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Il silenzio

Kyenge, l'imbarazzante silenzio
La ministra che vuole abolire il reato di clandestinità

Cécile Kyenge

E' dirompente il silenzio del ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge sul caso del clandestino ghanese, che armato di piccone, sabato 4 maggio ha seminato il terrore nel quartiere Niguarda di Milano. Subito dopo la sua nomina a ministro, la Kyenge aveva parlato prima dello ius soli (dare cioè la possibilità agli immigrati che nascono in Italia di ottenere la cittadinanza italiana) poi, in un'intervista a Lucia Annunziata, della necessità di abolire il reato di immigrazione clandestina. I morti dell'assassino sono diventati tre. Il cladnestino Kabobo non doveva essere a Milano, era stato arrestato ma poi scarcerato per decorrenza dei termini, doveva essere espulso ma lui aveva fatto ricorso. Politici di destra e sinistra sono intervenuti per commentare la vicenda. Ma il ministro di Cécile Kyenge tace. Non parla più. Eppure dalla ministra dell'Integrazione ci si aspetta una dichiarazione, un commento. Una presa di posizione. Le vittime, a Niguarda e a Castagneto Carducci (una ragazza trucidata), sono italiane. Ministra Kyenge, vuole ancora dirci che la clandestinità non è un reato?

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    17 Maggio 2013 - 10:10

    io rispondo solo alle castronerie che tanti scrivono, sia per convinzione che per ignoranza. E le castronerie che qui si leggono sono tantissime. E non rispondo nemmeno a tutte: ci perderei la giornata: guarda anche l'ultima di brontolo!

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  • barbone63

    17 Maggio 2013 - 01:01

    Un paese civile, evoluto, deve anche essere forte e sapere difendere i propri cittadini onesti.Forte e deciso non significa essere razzista, ma pragmaticamente se la polizia non lo fa e' semplice, sarebbe bastato un cittadino con regolare porto d'armi , sparare al ginocchio dell'impazzito e cosi' avremmo 3 italiani onesti vivi, un clandestino ferito rimpatriato e sopratutto un monito e chi vuole imitarlo. Vuoi aggredire, stuprare, sei libero di farlo, provaci ma ti becchi una pallottola e rimani li ad aspettare l'ambulanza. Ecco io avrei fatto semplicemente cosi', ma occorre serieta' , preparazione, in Italia il porto d'armi lo danno agli psicopatici e la gente normale non lo puo' chiedere, sono sufficienti 6 mesi con testa sul collo ed esercizi al poligono, perche' non lo facciamo?

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  • allianz

    15 Maggio 2013 - 21:09

    Bruno Osti scatenato questa sera....

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  • brontolo1

    15 Maggio 2013 - 15:03

    l'emigrazione interna in un paese è un cosamquella illegale verso un altro paese è tutt'altra cosa!ci sono paesi africani ed asiatici con disposizione su immigrazioni e visti agli stranieri a dir poco draconiane!in india,se vuoi lavorare lì devi essere sponsorizzato da un locale,e fare un lavoro d 100.000 rupie al mese(1500 € mensili)che lì sono tantissimi!per la cronaca,io i cartelli"fittasi casa,nomeridionali"ho fatto in tempo a vederli!prova ad affiggerne uno simile per stranieri,e vedi che ti succede!ricordano le cronache che alle stazioni di torino e milano,ma anche in centri minori di quelle parti,giravano i cosidetti"pattuglioni di p.s."!gruppi di carabinieri e poliziotti,molti dei quali di origine meridionale,che andavano alla ricerca di quelli che scendevano dai treni con la valigia di cartone,e se qualcuno non aveva sufficiente garanzie (contratto di lavoro o un posto in cui dormire)gli facevano il foglio di via!chi viene qui,deve venire col passaporto col visto!

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