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Dopo Fonzie, Tony

Pd, Renzi: "Io segretario come Blair. Ma che palle le correnti"

Il rottamatore lancia la sfida: "Sogno un partito leggero ma non fragile. La segreteria? Solo se non cercano di fregarmi ancora"

Pd, Renzi: "Io segretario come Blair. Ma che palle le correnti"

Dopo Fonzie, Tony. Tony Blair, naturalmente, perché lo storico leader del new labour inglese l'idolo di Matteo Renzi lo è da tempi non sospetti. L'ambizioso sindaco di Firenze, intervistato dal Foglio, ribadisce il suo grande progetto: diventare segretario del Partito democratico e svecchiarlo in grande stile. La guerra interna non mancherà, e non a caso il rottamatore si lascia sfuggire un emblematico "ma che palle le correnti...".

Il nodo è quello che ormai lo tormenta da un mesetto abbondante. Diventare o no segretario del carrozzone di largo del Nazareno? Il ruolo, che potrebbe rivestire a partire dal congresso nazionale in autunno, potrebbe imbalsamarlo e vincolarlo a sostentore forzato del governo Letta (l'obiettivo nemmeno tanto segreto del segretario reggente Guglielmo Epifani e di una buona metà del Pd). Matteo, però, a quella portona mira con decisione: "Io lo vorrei fare perché ci tengo davvero al Pd, ma non voglio farlo a tutte le condizioni, il segretario". Riecheggia, insomma, quel "non mi faccio più fregare" rivolto all'ex leader Pierluigi Bersani e ai mammasantissima democratici. 

"Un partito leggero ma non fragile" - Renzi sogna un "partito innovativo, leggero, scattante, agile, e per questo non fragile, che possiamo cambiare l'Italia, imporre un bipolarismo di fatto, conquistare gli elettori degli altri partiti e dare una mano al  governo, con lealtà ma senza piaggeria, preparandoci come è giusto che sia all'appuntamento con le prossime elezioni smettendola di smacchiare i giaguari, smettendola di farci dettare l'agenda dai nostri avversari, smettendola - che palle! - di farci governare dalle correnti e cominciando a farlo davvero, questo benedetto Pd". "Io sono pronto, sto già lavorando, ho un piano, sto preparando  un documento, e mi affascina l'idea di poter fare nel Pd quello che Tony Blair fece nel 1994 con il New Labour", aggiunge Renzi. Sulla bilancia, però, pesano ancora dei dubbi: "Non voglio che qualcuno   pensi che soffra di ansia da posizionamento, che stia lì a brigare e a tramare per voler fare chissà che cosa". Ma il sindaco è tentato e  ribadisce: "Se non mi fregano con le regole, e se non provano a restringere la partecipazione, come hanno fatto con ottima lungimiranza in altre occasioni, io ci sono; se vogliono fregarmi, se vogliono mettermi i bastoni in mezzo alle ruote, se vogliono continuare a far rimanere il Pd ostaggio delle correnti e se vogliono trasformare le primarie in una specie di Renzi contro il resto del   mondo, non so se ne vale la pena. Ok?".

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  • neottolemo

    28 Giugno 2013 - 20:08

    Da quando Renzi ha lanciato la sfida ero piuttosto preoccupato, per lui soprattutto, non riuscivo ad immaginarlo alla testa di un partito rosso. Ora l'idea che la sinistra PD tenti di batterlo e a tale scopo lanci nell'arena Fassina mi rassicura, penso che Fassina uscirà vittorioso dallo scontro anche grazie al lavorio di tessitura portato avanti da Barca, Civati e C. Se così avverrà ci sarà la prevista svolta politica con un PD egemone al Governo, col sussidio di SEL e transfughi 5S, e il PDL all'opposizione. Se questo non accadrà è soltanto rimandato il tempo per l'instaurarsi di tale situazione. Personalmente auspico il successo della sinistra PD per il semplice motivo che prima vanno al potere e prima si verificherà il crollo, e prima avremo però la salutare reazione con possibilità di iniziare una faticosa risalita. Siccome ci sono avvenimenti da cui non è possibile derogare ritengo positiva un'accelerazione di tutto il processo in atto.

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  • dplucia

    22 Giugno 2013 - 07:07

    Renzi è un buon toscano, alla mano per ora, non talebano,comunista-fascista, come i fiorentini ma è, come si dice in Toscana" sor chiacchiera" in italiano logorroico. Ha un solo difetto pensare al potere ed averlo in tutti i modi, ma alla fine il potere mangerà lui. Speriamo che non faccia come quasi tutti gli amministratori toscani di "scialacquare"il danaro pubblico per mantenere il potere personale e quello del partito,e sperando che abbia una mentalità più aperta e liberale. Dovrebbe essere lui il futuro fondatore del partito Socialdemocratico alla tedesca, ma deve togliere dalla testa dei suoi due difetti: L'invidia e rancore per i" padroni: due elementi anarcoidi-comunisti che non vanno a braccetto con la socialdemocrazia. Arriba Renzi!

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  • encol

    21 Giugno 2013 - 16:04

    Il dire IO COME...... ecc. già significa non avere le palle per definirsi. Fa il paio con gli slogan dei suoi Kompagni quando copiarono quello di Obama (WE CAN). Come finì lo sappiamo.

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  • liberopensiero77

    21 Giugno 2013 - 15:03

    Tony Blair in Gran Bretagna è riuscito a fare molte riforme, compresa quella della pubblica amministrazione. Fautore di un liberismo sociale, cioè di una "terza via" soft, intermedia fra sinistra radicale e destra ultraliberale, ha ricevuto grandi consensi nel Paese e ha governato per ben 3 legislature consecutive. Se Renzi si vuole ispirare a Tony Blair, non può che far bene alla sinistra, che diventerebbe meno ideologica e molto più pragmatica. Se il centro-destra non si rifonda e continua con Berlusconi e Brunetta (che la riforma della p.a. l'ha lasciata sulla carta), penso che Renzi il mio appoggio lo riceverà, ma solo sulla base di un chiaro programma liberale.

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