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Via libera dal CdM

Riforme, c'è la road map. Quagliariello: "18 mesi, a ottobre 2014 l'ok"

Enrico Letta

Enrico Letta

"Diciotto mesi al massimo, nel 2014 l'approvazione in Parlamento". E' il senatore del Pdl Gaetano Quagliariello a sintetizzare, in poche parole la road map delle riforme approvata dal Consiglio dei ministri. Secondo le indiscrezioni, qualche ministro non ha gradito il "cronoprogramma", preferendo maglie larghe e un semplice "indirizzo". "Non bisogna comprimere i tempi - ha osservato il ministro degli Esteri Emma Bonino -, qui stiamo cambiando la Costituzione, non le regole di un condominio...". Quaglieriello però ha tagliato corto, ricordando come il ddl riprenda semplicemente le linee delle mozioni approvate dal Parlamento. "Ci siamo mossi rispettando pedissequamente le mozioni approvate dalle camere - spiega un altro ministro -, ora tocca al Parlamento avviare il lavoro". "E' un impegno - ha osservato il presidente del Consiglio Enrico Letta - che va rispettato, anzi siamo in anticipo sul programma visto che avevamo dato come scadenza la fine di giugno. Toccherà al Parlamento - ha sottolineato ancora il premier secondo quanto viene riferito - confrontarsi nel merito, noi abbiamo avviato il percorso". Dario Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha annunciato che "il ddl sarà trasmesso al Senato dove il governo chiederà la procedura di urgenza per dare certezza e ridurre i tempi di discussione e approvazione del provvedimento".

"Appuntamento ad ottobre 2014" - Con il via libera del CdM parte ufficialmente il treno delle riforme. Il responsabile delle Riforme ha indicato in una conferenza stampa a palazzo Chigi le tappe dell’iter che dovrà essere completato entro i prossimi 18 mesi. "Questo tempo andrà assolutamente rispettato - ha spiegato -. A fine maggio del 2014 ci dovrebbe essere la prima lettura alla Camera, per gli inizi di settembre la prima lettura al Senato, per l'ottobre del 2014 la seconda deliberazione delle Camere e poi - ha ipotizzato il ministro - il varo conclusivo". Non ci sarà nessuna sovrapposizione tra il lavoro della Commissione e quello del Parlamento e "nessuna perdita di tempo", ha detto Quagliariello. Giovedì pomeriggio alle 17.30 i 35 saggi saranno ricevuti al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Sarà presente anche il premier Enrico Letta. I saggi non percepiranno alcun compenso, verranno rimborsate solo le spese di viaggio, non quelle di soggiorno. 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • blu521

    07 Giugno 2013 - 12:12

    19 e 24 giugno 2013. La road map è questa. Quella giusta per i bananas

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  • Frenki

    07 Giugno 2013 - 11:11

    Una pagliacciata dopo l'altra, pensate.. per 18 mesi parleranno solo delle riforme istituzionali mentre il lavoro rimarrà nel sottofondo. Agli osservatori ciò non stupisce perchè non si hanno idee su come uscire dalla crisi. Berlusconi impegnato a combattere per non andare in galera non gliene frega niente, temporeggia / minaccia / uscita dall'euro / la Merkel colpevole di tutti i mali italiani ecc.ecc. Poi i suoi servitori non ce la fanno più a vivere senza poter spendere manco un soldo, che ci stanno a fare in parlamento senza tangenti ?

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  • andresboli

    07 Giugno 2013 - 09:09

    cagata spaziale, solo la procedura inventata, è una follia pura!! solo una classe politica di ladri come la nostra poteva pensare una simile sollia.

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  • teomondo scrofalo

    07 Giugno 2013 - 08:08

    Che io non condivida il 90% di quanto scritto su Libero è noto. Che io apprezzi l'intelligenza di molti che scrivono i loro post è un dato di fatto. Che su Libero talvolta vengano pubblicati i miei interventi, mentre su il Gionale mai (sì va bene, è il giornale di famiglia ed è l'orano di partito, ma almeno che lo scrivano che pubblicano ciò che gli garba ed amen!) Però, io mi e vi domando: ai cassaintegrati; ai disoccupati e a quelli che il lavoro lo cercano e non lo trovano; agli studenti senza aule, professori, mense e soldi per i libri; al popolo che soffre, in una parola, quanto gliene frega se in Italia il Presidente della Repubblica sarà eletto dal popolo direttamente o dal parlamento? Propongo un sondaggio tra i lettori. Credo sia più utile che sapere se è più bello il culo della Bbelen o della Minetti.

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