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Il vizio dei compagni

La sinistra propone la patrimoniale per pagare gli immigrati in Africa

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Cécile Kyenge

Una patrimoniale qui da noi per aiutarli a casa loro. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, non perde il vizio: pochi mesi fa voleva introdurre la mega tassa per finanziare gli investimenti pubblici e «cominciare una seria lotta al precariato», e i suoi compagni di partito, il neonato Mdp, l’hanno stoppato. Stavolta la rilancia come ricetta per risolvere l’emergenza migranti senza pensare che la patrimoniale è lo spauracchio di ogni governo e di ogni maggioranza: come la citi, perdi consensi e chissà perché, anche in quest’occasione, nessuno della sua parte politica si è affrettato a dirgli bravo.

Eppure per lui sarebbe la soluzione migliore. L’ha messo nero su bianco nel suo Libro sull’accoglienza della Toscana, presentato ieri. «È facile dire di aiutare i migranti a casa loro, poi però va fatto davvero e l’Italia è all’ultimo posto». Quindi, spiega Rossi, aiutiamo i poveri disperati in fuga dalle guerre e dalla miseria applicando agli italiani un’ulteriore tassazione per i redditi superiori a 100mila euro. Il governatore la chiama «cooperazione internazionale» e suggerisce che i fondi per l’accoglienza passino direttamente dai Comuni, anziché dalle Prefetture, con l’obiettivo di arrivare a una gestione più trasparente e ad una migliore integrazione dei profughi sul territorio, sul modello calabrese di Riace, il comune calabrese dove i migranti sono un terzo della popolazione (circa 500 su 1500, per la maggior parte rifugiati e richiedenti asilo) e, secondo il sindaco, hanno riportato la vita nelle case svuotate dall’emigrazione degli abitanti e rivitalizzato l’economia locale. Un caso unico.

Ma Rossi ci crede. Non vuole sentire parlare di invasione, bacchetta i Comuni che dicono no all’accoglienza perché, insiste, «ci stiamo mettendo in un angolo, ed è pericoloso dal punto di vista politico ed è anche più pericoloso dal punto di vista gestionale». Nota che dopo il respingimento delle domande di asilo, c’è un problema irregolari, che sono già mezzo milione, «ma portare via 500mila irregolari è una balla. Ci vorrebbe mezzo bilancio dello Stato oltre a degli accordi con i Paesi di provenienza dei migranti che non sono così ben disposti».

Per cui, è il ragionamento dell’ex esponente Pd, se vogliamo aiutarli a casa loro, cioè in Africa, va bene, ma per sostenerli concretamente si metta una tassa sulle transazioni delle multinazionali e una patrimoniale sui redditi sopra i 100mila euro».

E dire che Rossi non è certo uno sprovveduto: da anni governa la regione Toscana, patria di Matteo Renzi, con cui i rapporti sono sempre stati discreti fino a che il presidente, l’anno scorso, non ha deciso di sfidare il rottamatore nella corsa alla segreteria del Pd e di entrare ufficialmente nel gruppo degli oppositori interni all’ex premier. Gruppo che a febbraio di quest’anno si è staccato per fondare il nuovo partito Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista, più vicino alle posizioni della sinistra che al Pd da cui proviene (l’imposta patrimoniale, del resto, altro non è se non uno dei cavalli di battaglia degli ex rifondaroli).

Rossi continua a governare la sua regione anche contando sui voti dei dem, che non gli hanno fatto mancare il sostegno. Due giorni fa una mozione di sfiducia del centrodestra contro di lui è stata respinta grazie ai voti del Pd. Renzi lo ha blindato: «Rossi resti fino a fine mandato». Ma sull’ipotesi di patrimoniale in favore dei profughi, è difficile che i renziani lo seguano. Tanto più che quei soldi, prelevati dal portafoglio di tanti italiani, andrebbero per finanziare progetti in Africa, neppure qui da noi, e quindi vallo a spiegare ai cittadini.

La patrimoniale è un’idea «irricevibile», commenta Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in commissione Politiche della Ue alla Camera, «la sinistra continua a scaricare i suoi errori sulla pelle e anche sulle tasche dei cittadini. La verità è che è stato il governo Renzi a chiedere che tutti i migranti sbarcassero nei porti italiani e ora non sanno più come uscirne e allora ogni giorno ne inventano una. Purtroppo il peggio non è ancora arrivato».

«Rossi invoca una patrimoniale, noi più controllo e sicurezza», dicono il capogruppo di Fi in Consiglio regionale della Toscana, Stefano Mugnai e il coordinatore provinciale aretino degli azzurri, Maurizio D’Ettore. «Per noi servono più mezzi e maggiori poteri ai sindaci e alla polizia municipale», aggiungono, «che Rossi ora pensi addirittura a una patrimoniale per mitigare i flussi operando nei paesi d’origine dei migranti, ci pare la solita botta di calore di mezza estate».

Nel dibattito sui migranti s’inserisce anche Cecile Kyenge, europarlamentare ed ex ministro all’immigrazione. Intervistata da Radio Padova, ha detto la sua: «Aiutiamoli a casa loro? Accogliamoli tutti. Rompiamo l’egoismo degli altri Stati membri, questo è anche il nostro lavoro, di chi risiede nelle istituzioni europee». Lapidario il commento del leader della Lega, Matteo Salvini: «La Kyenge vuole accoglierli tutti. Sarà il caldo... Ricoveratela».

di Brunella Bolloli

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Commenti all'articolo

  • itas50

    17 Luglio 2017 - 15:03

    la patrimoniale per pagare gli immigrati in Africa ???..... sto ca..zo !!!!

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  • carlozani

    16 Luglio 2017 - 19:07

    Rossi ,'testa di c..o' prendili a casa tua,intanto dai metà del tuo stipendio da governatore della toscana, per aiutare quelli che sono qui,ma da furbetto ti vuoi spazzare il culo con la camicia degli altri.

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