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In favor di telecamera

Silvio Berlusconi, l'intercettazione del boss Graviano? Sapeva delle cimici. E sui giudici: "Pronti a tutto per farlo fuori"

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Silvio Berlusconi, l'intercettazione del boss Graviano: sapeva delle cimici

Le dichiarazioni "bomba" del boss Giuseppe Graviano che ha tirato in ballo Silvio Berlusconi sulle stragi del '93 sono false. Il Tempo ha pubblicato le intercettazioni ambientali dalle quali emerge uno scenario inquietante: il mafioso sapeva di essere circondato dalle microspie tanto da parlare sempre guardando in camera. Di più: da quanto si evince il boss Graviano e il camorrista Alberto Adinolfi sapevano anche quanto gli inquirenti gradissero da parte loro delle accuse sul Cavaliere e Marcello Dell'Utri.

Telecamere - Nella registrazione del 3 febbraio 2016, infatti, Adinolfi dice a Graviano: "Giuse', ma stanno riprendendo tutte cose...ah!". Il boss chiede: "Tutto?". Adinolfi: "Tutto, sì (...). Comunque...dobbiamo (...), ci stanno rovinando, non possiamo parlare". Annotazione della Dia: "Alza la testa e guarda in alto in direzione della nuova telecamera". Gli stessi inquirenti poi spiegano che "al minuto 01.50 Graviano gli spiega, così come già gli aveva detto in precedenza, che avevano messo le telecamere nel passeggio dove vanno loro, che i lavori che stanno effettuando servono a passare dei fili per il rifacimento di un impianto che servirebbe per ascoltare le loro conversazioni, così come stanno facendo in questo momento, poiché sono degli spioni...".

Incastri - Nel colloquio del 24 giugno 2016 i due boss parlano degli errori commessi da pm e giudici nel processo Borsellino e sospettano che dietro l'inchiesta ci sia una precisa intenzione. Adinolfi: "Quando è che hanno detto che hanno sbagliato l'indagine, con Borsellino lo hanno detto e hanno trovato le scuse di tutte le maniere, per il fatto che hanno scoperto... hanno detto che i magistrati non hanno sbagliato". Graviano: "Perché volevano... volevano arrestare a Berlusconi, perché lo hanno detto Umbe'?». E Adinolfi: "Perché andavano trovando chi accusava a quello". "A chi?", domanda il boss: "A Berlusconi", risponde Adinolfi. Graviano conferma: "Spatuzza lo accusava ed andavano accusando che io ci andavo a confermare (...). Lo volevano accusare delle stragi, Umbe'...del '93 e delle cose del '94".

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Commenti all'articolo

  • antari

    19 Giugno 2017 - 23:11

    Graziano sapeva delle cimici ed ha mandato un messaggio chiaro. Di certo, se avesse voluto tentare la strada del fango pur di ottenere vantaggio personale, avrebbe detto ben di peggio nel corso degli anni, è palese, e non lo ha fatto. Quindi...?

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  • patriziabellini

    19 Giugno 2017 - 19:07

    Che un criminale per ottenere benefici dica tutto ciò che "qualcuno" vuole sentire è evidente e forse anche che "qualcuno" glielo chieda

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  • dotbenito

    19 Giugno 2017 - 19:07

    ricordatevi voi che sparlate tanto l'unico mafioso che c'è in italia è quel bastardo di vecchio comunista che si è fatto cancellare le intercettazioni legalmente perchè il bastardo si ritiene al di sopra di tutti

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