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Di Maria G. Magli

Agguati, colpi bassi, imboscate:
è partita la guerriglia rossa
(una trappola per gli azzurri)

Le ultime polemiche confermano il timore che il governo si trasformi in un'imboscata per il Pdl. Tra veti e attacchi orchestrati dai democratici contro gli alleati

Agguati, colpi bassi, imboscate:
è partita la guerriglia rossa
(una trappola per gli azzurri)

di Maria Giovanna Maglie

Occhio alle regole di ingaggio del decisionista neo premier, rischiano di valere solo per ministri e sottosegretari del Pdl, quelli inseriti in minoranza e obtorto collo, quelli che il Pd per non farsi in mille pezzi dovrà continuare ad attaccare in file serrate di partito e ordine sparso della cosiddetta società civile, quelli che il vice premier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, non difende forse perché ha ancora la musica delle chiacchiere di insediamento di Letta nelle orecchie. Quelli che se va avanti così, caro Cav, tra un attacco basso, un moto di schifo, una censura e un veto, tra un De Mistura nominato inviato speciale sullo scandalo dei due  marò come premio per aver fatto solo casino, una Biancofiore censurata per aver osato difendersi, una Lorenzin che deve rendere conto al tribunale del popolo di chi incontra, la imbrigliano di brutto. Quelli che ora vogliono la presidenza della Convenzione alla sinistra dopo presidenza della Camera, del Senato, della Repubblica, del governo, e naturalmente, immagino, mano libera e potere di veto pure sulle presidenze delle commissioni parlamentari. Alla faccia della pacificazione, e tanti auguri per la tenuta del Pdl, che avrà pure elettori fiduciosi e disciplinati, ma sei mesi fa erano per ragioni analoghe evaporati, o no? Se questo governo è destinato a durare, urge cambio di segnali.

Veniamo al caso Biancofiore, che è gravissimo nel merito e nel metodo, che va ben oltre il pur dovuto  rispetto alle persone che si scelgono, si fanno giurare, gli si dice «siamo una squadra», e poi si sputtanano. È lecito supporre che il premier e il suo vice conoscessero le opinioni di Michaela Biancofiore su omosessuali e transessuali, non solo perché non rappresentano una aberrazione di pochi, ma anche perché è doveroso operare uno screening dei prescelti prima di altrimenti frettolosi e superficiali insediamenti. Né le pari opportunità, intese nel senso di numerosi soggetti discriminati, non certo solo degli omosessuali, devono essere stati proprio al centro dei pensieri di chi ha formato il governo, o non sarebbero state accorpate con ben altri due ministeri e relativi problemi e competenze, sport e giovani, il tutto senza il becco di un quattrino. Tanto è vero che è stata scelta per la bisogna una super neofita del non sport come Josefa Idem. Quando è partito l’attacco, legittimo per carità ma un tantino spropositato e un po’ troppo organizzato per apparire spontaneo, la Biancofiore ha ritenuto di doversi difendere, anche con un’intervista a Libero, un diritto che è sancito più o meno universalmente. Che avrà detto mai? «Non mi preoccupo del loro giudizio, non mi intimoriscono. Mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte». «Penso che faremo un ddl che cavalcherà la modernità civile. Personalmente dico “no” alle nozze gay e “sì” alle unioni civili. È la linea di Berlusconi». «Non sono omofoba. A livello di persone non vedo differenza, ma non credo sia normale che un uomo vada con un trans. Come donna non riesco ad accettarlo». Infine,  e direi a proposito, sugli insulti che dilagano in rete: «Mi piacerebbe che la presidente Boldrini intervenisse. Se questi sono i campioni della tolleranza...». Non riesco a sentirmi indignata.

Ordunque, che fa il decisionista Letta? Toglie le deleghe al suo sottosegretario, non perché ha il fegato di dire che si è sbagliato e ora ritiene la Biancofiore non più idonea vuoi per le pressioni vuoi perché lui, Enrico Letta, intende guidare un governo che approvi il matrimonio tra omosessuali con una certa urgenza, che sarebbe una notiziona. No, lo fa perché è stata infranta la regola di ingaggio che chiede il silenzio dei nominati. Occorrerà allora ricordare, non al premier e al suo vice, che lo sanno benissimo, che la regola è stata già abbondantemente infranta e i violatori stanno tutti al loro posto, pronti a nuove imboscate. 

Qualche esempio. Dario Franceschini, neo ministro dei Rapporti con il Parlamento, discutendo con i cronisti al Senato: «L’Imu non verrà tolta, ci sarà una proroga per la rata di giugno. Avremo quindi un problema di cassa per i comuni e ci sarà anche la questione di evitare l’aumento dell’Iva nell’estate 2013. Ci siamo appena insediati, ma la prossima settimana vareremo un provvedimento apposito. È comunque nostra intenzione evitare decreti legge omnibus». Sulla presidenza della commissione per le riforme, il neo viceministro all’Economia, Stefano Fassina: «Dobbiamo trovare una figura in grado di dare garanzie a tutte le forze in Parlamento, e temo che il senatore Berlusconi non sia fra questi». Josefa Idem, alla tv Zdf, mentre Letta era in Germania: «L’avversione di molti italiani nei confronti del cancelliere Angela Merkel è comprensibile, i motivi del risentimento sono gli effetti della crisi e la percepita relazione diretta del cancelliere con le misure di austerità».

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Commenti all'articolo

  • ilsaturato

    08 Maggio 2013 - 10:10

    .. così da permettere una polverizzazione del potere e una incastellatura di apparati istituzionali in grado di condizionare e controllare in modo autoritario, scientifico e puntiforme ogni più piccolo risvolto della nostra società e delle nostre vite sia nel presente che nel futuro. Appena il Pdl tenterà di fare cadere il governo, Napolitano si dimetterà (subito dopo aver nominato 5 Senatori rossi a vita… altro che Berlusconi!) così che le camere non potranno essere sciolte per mesi e "miracolosamente" e "responsabilmente" i grillini (ormai più “casta” di chiunque altro) baratteranno concessioni a qualche loro delirio con un supporto esterno al governo “golpista” che, mentre il Tribunale di Milano della Boccassini provvederà a condannare a raffica Berlusconi, attuerà un "necessarissimo e santo" rimpasto di governo silurando tutti gli esponenti del Pdl.... lo ripeto: SCACCO MATTO!

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  • ilsaturato

    08 Maggio 2013 - 10:10

    ..per ricompattarsi e riorganizzarsi. E’ una partita a scacchi che il Pdl non può vincere perché gli mancano la doppiezza, il calcolo senza vergogna, la vigliacca finta accondiscendenza, l’equilibrismo senza pudore, la spietatezza senza onore, che le sinistre hanno affinato in decenni di occupazione violenta del potere. La sinistra, ha ottenuto ciò che le serviva… avere il tempo di sistemare tutte le pedine una ad una e adesso: SCACCO MATTO! Con 125mila voti (su 10milioni) in più della coalizione del Pdl, in nome delle larghe-strabiche-intese, ci ritroviamo di nuovo “rossi”: il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, i Presidenti di Camera e Senato, 9 Ministri (più la Bonino) e un plotone di vice-ministri, sottosegretari, presidenti e membri di commissioni, sono in mano alle sinistre o ai succubi-di-sinistra. Perché, secondo voi, i membri del governo Letta sono 63? Perché è il massimo numero fissato dalla Legge 172 del 2009; senza questa Legge serebbero stati molti di più,...

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  • ilsaturato

    07 Maggio 2013 - 23:11

    Questa non è una guerriglia, è una guerra totale, evidentissima e impari. Nonostante il Pd abbia “non-vinto” le elezioni, nonostante l’implosione dei partiti di sinistra, nonostante il pavido non-decisionismo di Bersani e compagni e il loro crollo nei consensi, il “moloch” rosso non ha certo perso le sue capacità di auto-rigenerazione, di scientifico sabotatore di ogni altrui successo e di fare incetta senza limite di poltrone e potere. Le sinistre sono incapaci da 70anni di fare alcun tipo di politica positiva per l’Italia e per gli Italiani, ma sono state capacissime di stendere su tutto e tutti una rete di controllo unicamente pensata per perpetuare il loro potere, i loro interessi e infiltrazioni in ogni campo economico-finanziario-politico-istituzionale. E anche questa volta “l’apparat”, messo all’angolo e sulla difensiva, ha fatto credere di essere disposto a una gestione di emergenza “collettiva” e “responsabilmente democratica” ma non stava facendo altro che darsi più tempo..

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  • silvano45

    07 Maggio 2013 - 18:06

    ma rimangono al governo per farsi prendere per il naso dai compagni stalinisti? o per aspettare i processi di silvio? se fossero seri si ritirerebbero dal governo non ci sono le condizioni per continuare e non si dica che lo fanno per il paese no lo fanno per poltrone e per interessi si i loro

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