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Dis-Concordia democratica

Nel Pd volano stracci per la Concordia:
"Ripariamola a Piombino" "No a Palermo"
è guerra tra dem per il relitto

Braccio di ferro tra democratici per i lavori sulla nave. I deputati siciliani la vogliono nel capoluogo, ma dalla Toscana arriva lo stop: "No resta qui"

Nel Pd volano stracci per la Concordia:
"Ripariamola a Piombino" "No a Palermo"
è guerra tra dem per il relitto

Il Pd ha in mano le sorti della Costa Concordia. La rimozione del relitto dall'isola del Giglio è affidata ad una decisione dei democratici. In un triangolo democratico tra Roma, Firenze e Palermo volano stracci per il destino del relitto. E' braccio di ferro soprattutto tra il governatore della Toscana Enrico Rossi e quello della Sicilia Rosario Crocetta. In mezzo c'è l'altro democratico, Enrico Letta, che da palazzo Chigi si gode lo spettacolo. La riparazione del relitto metterebbe in moto gli operatori del settore nel porto dove la Concordia approderà. Una bella vetrina delle amministrazioni locali per dare occupazione al settore portuale e alla cantieristica che da tempo soffre il vento della crisi. Così nel Pd per accaparrarsi il relitto se le suonano di santa ragione.

Volano stracci tra Firenze e Palermo -
Ad aprire il duello è il deputato Davide Faraone del Pd che rappresenta l'ala siciliana dei democratici: "Presentero' un'ulteriore interrogazione parlamentare per sollecitare che i lavori per lo smaltimento del relitto della Costa Concordia siano eseguiti nel porto di Palermo. I tempi di rimozione del relitto dalle coste toscane prevedono un possibile spostamento per ottobre 2013, data entro la quale il porto di Piombino non sara' pronto a ospitarlo, ne' ad avviare le operazioni di smaltimento". Apriti cielo. In Toscana non ci stanno e lì i democratici alzano la voce. A farlo è  la deputata Silvia Velo, vicepresidente del gruppo Pd: "Nel valutare la migliore sede possibile per lo smaltimento della Concordia e' prioritario tenere conto della distanza dell'isola del Giglio dal porto che verra' prescelto" E aggiunge: "La proposta di rimuoverla per portarla a Palermo, anziche' a Piombino, il porto piu' vicino, e' assolutamente inadeguata: l'idea di un relitto che viaggia per il Mediterraneo non e' accettabile, non e' perseguibile dal punto di vista ne' della sicurezza e ne' della praticita'", spiega Velo. Quindi, "e' naturale che la Concordia va rimossa e che i gigliesi non debbano piu' aspettare oltre, ma questa operazione va fatta nel massimo rispetto della sicurezza per il nostro mare- conclude la deputata Pd- in questo senso Piombino e' l'operazione piu' autorevole".

A Palermo non mollano - Ma gli uomini di Crocetta non mollano. Faraone batte i pugni sul tavolo e insiste: "A Palermo strutture ed addetti possono gia' operare. Il porto di Piombino dovrebbe affrontare lavori compresi tra i 90 e i 140 milioni di euro, per adeguare il sito alle operazioni di smaltimento che, comunque, non si avvierebbero nei tempi previsti. Spostare le operazioni a Palermo - conclude Faraone - ritengo sia una decisione di buonsenso, che eviterebbe un ulteriore e pesante costo. Mi auguro finisca al piu' presto il tentativo di trasformare questa vicenda in una guerra tra gli operai di un porto o dell'altro e la politica scelga in termini di efficienza e risparmio''. Insomma il Pd pensa ai relitti. In largo del Nazareno la paura di affondare è sempre viva. (I.S)

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Commenti all'articolo

  • Silviob2

    14 Giugno 2013 - 09:09

    a f.................

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  • silvano45

    13 Giugno 2013 - 20:08

    Geniali spendere 140 milioni di euro per attrezzare un porto Piombino per eseguire i lavori quando altri porti sono già attrezzati a costo zero,visto come vanno le cose in italia domanda dove è l'inganno? fanno gola i soldi dei lavori vero? chissà se succederà come al solito in italia 100 per i lavori 30 per............

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