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I dati del Viminale

Amministrative, affluenza in calo: ha votato solo l'34%, Roma -14%

Affluenza a picco ovunque: ha votato solo il 44% degli elettori. Record negativo a Roma: -20%

Amministrative, affluenza in calo: ha votato solo l'34%, Roma -14%
I partiti al banco di prova dei consensi dopo il governo delle larghe intese, in attesa di conoscere i risultati delle amministrative, dovranno fare i conti con l'astensionismo. Dei sette milioni di italiani chiamati alle urne per eleggere il sindaco e i consiglieri di 564, alla chiusura dei seggi (alle 22) neanche la metà degli aventi diritto si è recata alle urne: per l'esattezza il 44,66%. Un calo di oltre 15 punti (-15,34%) rispetto alle precedenti consultazioni. Si tratta certamente di uno dei dati più bassi delle ultime tornate elettorali.  Le percentuali di votanti sono in calo quasi ovunque, con un crollo al di sopra di ogni aspettativa nella Capitale dove l'affluenza è stata del 37,69% degli aventi diritto, quasi 20 punti in meno rispetto alle precedenti omologhe, quando votò il 57,20%. A Latina il 49,52% contro il 63,95% della tornata precedente. A Rieti ha votato il 49,89 per cento degli aventi diritto rispetto al 63,98% delle scorse urne. A Viterbo, infine, al voto il 50,85 per cento degli elettori contro il 68,21 per cento precedente.

In Lombardia alle 22 aveva votato il 47,91% degli aventi diritto contro il 51,24% delle precedenti elezioni. 95 i comuni coinvolti di cui tre capoluoghi: Brescia dove la campagna elettorale è stata più accesa con contestazioni e tensione in piazza al comizio di Silvio Berlusconi, Sondrio e Lodi . Quarantasette i Comuni al voto (10 sopra i 15 mila abitanti) in Veneto dove l'affluenza è stata del 48,47%, quasi 13 punti in meno rispetto alle precedenti amministrative. A Treviso e Vicenza le sfide più attese, con una forte probabilità di ballottaggio.

Il Piemonte (52 comuni al voto di cui solo due con oltre 15 mila abitanti) vince, invece, la partita dell'affluenza alle urne: i votanti sono in calo come ovunque, ma il dato del 49,58% alle 22 (a fronte del precedente 64,79%) è il più alto fra tutte le regioni italiane. Niente voto nel nuovo Comune di Mappano (Torino), creato a gennaio: un ricorso al Tar ha congelato le elezioni e un comitato di cittadini ha promosso per oggi una fiaccolata di protesta.

Freddo, pioggia in mattinata e un crollo di circa 19 punti nel dato sull'affluenza (40%) hanno caratterizzato la prima giornata di voto ad Ancona. Cala di sette punti anche l'affluenza per le amministrative di Siena: alle 22 hanno votato solo il 51,77% degli aventi diritti (alla precedente tornata elettorale erano del 58,37%). Per la seconda volta consecutiva il capoluogo torna alle urne dopo la fine anticipata della consiliatura, e questo spiega forse una certa disaffezione fra i cittadini. In Umbria si vota per il rinnovo del consiglio in cinque piccoli Comuni: Corciano, Trevi, Passignano sul Trasimeno, Monte Santa Maria Tiberina (Perugia) e Castel Giorgio (Terni). Corciano è l'unico Comune per il quale e' previsto l'eventuale ballottaggio. L'affluenza è generalmente in calo nella regione rispetto alle precedenti amministrative: 44,82% (62,64% nel 2008).

In Campania ha votato il 51,84% degli aventi diritto (nelle ultime elezioni il dato era stato del 59,40); ad Avellino una vera debacle nell'affluenza, scesa dal 60,29 al 40,16%. In Basilicata undici (dieci in provincia di Potenza e uno in quella di Matera) i Comuni chiamati al voto. In nessun caso ci sarà bisogno del ballottaggio, perchè tutti e undici i Comuni hanno una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Alle 22 l'affluenza nella regione è stata del 43,12% (51,73 nelle passate elezioni). Solo il 45,73% dei calabresi è andato a votare (le scorse amministrative la percentuale era del 53,36%). In Sardegna ha votato il 46,81% degli aventi diritti, con un affluenza di 6 punti in meno rispetto alle precedenti consultazioni (53,36).

L'affluenza per le elezioni regionali in Val d'Aosta - le urne si sono definitivamente chiuse alle 22 - è stata del 73,02%. Alle regionali del 2008 era stata del 74,28%. Lo scrutinio comincerà alle 8 di domani.

 

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Commenti all'articolo

  • vin43

    27 Maggio 2013 - 11:11

    Anche questa è democrazia. Il popolo è stanco di recarsi spesso alle urne. Tra europee, politiche, regionali, provinciali, comunali circa ogni sei mesi la gente è importunata. Una scheda lunga un metro e dieci cm, 19 candidati sindaci, poca chiarezza nell’esprimere le preferenze influiscono alla rinuncia da parte dell’elettore. «Non vado, andassero a quel paese» se non è detto in modo esplicito, è tacitamente applicato. Secondo me, la colpa non è sua, ma delle modalità complicate. Abbiamo impegnato i saggi per la riforma costituzionale! Quando l’applicazione dei loro suggerimenti?

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  • paolodml

    27 Maggio 2013 - 10:10

    poca affluenza è quello che vogliono i partiti. così devono controllare con le loro clientele solo pochi voti. Alla fine sono gli unici contenti. adesso tireranno le somme e poi si spartiranno il tutto come al solito. Gli italiani chiacchierano tanto, ma gli pesa il culo anche per andare a votare. i politici che abbiamo è quello che ci meritiamo.

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  • rozanu

    27 Maggio 2013 - 10:10

    Destra e sinistra cosa hanno fatto negli anni del loro potere? Come una casalinga che vede il muro bagnato di acqua perché il tubo all'interno si è rotto chiama l'imbianchino e non l'idraulico, così è sempre stato fatto, senza andare o, peggio, a voler andare alla vera risoluzione dei problemi, che è la riduzione delle loro prebende e dei loro benefit, e senza far pagare ciò ai soliti noti impossibilitati a sfuggire a fisco vorace. Ora si comincia raccogliere le frutta,sperando che caschino tutte dall'albero.

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  • mab

    27 Maggio 2013 - 09:09

    Destra o sinistra cosa cambia? non si sgomberano i campi rom, semafori affollati di lavavetri, nei centri storici e stazioni orde di stranieri ubriachi...ecc..... Allora forse la gente capisce che da una parte o dall'altra le cose non cambiano, quindi inutile perdere tempo.

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