazione sarà sempre esplosiva. Chiudere le porte di casa Italia agli immigrati e mandare a casa loro tutti quelli non in regola . Siamo i più rigidi in Europa per le pensioni. Che stronzi! Giovani, non rifiutati i lavori costringete i sindacati a migliorali!

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