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La partita dei sottosegretari: ecco i papabili

Ravetto, Biancofiore, Paniz e Casero tra i nomi del Pdl; Fassina, Picierno e Calipari per il Pd

La partita dei sottosegretari: ecco i papabili

Ore frenetiche per la definizione dei  posti di sottogoverno. Con il rientro a Roma del premier Enrico Letta il lavoro per la definizione della squadra dell’esecutivo ha avuto una accelerazione, col consiglio dei ministri riunito proprio stasera e il giuramento che potrebbe avere luogo già domani. La richiesta iniziale dei partiti era quella di procedere a 68 componenti in tutto, ma c'è stato subito lo stop del premier che in un primo momento ha abbassato l’asticella a 40. Ma il numero potrebbe scendere ulteriormente, proprio perchè il presidente del Consiglio ha chiesto una compagine snella. E allora 18 sottosegretari dovrebbero andare al Pd, 13 al Pdl e 4 o 5 a Scelta civica.

I papabili del Pdl - In casa Pdl, per mettere a tacere i molti mal di pancia, si sta pensando di richiamare in servizio alcuni big che non sono stati rieletti. Nelle ultime ore prenderebbe quota, infatti, per un sottosegretariato alla Giustizia la candidatura di Maurizio Paniz, ma resterebbero in corsa Enrico Costa e Jole Santelli. Radio Montecitorio assicura che Gianfranco Miccichè potrebbe avere buone chance di entrare a far parte del governo con una delega pesante: l’Economia. Anche se come viceministro sarebbe ancora favorito Luigi Casero. Allo stesso ministero, ma come capo di Gabinetto, nei giorni scorsi è circolato il profilo di Antonio Catricalà. Per un posto di vice allo Sviluppo si fanno sempre i nomi di Raffaello Vignali (ex presidente della Compagnia delle   Opere) e Simona Vicari. Ma sarebbe spuntato anche Rocco Girlanda, verdiniano doc. Giuseppe Moles, braccio destro dell’economista Antonio Martino, è in lizza per un sottosegretariato alla Difesa o alle Infrastrutture. Laura Ravetto è data in pole per i Rapporti con il Parlamento, posto al quale avrebbe fatto un pensierino anche Simone Baldelli. Al Turismo si pensa al senatore Bernabò Bocca, leader di Federalberghi. In corsa sarebbero anche la coordinatrice del partito in Alto Adige Michaela Biancofiore e Annagrazia Calabria, leader di giovani pidiellini. Nel Pdl si pensa ancora di dirottare gli ex ministri del governo Berlusconi alle presidenze delle Commissioni.   

E quelli del Pd - I nomi dei papabili sottosegretari, o presidenti di commissione, del Pd sono diversi. I veltroniani spengono per Marco Minniti all’Interno, dove viene dato anche Emanuele Fiano. Stefano Fassina è il candidato dei Giovani turchi all’Economia (o Lavoro), dove viene quotato anche Giovanni Legnigni.I lettiani puntano su Alessia Mosca (Lavoro), Paola De Micheli (Sviluppo) ma anche Francesco Sanna (Giustizia) e Gianni Dal Moro sperano. Molto quotato resta sempre Carlo Dell’Aringa (Lavoro). Agli Esteri viene dato per certo Lapo Pistelli (con l’ok della Bonino), mentre alla Difesa tiene Rosa Calipari (in corsa anche per la presidenza dell’omonima Commissione). Per i renziani si parla di Ernesto Carbone (Agricoltura), forse Ermete Realacci (Ambiente), Lorenza Bonaccorsi. I franceschiniani punterebbero su Pina Picierno (Interno), Federica Mogherini (Esteri). A proposito di Franceschini, al suo fianco in molti sono pronti a scommetere sulla riconferma di Giampaolo D’Andrea. Alla Giustizia potrebbe andare Donatella Ferranti, alla Cultura Emilia De Biase. Ci potrebbero essere per il Pd alcuni ripescaggi, come quello dell’ex deputato Oriano Giovanelli, bersaniano come Enzo Amendola e Alfredo D’Attorre, nel totonomi anche per garantire una presenza del sud al governo.

 

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