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La strategia del rottamatore

Renzi è già in campagna elettorale:
tour a Washington, Londra, Parigi
e assalto alle feste del Pd

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Se Enrico Letta rischia da un momento all'altro di cadere, Matteo Renzi è già in campagna elettorale. Pungolare Letta non bastava più, così il sindaco di Firenze ha messo ufficialmente in moto la macchina elettorale. La decisione sulla candidatura alla segreteria del Pd, come ammesso dallo stesso Renzi, verrà presa a settembre. Nel frattempo, l'ex-rottamatore ha dato il via al suo tour promozionale presso le cancellerie europee. 

Renzi è già in campagna elettorale - Ha già incontrato Angela Merkel, mandando su tutte le furie i maggiorenti del partito, a breve sarà la volta degli Usa. Ottenuto il via libera dai potenti del mondo, Renzi si concentrerà sullo zoccolo duro del Pd: i militanti, ossia quell'elettorato tradizionalista, di sinistra,  che ha decretato la vittoria di Pierluigi Bersani alle scorse primarie. A contendergli lo scettro di segretario, al momento, c'è solo Pippo Civati, l'unico ad essere sceso in campo ufficialmente. Ci sarà, forse, Gianni Cuperlo. Non saranno invece della partita né Guglielmo Epifani e né, ovviamente, Letta. 

La mossa di Bettini - La sorpresa potrebbe essere quella di Goffredo Bettini, ras del partito a Roma, il protagonista della vittoria di Ignazio Marino al Campidoglio e, prima ancora, di Francesco Rutelli e Valter Weltroni: "Renzi - ha affermato - e' sicuramente la persona piu' adeguata per battere Berlusconi politicamente e non con le manette, e il segretario del partito può essere benissimo una persona diversa da lui. Ci sono molte candidature di valore, come quella di Cuperlo e di Civati, ma per quanto mi riguarda si tratta di vedere chi metterà in campo la carta migliore per il Paese e soprattutto chi aderirà alle mie idee. Non escludo quindi una mia candidatura diretta". Come interpretare la mossa di Bettini, king maker del Sindaco di Firenze? Facile: per proteggerlo dalle trappole tesegli dai maggiorenti del Pd. Il ragionamento è il seguente: "attenti a giocare col fuoco, non è detto che cambiando le regole gli iscritti vi seguano. Io porterò il mio pacchetto di tessere a Renzi, ad esempio". 

Il 'rischio' per i vertici del Pd - L'asse Epifani-Bersani-Letta-Franceschini-D'Alema si sta infatti dando un gran da fare per mettere il bastone tra le ruote a Renzi: sdoppiare la carica di segretario e candidato premier, spedirlo in Europa, limitare la partecipazione ai soli iscritti, anticiapre l'elezione dei segretari regionali rispetto a quelle del segretario nazionale. L'obiettivo è chiaro: limitare quanto più possibile i danni. O meglio, evitare che Renzi s'impadronisca del Pd per poi lanciarsi in volata verso Palazzo chigi. Il rischio per i vertici del Pd è altissimo: Renzi arriverebbe infatti al governo con tutto il partito al seguito. Un incubo per i fetecisti delle correnti.

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Commenti all'articolo

  • ilsaturato

    16 Luglio 2013 - 23:11

    ...mi piacerebbe sapere che soldi ha usato per questi "viaggetti". Ha rotto il salvadanaio o sta utilizzando un "anticipo" dei soldi nostri (tanti, troppi...) che da bravo sincero equo-solidale-democratico-progressista comincerà a "buttare" (e in parte "deviare" alla nobile causa rossa...) come tutti i gerarchi rossi che l'hanno preceduto al vertice dell' "apparat"? Sta riuscendo a far bere a tanti Italiani la favoletta che lui è "diverso" che lui è "avanti" che lui è il "nuovo"... e purtroppo in tanti ci stanno cadendo. Sarà solo l'ennesima "mano di vernice" rossa stesa per simulare la cancellazione degli errori passati, ma è e resta solo l'ennesima copertura. Sotto la mano fresca e brillante, i muri, le fondamenta, gli impianti sono sempre gli stessi. Quelli marci e pieni della stessa muffa tossica che sta rovinando e soffocando l'Italia e tutti noi da 70anni. Lui e il suo gruppo stanno solo eliminando i nemici interni... poi penseranno a noi.

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