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Ingroia lascia la magistratura

Addio alla magistratura dell'ex pm prezzemolino: "La decisione più sofferta della mia vita". E cerca di riciclarsi subito con il Movimento 5 Stelle

Antonio Ingroia

Antonio Ingroia

Basta con la toga, ora soltanto la politica. Ora è ufficiale: Antonio Ingroia lascia la magistratura. "E' stata la decisione più sofferta dei miei 54 anni", ha piagnucolato in un'intrevista a Repubblica. Ora l'ex pm prezzemolino potrà dedicarsi a tempo pieno all'azione politica, senza farlo più dalla aule del tribunale. Certo, il futuro è nebuloso: il risultato della sua Rivoluzione Civile alle ultime elezioni politiche è stato fallimentare. In Parlamento, infatti, non è entrato nemmeno lui.

Strizza l'occhio ai grillini - Senza toghe e con un futuro politico di dubbio successo, Ingroia non perde tempo e strizza l'occhio al Movimento 5 Stelle. L'ex pm sostiene che Azione Civile (questo il "nuovo" nome della sua creatura) alle prossime elezioni non dovrà presentarsi da sola. E con chi, allora? Magari con i pentastellati. Quello di Ingroia, infatti, suona un po' come un appello: "Chiedo al Movimento 5 Stelle di cessare di essere autoreferenziale perché è lo stesso errore che ha portato la sinistra alla sconfitta. Ci si impegni per evitare l'assalto alla Costituzione che si profila". E ancora: "Mi sono spogliato della toga, dico agli altri di togliersi le casacche e lasciare movimenti autoreferenziali". Quindi arrivano anche inviti ben più espliciti, diretti a Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Sergio Cofferati, Fabrizio Barca, Laura Puppato e Giuseppe Civati. Gran parte dei nomi, putacaso, sono o erano legati al "pantheon" grillino.

Lacrime da pm - Le dimissioni dalla procura di Aosta, dove non ha mai voluto andare, Ingroia le firmerà il 18 giugno: "In quell'occasione - ha spiegato - restituirò le chiavi del mio ufficio al mio capo, Marilinda Mineccia". Questo l'esito dell'estenuante braccio di ferro con il Csm: al centro della discordia proprio il trasferimento ad Aosta. La decisione di mollare la politica, ha aggiunto, "è stata presa a malincuore, ma non ci sono più le condizioni perché la tenga ancora indosso. Sono così affezionato a questa toga - proseguiva - che sarei rimasto in magistratura se mi fosse stata data la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza ventennale di pm antimafia in Sicilia. Ma c'è chi non vuole - ha accusato ancora una volta -, il Csm in testa". 

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Commenti all'articolo

  • argo92

    16 Giugno 2013 - 20:08

    se veramente ama il suo paese se ne deve andare possibilmente in luogo con solo biglietto di andata ma vafff....

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  • Enzo47

    15 Giugno 2013 - 08:08

    Se questo è il rappresentante della giustizia.... ogni commento penso sia del tutto superfluo! Enzo47 dalla verde Varese

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  • bonavia

    15 Giugno 2013 - 07:07

    Crollerà tutto l'impianto!

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  • sparviero

    14 Giugno 2013 - 23:11

    La vedo come una balena spiaggiata. Mi auguro che qualche volenteroso le faccia riprendere il mare, cioè la magistratura. La politica oggi per lei è sconsigliabile.

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