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Politica a pagamento

Il "OpenPd", la tavola rotonda a pagamento,
se vuoi vedere i renziani a Torino,
devi sborsare 55 euro

Dopo l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti i democratici provano altre strade: "La libertà ha un costo..."

Il "OpenPd", la tavola rotonda a pagamento,
se vuoi vedere i renziani a Torino,
devi sborsare 55 euro

Vuoi vedere Simona Bonafè o altri parlamentari del Pd discutere di politica? Paga 55 euro. La nuova idea del Pd ha pure un nome beffa: "Open Pd". "Aperto". Solo ai ricchi. Liniziativa della politica a pagamento arriva da Torino ed è sponsorizzata da un renziano d.o.c., Davide Ricca, presidente e coordinatore di "Adesso Torino!", il rassemblement democratico che ha sostenuto il rottamatore alle ultime primarie per la premiership. Sabato e domenica Torino ospiterà la prima tavola rotonda politica a pagamento. A partecipare al costoso spettacolo saranno i parlamentari di area, Roberto Giachetti, Simona Bonafé, Lorenza Bonaccorsi, David Ermini, il costituzionalista Francesco Clementi (uno dei 35 saggi al lavoro sulle riforme) e tanti altri

Tariffario -
 "Abbiamo pensato a sottoscrizioni per chi parteciperà: per gli under 25, 40 euro; gli over 25 pagheranno 55 euro; chi partecipare solo per un giorno paga 30 euro", afferma Ricca. A quanto pare qualcuno reputa valido il prezzo del biglietto: "Attendiamo un centianio di persone e oltre dagli altri comitati in Italia e contiamo su un altro centinaio dal Piemonte. E’ un evento a porte chiuse pensato per duecento persone. Naturalmente per i giornalisti è gratis. I parlamentari potranno dare un’offerta, ma mi piacerebbe che pagassero tutta la quota. Il tutto con ricevuta, ovvio".L'imortante dunque è pagare. Ma questa non è la solita "cena elettorale" mirata ad un finanziamento delle spese di campagna per il candidato di turno. Non questo è un convegno a porte chiuse e solo per chi ha i soldi, in barba al nome "OpenPd". Ma non chiamatela politica a pagamento. "La libertà ha un costo. E sia chiaro: se non riusciamo a coprire i costi, ci rimettiano noi, non chiediamo soldi ai parlamentari", afferma Ricca. Insomma il Pd col taglio del finanziamento pubblico ai partiti cerca soluzioni alternative. Ma almeno non chiamtele "Open Pd". "Cash Pd" suona meglio in questo caso. (I.S.)

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Commenti all'articolo

  • 19 Giugno 2013 - 15:03

    Dunque se uno è un (TOSSICO!!!) O un aspirante (LADRO), che vuol fare uno stage (di specializzazione) con dei certificati professionisti (del mestiereI!!) o semplicemente, un celebro,masochista che vuol placare certe insane pulsioni (di auto distruzione) è giusto che se le paghi, come dice il proverbio "mal voluto non è mai troppo specialmente se e comunista ".

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  • paolorevelchion

    19 Giugno 2013 - 13:01

    Affittare una sala, preparare una sala stampa, prevedere brochure, volantini, badge, offrire un coffe break ed un pranzo ha un costo. Abbiamo deciso di creare questo evento facendolo pagare perchè non vogliamo, non cerchiamo, non abbiamo, sponsor politici o non abbiamo nessuna intenzione di chiedere soldi pubblici per un evento di politica. Chi non è interessato non deve pagare (indirettamente con i rimborsi elettorali), chi vuole partecipare, e le iscrizioni sono già ben numerose, contribuisce a far politica. Capisco che nonostante il nome della testata, l'essere liberi da padroni sia un concetto difficile da comprendere e su cui fare pseudosarcasmo. Infine un appuntino ad encol, che coglione non è ma si nasconde dietro un nickname, non siamo il PD, tra noi ci sono iscritti e non iscritti, siamo semplicemete tutte persone libere che non hanno bisogno della politica per vivere ma a cui piace vivere la politica.

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  • encol

    19 Giugno 2013 - 10:10

    già con la furbata delle "primarie" in realtà una farsa per fare moneta. In 2 turni ne hanno raccolta ben 9Mln. di Euro. Un gran bel business. Ora si sa che l'appetito vien mangiando e che di militanti cogl...ne hanno un bel po', quindi.......

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