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Buona notte ai tesorieri

Finanziamento ai partiti, Letta: "Lo aboliremo, nessun passo indietro"

Tweet serale del premier: "Il ddl è buono, perché bloccarlo?". Pd e Pdl si dicono d'accordo, eppure nelle segreterie c'è malumore

Enrico Letta

Enrico Letta visto da Benny

Nessun passo indietro, avanti col taglio al finanziamento pubblico dei partiti. Ad annunciarlo, via twitter, è il premier Enrico Letta mentre alla Camera era in corso la riunione tra governo e i relatori del Ddl (presenti il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, Emanuele Fiano per il Pd, Mariastella Gelmini, Raffaele Fitto e Francesco Paolo Sisto per il Pdl). "Non faremo passi indietro sull'abolizione - scrive Letta -. Il ddl che abbiamo presentato è una buona riforma. Perché bloccarlo?". Domanda retorica, e soprattutto da rivolgere ai segretari del due maggiori partiti della coalizione di governo, gli strani alleati Pd e Pdl, per una volta d'accordo sulla questione: "Quella legge va fatta morire in Parlamento, la boicotteremo", è stata grosso modo l'ammissione del democratico Ugo Sposetti e dell'azzurro Maurizio Bianconi.

Le reazioni di Pd e Pdl - Eppure, proprio nel Pdl, qualcosa si muove. "Non facciamo scherzi sul finanziamento pubblico ai partiti, punto qualificante del programma elettorale del Pdl - afferma in una nota Daniela Santanchè -. Ognuno cammini con le proprie gambe. In questo momento di profonda crisi economica, considerando come tirano la cinghia gli italiani, essi non capirebbero se noi non facessimo anche noi uguale a loro". E Andrea Martella, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, spiega: "Voglio ribadire con chiarezza che sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non c'è alcun ripensamento, né alcun passo indietro". "Si deve passare - continua Martella - dall'attuale sistema dei rimborsi a un tipo di finanziamento legato alle libere scelte e volontà dei cittadini. Non esiste nessun emendamento del Pd al disegno di legge che preveda il ripristino del finanziamento indiretto. Anzi noi crediamo che il disegno di legge debba essere approvato rapidamente, poichè questo è un tema che viene vissuto con grande sensibilità e attenzione da parte degli italiani". Meglio avvisare il tesoriere, non si sa mai.

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Commenti all'articolo

  • encol

    24 Luglio 2013 - 10:10

    Occorre recuperare TUTTO il maltolto, perchè di questo si tratta, dalla data del referendum abrogativo ad oggi. Le persone che si vogliono appellare con la P maiuscola, sig. Letta, così fanno.

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  • iuchi

    24 Luglio 2013 - 07:07

    Berlusconi ha tanto decantato di rinunciare al finanziamento ai partiti e sopratutto per il PDL, tanto che alla prima prova è passato il contrario assoluto!! PD e PDL trovano l'accordo solo quando c'è da spartire la torta. Mi domando allora: Perché andare a votare per questi due partiti formati da papponi ladri e coglioni? In questa maniera fanno campagna elettorale per quel disgraziato di Grillo che non fa altro che ridare i soldi indietro ma è un fiasco vuoto di idee tranne per quelle cretine e insulse. Povera Italia!! RIVOLUZIONE IN PIAZZA CON I FORCONI E I CANAPI, QUESTO CI VUOLE!!

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  • sig.nessuno

    23 Luglio 2013 - 13:01

    Non preoccupatevi, devono solo accordarsi sul nuovo nome da dargli e sul capro espiatorio che metterà la firma sull'emendamento macchiando il suo nome per sempre.

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  • pasquale_tibur

    23 Luglio 2013 - 12:12

    Se non viene rispettato l'esito referendario, non si è più in democrazia. e i partiti che continuano ad arraffarlo non possono chiamarsi "Democratico".

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