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L'endorsement

Veltroni: Renzi è l'unico che può fare il premier

Valter Veltroni e Matteo Renzi

Mentre Guglielmo Epifani scivolava sul palco di Avellino (metafora di un partito finito a gambe all'aria) si rafforzava l'asse Veltroni-Renzi in chiave anti Bersani e anti Letta. Tutto è comunciato con l'incoronazione di Matteo Renzi da parte dell'ex sindaco di Roma. "Oggi è sicuramente la persona con maggiori caratterisriche per la premiership". La replica di Renzi all'endorsement arriva durante la trasmissione di Lucia Anninziata In mezz'ora: "Ringrazio Veltroni ma in questo   momento non siamo in una fase di campagna elettorale-    "Siamo in una fase in cui il Parlamento ha dato la fiducia a un  governo e io da italiano spero che il governo faccia il più   possibile. Soltanto dopo ci porremo il tema del candidato premier. Non  è questo il momento. Non per me, almeno", conclude Renzi.  

Autocritica - Dal Salone del libro di Torino arriva anche l'affondo di Veltroni contro Bersani (e contro D'Alema): "c'è un rimprovero che io faccio è che noi siamo stati troppo poco di sinistra. Una sinistra - ha aggiunto - che pensa ad una nuova società fatta di principi. Se invece dire qualcosa di sinistra è difendere il mondo che esiste o esisteva io non ci sto. Noi siamo nati per cambiare il mondo. Io continuo a pensare - ha proseguito - che se questo Paese non si darà una maggioranza riformista finirà molto male. Siccome non possiamo essere né ex democristiani nè comunisti dobbiamo essere Democratici", ha aggiunto. Veltroni spiega che secondo lui l'errore è stato quello di aver saputo leggere il risultato elettorale per quello che era: "un risultato drammatico". E sottoinea che "bisognava capire che non c'erano le possibilità di fare un governo che non fosse un governo neutro". Nella serata di domenica, intervistato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa", Veltroni ha detto che la soluzione di emergenza a cui si è approdati dopo "la sequenza di errori sull'elezione del Presidente della Repubblica, non è la soluzione di un partito votato all’alternanza". E aggiunge: "L'alternativa che si deve mettere in campo è una politica di innovazione radicale che porti in questo tempo il sistema dei valori della sinistra. Io non ho nostalgia della Prima Repubblica, la sinistra non può coltivare il passato". Secondo Veltroni "la sinistra ha confinato se stessa nella difesa dell’esistente e si è lasciato il dominio a politiche neoliberiste invece di accettare sfida". 

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Commenti all'articolo

  • cordioliago

    20 Maggio 2013 - 15:03

    Ho il sospetto che la sinistra abbia arruolato i facinorosi dell'ala estrema, quelli del sindacato, ed altri sparsi, in quelle associazioni dai nomi che si compongono di ....solidale...sociale ....democratico...culturale... e che sono lautamente finanziate dai comuni nella categoria " servizi ai cittadini " che i sindaci si preoccupano di non tagliare e che ospitano nei famigerati centri sociali al posto dei barboni. Col risultato che le varie sigle non raggruppano bisognosi e disperati, ma miliziani della sinistra, che si guadagnano la pagnotta bastonando a destra e a sinistra, e che si preoccupano solo di non perdere le prebende.... Grazie A.C.VR

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  • encol

    20 Maggio 2013 - 14:02

    NON DOVEVA ANDARE IN AFRICA 5 ANNI FA????? Meglio stare in Italia si "munge" meglio, è così Mr. Veltroni????

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  • blackbird

    20 Maggio 2013 - 10:10

    delle loro beghe interne! Agli elettori interessa la proposta politica in vista delle elezioni e la garanzia di un leader credibile per portarla a compimento. Le scaramucce interne sono fatti che hanno stufato! Inutili esercizi verbali.

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