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Il caso

Altri soldi ai film italiani
per salvare i registi rossi

Il governo vuole introdurre il modello francese dell'eccezione culturale: cinema e spettacoli fuori dagli accordi di libero scambio con gli Usa

Nanni Moretti

Nanni Moretti

«Exception culturelle»: già dal nome capisci che è qualcosa di alto e nobile. Spiegata dalla élite al volgo, poi, sembra ancora più bella: ti dicono che la cultura non è un prodotto come gli altri, non è equiparabile a un fanale per automobili; la cultura è l’anima di un popolo e i popoli si colonizzano cambiando la loro cultura. Il problema, come sempre con le idee, è quando scendono dall’empireo per farsi concrete. E la exception culturelle e i suoi sostenitori sanno essere concretissimi: puntano dritti ai soldi. Quelli dei contribuenti e dei consumatori. In cambio promettono di limitare la libertà di scelta: l’allocazione delle risorse non è decisa dal botteghino, simbolo del gretto capitalismo e metafora dei gusti plebei del pubblico, ma in base a criteri autarchici, gestiti dalla classe politica. La casta dei cinematografari (pardon, dei baluardi della cultura nazionale), gratificata, sentitamente ringrazia. (...)

Come spiega il vicedirettore di Libero, Fausto Carioti, sul quotidiano in edicola sabato 15 giugno, piovono altri soldi per i film italiani. Obiettivo? Salvare i registi rossi. Il governo infatti vuole introdurre il modello francese dell'eccezione culturale: cinema e spettacoli fuori dagli accordi di libero scambio con gli Stati Uniti. Il ministro Bray ha parlato in modo lusinghiero della fattispecie, sottolineando che "la nostra creatività va difesa". A spese nostre.

Leggi l'approfondimento di Fausto Carioti su Libero di sabato 15 giugno

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    08 Luglio 2013 - 13:01

    Come se la dx non avesse mai governato in Italia... aho! Svegliate, ciccio bello di mamma'

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  • primus

    16 Giugno 2013 - 13:01

    Ma per piacere, fa tristezza solo vederlo,immaginarsi la tristezza ei suoi film. Basta finanziamenti a questa gente, dovrebbero essere loro a pagare chi li vede, sono solo un debito!!!

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  • kinowa

    16 Giugno 2013 - 11:11

    Se non ci fossero stati i finanziamenti ai film di sinistra, pagati da noi, di Moretti conosceremmo solo la birra. Comunque, quei film possono servire all'edilizia, sono dei mattoni tremendi.

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  • tacos

    16 Giugno 2013 - 11:11

    Basta controllare in Cineteca nazionale, ci sono depositati +/-1100 art. 28 e/o art.8 mai distribuiti e senza calcolare i fondi di garanzia di Interesse Culturale con incassi da strapparsi i capelli. Naturalmente è una "musica" che suonano spesso i soliti-noti con risultati drammaticamente ripetitivi. Questa Politica "culturale" ha fatto morire il cinema Italiano da oltre trentanni e ancora insistono a finanziare opere che, gran parte, non hanno il minimo interesse neanche dalla Televisione di Stato (RAI)

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