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Lombardia: Gori, referendum autonomia come chiedere citofonare porta aperta

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Milano, 21 apr. (AdnKronos) - "Quello dell"autonomia rafforzata' è un obiettivo che appartiene alla cultura del centrosinistra che nel 2001 ne introdusse la previsione in Costituzione. Siamo dunque i primi a sollecitarla, ma non siamo d’accordo sulla modalità, visto che già oggi ci sono le condizioni per trattare con il governo, come previsto dalla legge, senza spendere i 46 milioni di euro previsti per l’organizzazione della consultazione referendaria. È come chiedere un mandato per suonare il citofono quando la porta è già aperta". Lo ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori al termine della riunione di Giunta regionale, svoltasi in città, durante la quale il governatore Maroni ha annunciato la data del referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto, fissato per il prossimo 22 ottobre.

"Maroni - avverte Gori - ha diversi mesi davanti per avviare una interlocuzione con il governo per l’autonomia della Regione Lombardia: è un obiettivo importante e mi auguro che colga l’occasione dopo l’apertura delle ultime ore da parte del ministro Martina a nome del governo".

Durante la riunione di Giunta, il sindaco di Bergamo aveva anche presentato un documento, firmato anche dal presidente della Provincia Matteo Rossi, indicando – primo territorio lombardo a farlo – le priorità d’intervento nell’ambito del Patto per la Lombardia. Il nodo di Pontesecco, la variante tra Trescore ed Entratico, la sistemazione dello svincolo autostradale di Bergamo e il collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e quella di Orio al Serio sono alcuni degli interventi che, spiega, "verranno realizzati presto, visto che il Patto per la Lombardia firmato lo scorso novembre dall’ex premier Matteo Renzi prevede la deadline del 2019 per la realizzazione delle opere".

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