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Il nodo immigrazione

Il Pdl sfida il Papa: "A lui le prediche, noi governiamo"

Dopo la visita a Lampedusa, Cicchitto fuori dal coro del politically correct: "Per gestire un fenomeno drammatico gestito dalla criminalità il buonismo non basta"

Il Pdl sfida il Papa: "A lui le prediche, noi governiamo"

Abituato alla schiettezza e a non attenersi per forza al politically correct, Fabrizio Cicchitto stamattina ha rilasciato un commento sulla visita di ieri del Papa a lampedussa che non ha mancato di sollevare la solita indignazione a sinistra. "Ieri il Pontefice ha sviluppato una riflessione di alto profilo su uno dei piu' grandi drammi del mondo contemporaneo, l'immigrazione" ha spiegato l'esponente del Pdl. "Ma un conto è la predicazione religiosa, altro è la gestione da parte dello Stato di un fenomeno cosi' difficile, complesso e anche insidioso, per di piu' segnato dall'intervento di gruppi criminali, qual e' l'immigrazione irregolare che proprio a Lampedusa ha, per cio' che riguarda l'Italia, uno snodo fondamentale". Pane al pane e vino al vino, come si dice. Niente di scandaloso o di inventato. "Uno Stato degno di questo nome - sottolinea ancora Cicchitto - non puo' abbassare la guardia perche' rischia di diventare soggetto passivo di operazioni assai dure e pesanti nell'assenza piu' totale di una solidarieta' internazionale. Di conseguenza, anche in questa circostanza, va affermata - ribadisce - una ragionevole, non oltranzista, ma seria e reale autonomia dello Stato dalla Chiesa. In questo quadro - conclude - e' auspicabile che il ministro Keynge non operi forzature unilaterali rispetto a posizioni assai diverse sul tema immigrazione: le tematiche riguardanti ius sanguinis e ius soli possono essere superate solo attraverso mediazioni assai impegnative che richiedono un lavoro politico attento e serio".

Apriti cielo a sinistra: per Sinistra e libertà, "Cicchitto non ha compreso la portata storica del messaggio del Pontefice"; il Pd, per bocca del deputato Edoardo Patriarca, definisce le parole di Cicchitto "inaccettabili" e poi si augura che "che in questa legislatura si possano fare davvero passi in avanti per dare piu' garanzie agli immigrati". Sconfina nel comico la presa di posizione del segretario dell'Italia dei valori, Valerio Messina, per il quale "Cicchitto, se è cattolico, vada a confessarsi".

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Commenti all'articolo

  • antoniofasano

    10 Luglio 2013 - 19:07

    Lampedusa + Pozzallo + Portopalo di Capopassero + La costiera agrigentina + Pantelleria SI!!!!!

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  • alejob

    10 Luglio 2013 - 17:05

    voglio dire a qualche commentatore, che forse non ha capito dove stiamo andando. Primo vogliamo diventare COLONIA COLORATA ?. Secondo, esiste un detto: Quando il mondo non mi vuole più, mi rivolgo al buon GESU. Proviamo a riflettere, Noi ora aiutiamo i COLORATI, li sfamiamo gli diamo delle case ci fanno una miriade di figli paghiamo la cassa malattia ecc. Per fare questo ci vuole denaro, il denaro manca perchè lavoro non c'è. Se il lavoro manca per noi manca anche per gli altri. Costruendo case per tutti viene a mancare anche la pagnotta, perchè il terreno produttivo diminuisce. Se noi prendiamo il detto : Guando il mondo non mi vuole più, mi rivolgo al buon GESU, anche la chiesa se non ha piccioli non ti può aiutare amenochè, non facciamo una buona GUERRA e tutto si risolve. E' QUESTO CHE VOGILAMO !!!!!!!!

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  • honhil

    09 Luglio 2013 - 20:08

    Il Papa a Lampedusa ha fatto il predicatore. Qualcuno interpreta le sue parole come un ponte lanciato tra l’Africa e l’Europa e qualcun altro , invece, le vede come parole di circostanza. Niente di più e niente di meno. Di certo, le sue parole hanno catturato le menti e le coscienze dei lampedusani e di tutti gli uomini di buona volontà. Catturare le menti, però, non significa piena condivisione. Sul piano delle buone intenzioni, allargare le braccia al fratello che arriva è cosa buona e giusta. Ma, non avendo nessun umano, Pontefice compreso, la Divina Forza di replicare il miracolo della moltiplicare del pane e dei pesci, si deve per forza di cose, è obbligatorio farlo, procedere per priorità. E le Istituzione italiane, dal Presidente della Repubblica alla funzione più marginale dello Stato, non possono mettere altre necessità davanti alle necessità degli italiani.

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  • honhil

    09 Luglio 2013 - 20:08

    E’ la regola d’ora, l’articolo numero uno non scritto della Carta Costituzionale. Calato il sipario, per Lampedusa e i lampedusani non cambia niente. E’ stata una festa della Chiesa e in modo particolare della Arcidiocesi di Agrigento. Ma anche se Papa Francesco, per la sua prima visita pastorale, ha scelto Lampedusa, quell’Isola non può essere l ’approdo in Europa del continente africano. Come il ministro Kyenge, un vero errore politico e strategico del Pd, pensa. Una piccola riflessione in chiusura. E’ vero, gli africani scappano dalla fame. Ma è anche vero che gli italiani, schiacciati dalle difficoltà economiche e da uno Stato patrigno, scappano dalla vita. Suicidandosi

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