Cerca

Democratici a pezzi

Settanta senatori Pd a Epifani:
"Siamo un partito di c..."

Settanta senatori Pd a Epifani:
"Siamo un partito di c..."

"Basta con gli autogol, ora serve un scatto d'orgoglio". E' questo, in sintesi, il contenuto della lettera aperta sfirmata da 70 senatori del Pd per chiedere uno scatto d'orgoglio. Al Pd. Insomma, se la cantano e se la suonano, verrebbe da dire. L'ennesimo paradosso di un partito impegnato a farsi la guerra. L'iniziativa prende le mosse dalla concitata giornata di ieri, quando il Pdl ha chiesto, dopo la decisione della Cassazione di anticipare la sentenza Mediaset, una giornata di sospensione dei lavori parlamentari per riflettere sul da farsi. 

Ieri lo scontro - Sul punto il Pd, come al solito, si è spaccato. All'ordine di scuderia del segretario del Pd Guglielmo Epifani di votare a favore della richiesta sono stati in molti a disobbedire. Alcuni non hanno preso parte al voto, altri hanno votato contro, altri ancora lo hanno fatto con il mal di pancia. Tra i dissidenti Rosy Bindi, i renziani e i prodiani. Un tutto contro tutti che ha riportato indietro il Pd, fino ai convulsi giorni che hanno poi portato alla rielezione di Napolitano al Colle. Dopo il lancio di stracci, insomma, oggi il Pd prova con questa lettera a serrare le fila. 

Un errore di comunicazione - Si legge nel testo: "La distanza tra quanto comunicato in queste ore e ciò che davvero è accaduto e sta accadendo nelle aule parlamentari è davvero paradossale". E ancora: "Appare in gran parte incomprensibile -sottolineano gli esponenti Pd - l'occasione che sta perdendo il Pd di spiegare e valorizzare le scelte, certo faticose e non facili, dei suoi parlamentari. Siamo concordi nel giudizio critico sugli eventi di ieri, la drammatizzazione di vicende giudiziarie del leader di un partito, il Pdl, con toni e modalità che nessuno di noi ha condiviso. Piacerebbe, però, vedere uno scatto d'orgoglio da parte del Pd e che fossero comunicate meglio le nostre buone ragioni al Paese. A cominciare - proseguono - dalla fatica e dalla responsabilità nel sostenere un Governo chiamato a realizzare riforme a fronte di una crisi gravissima". 

Le larghe intese vanno avanti - Insomma, il tutto viene derubricato ad un errore di comunicazione, ad una cattiva gestione dell'intera vicenda. Il documento è firmato da 70 senatori provenienti dalle diverse correnti del Pd: veltroniani, bersaniani, giovani turchi. Scrivono ancora i sentori piddìni: "È demagogico invocare il ritorno alle urne quando tutti sappiamo che il porcellum ci restituirebbe un parlamento altrettanto frammentato e ingovernabile. Non sosterremmo un minuto di più questa maggioranza se non pensassimo che possa produrre in tempi certi le scelte di cui il Paese ha bisogno - concludono i senatori - Ma oggi rivendichiamo che questa è la miglior scelta che si possa fare date le circostanze". 

Il vero problema del Pd - Come dire: abbiamo fatto bene a concedere al Pdl la giornata di sospensione. Ed è necessario che il governo Letta prosegua il suo cammino. E' solo che non siamo riusciti a spiegarlo bene agli italiani, è il ragionamento. Un modo autoassolutorio, questo del Pd, per ribadire la necessità delle larghe intese, senza peraltro affrontare le vere cause di quanto successo ieri: le spaccature interne al partito, la miriade di correnti interne in lotta tra di loro che sono ormai diventate un tornado, pronto a travolgere alla prima occasione l'esecutivo di Letta. In sintesi, con questa lettera il Pd si autoprocessa e poi si autoassolve, evitando di occuparsi dei fatti 'contestategli'. Un capolavoro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • levantino

    12 Luglio 2013 - 09:09

    Sono maggiormente convinto che Cacciari abbia veramente ragione.

    Report

    Rispondi

  • gicchio38

    12 Luglio 2013 - 08:08

    ED IO CONTINUO DI CO ........... NIGLI PER NON DIRE COSE PROIBITE DA LEGGE.

    Report

    Rispondi

  • piero1939

    12 Luglio 2013 - 08:08

    criminali di guerra con i partigiani- sindacati distruttori delle nostre industrie a nome dei diritti per gli operai ed hanno sempre fatto gnama gnama sottobanco con le industrie stesse, mantenuti dalla russia fino a quando la russia si è accorta di che risma facevano parte, volta gabbana e cambiato sigla infinite volte pur di aggregarsi con le peggiori frange politiche sinistroidi, raccolta di accozzaglia di burocrati sfaccendati, mantenuti con i soldi di noi cittadini, coalizione primaria ora tra democristiani e comunisti da strapazzo, senza identità ed ora partito di anarchici che pensano di confondere il loro movimento con la democrazia. unione tra il diavolo e l'acqua santa. atei e laici fino alla morte ma pur di avere voti fanno i bacia banchi. orgoglio di che. mi spieghino bene cosa intendono. da parassiti ora vogliono uno scatto!!!!!!

    Report

    Rispondi

  • umberto2312

    12 Luglio 2013 - 07:07

    Possibile che impieghino sempre almeno 50 anni per capire le cose?Sì,cog....i!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog