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Con internet si torna alla prima Repubblica: il Pdl lo capirà?

Partecipazione versus mobilitazione: due concetti che animano la politica. Ecco che ruolo ha il web

Filippo Facci

Filippo Facci visto da Vasinca

Siamo abituati ai termini «partecipazione» e «mobilitazione» come se fossero la stessa cosa, ma la differenza - sostanziale per capire i guai del centrodestra - ce l’ha insegnata lo studioso Domenico Fisichella in suo un libro del 2010. Nella partecipazione è il pubblico a intervenire in politica, nella mobilitazione è la politica a intervenire sul pubblico. Nella partecipazione si attribuisce al pubblico un’autonomia che poi sfocerà in un processo politico, nella mobilitazione il pubblico è solo chiamato rumorosamente a subirlo. Nella partecipazione è la gente che chiede alla politica certi comportamenti, nella mobilitazione è la politica che li chiede alla gente. Ecco: dal 1994 a oggi il centrodestra è sempre stato tutto mobilitazione e zero partecipazione. Berlusconi è stato il più grande mobilitatore mai visto, un seduttore soprattutto televisivo (è il mezzo ideale) e così ha potuto fare e disfare, promuovere e cacciare, sciogliere e rifondare: questo appoggiandosi non a congressi ma a predellini. Berlusconi viceversa ha sempre respinto ciò che implicava partecipazione: forme di democrazia e dissenso, un partito strutturato, le primarie, un gruppo dirigente autonomo: insomma l’abc di tutte le destre democratiche, ciò che produce il famoso «radicamento» e magari dei candidati credibili. Internet sta reintroducendo una partecipazione come c’era nella Prima Repubblica: e quel residuo di gente ancora interessato alla politica - a partecipare, cioè - oggi la trovi in rete. Lo capiranno?

di Filippo Facci
@FilippoFacci

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Commenti all'articolo

  • esattore

    18 Giugno 2013 - 10:10

    che i sinistri godono di una superiorità morale che definirei "Antropologica" rispetto a tutti coloro che votano a destra e questo a prescindere dalle porcate perpetrate dal PD e soci. Un esempio? MPS: tutti, specialmente a Siena, sanno che è stata la sinistra a sfasciare la banca rubando a man bassa eppure hanno rieletto un sindaco PD. In questo caso non regge neanche la solita scusa che non si è voluta consegnare la città alla destra poiché c'era l'alternativa dei 5 stelle da votare. E Penati? ed i 250 milioni di debiti dei DS? mi fermo qui ma potrei continuare con molti altri esempi. Conclusione: è preferibile votare per un partito dove non c'è partecipazione oppure votare per un partito in cui gli elettori votano acriticamente sulla scorta di una superiorità che non possiedono ma invece sulla base di un'ipocrisia assoluta? Due bei dilemmi, non c'è che dire, ma la partita tra i due può al massimo chiudersi in parità e non certo a vantaggio di una sinistra così marcia ed ipocrita.

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  • esattore

    18 Giugno 2013 - 10:10

    C'è sicuramente molto di vero in quello che scrivi. La politica non dovrebbe mai prescindere da una partecipazione convinta dei cittadini all'interno dei partiti ( dal momento che quando un parlamentare viene eletto lo è senza vincolo di mandato e quindi senza alcun obbligo di rispondere al suo partito, né, tantomeno, ai cittadini che lo hanno votato. Vorrei però richiamare la tua attenzione su un aspetto della questione che sembri volere eludere. Se è vero, come è vero, che con Forza Italia Berlusconi ha venduto un prodotto a scatola chiusa, bisogna anche riconoscere che i partiti di sinistra, in apparenza più aperti al confronto, sono in realtà dei contenitori elettorali dove confluisce tutto e il contrario di tutto ( vedi il PD) e soprattutto sono partiti dove la partecipazione del cittadino è solo apparente. Mi spiego meglio: agli elettori di sinistra è stato fatto credere, grazie ad una preponderanza in tutti i mezzi di informazione che data dai tempi del PCI, che i Sinistri..segu

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  • imahfu

    15 Giugno 2013 - 11:11

    Scrivo dal '92 poiché fu allora che cominciarono le mosse per creare questo affastellamento di ''senza idee, né ideali''. Si cerco' la connessione con Don Sturzo ma i piu' si misero a ridere, poi con un sacco di altra gente, senza successo: F.I. nasceva senza ''hinterlanbd'' storico e ideale.Si sfrutto' l'anticomunismo di un comunismo ormai morto da tempo. Si cerco' persino il legame col Vaticano (4 Miliardi di lire donati due giorni prima del voto). Il Fondo di investimento di B. lancio' gli incaricati (4000) non piu' a vendere ma a propagandare F.I. e il padrone del partito. Chi si ricorda Pilo , le sue scarpe, il suo abbigliamento-tipo? Nasceva la mobilitazione basata sulla speranza di un nuovo che piu' vecchio non poteva essere. Vinse e fu il disastro:la Lega al potere con le sue crasse ignoranze., gli ex fascisti, il capitalismo retrivo e i soldi, soldi che attirano chiunque.Ora il redde rationem tardivo. I guai di una crisi oltre misura sono davvero imputabili a B.

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  • lucianaza

    14 Giugno 2013 - 16:04

    bravo, in 2 articoli hai espresso il nocciolo della questione: Berlusconi non fa crescere nessuno, Berlusconi mobilita solo per sé stesso e non fa niente pe le milionate di persone che lo hanno sostenuto. Anche se non è lui in prima persone a mettere in piazza questa strategia, è pur sempre lui il responsabile di tutto. Secondo me se va al voto adesso raccatta poco

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