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Ci riprovano

Province, ok dal Consiglio dei Ministri al ddl per lo "svuotamento dei poteri"

L'esecutivo ha dato il via al piano per la graduale abolizione degli enti locali provinciali. Nella riforma è prevista l'amministrazione con organismi non eletti

Enrico Letta

Enrico Letta

Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale del provvedimento del governo Monti che prevedeva l'abolzione delle province, Enrico Letta ci riprova. È stato approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge che riguarda "Città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni" e che ne rivede e ne svuota in parte i poteri in vista dell'abolizione dalla Carta Costituzionale. Dunque è partito ancora una volta l'iter per arrivare alla definitiva abolizione delle istituzioni provinciali.

Svuotare i poteri -  In un primo momento si andrà verso uno "svuotamento" dei poteri delle province, successivamente con una procedura costituzionale dovrebbe arrivare la parola "fine" agli enti locali provinciali. ll provvedimento, in attesa di una eventuale riforma costituzionale prevede infatti che "le province diventino enti territoriali di secondo livello", si legge nella bozza del disegno di legge varato dal governo. La provincia cessa quindi di essere l'ente che è stato fino ad oggi. L'ente sarà dunque guidato da amministratori non eletti.

Organismi non eletti - "Sono organi delle province esclusivamente: il presidente della provincia, il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci. L'elettorato passivo è attribuito esclusivamente ai sindaci in carica nei comuni della provincia alla data dell'elezione", prosegue il disegno di legge. Del provvedimento aveva dato un'anticipazione nei giorni scorsi il ministro Delrio che aveva spiegato: "Nessun accorpamento dei territori provinciali, una provincia dei sindaci e razionalizzazione nelle funzioni e nella spesa". Dopo il passaggio in Consiglio dei ministri, il provvedimento passerà all’esame della Conferenza Unificata e, dopo quel vaglio, tornerà nuovamente al Consiglio dei ministri per il varo definitivo. Riuscirà Letta dove Monti ha fallito? (I.S.)

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Commenti all'articolo

  • thorglobal

    26 Luglio 2013 - 16:04

    "Le province diventino enti territoriali di secondo livello".La frase la dice lunga,molto lunga.Come al solito si cambia tutto,per non cambiare nulla.

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  • encol

    26 Luglio 2013 - 15:03

    Mettici anche i miei e non credo, per questo, di cambiare voce. Ma è mai possibile tanta idiozia? Come si fa a presentare un decreto come i precedenti con tanta pomposità da COSE FATTE mentre persino i bambini dell'asilo sanno che le provincie, ad esempio, saranno un ricordo, se va bene, tra anni. Ma ci prendono per il cu... o per scemi ? Sig. letta faccia quello che può fare chiunque subito: Via le AUTOBLU, Via i doppi, tripli incarichi, Via le doppie e triple pensioni, Via il vitalizio e ricalcolo dello stesso dalla sua introduzione come trattamento di fine lavoro , quindi restituzione del maltolto. QUESTO SIGNIFICA FARE!!!!! Al più complicato ci pensi subito dopo-

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  • spalella

    26 Luglio 2013 - 14:02

    sono proprio le istituzioni, i centri di gestione del quotidiano ad essere marci. Riempite per 30 anni di miserabili senza meritocrazia alcuna, ma solo per bestiale appartenenza politica, oggi i burocrati hanno preso il sopravvento sullo stato costringendo anche il govgerno a slalom per fare una parvenza di quel vorrebbe/potrebbe. Tar, Csm, corte costituzionale, regioni, sono i galeotti ai remi che remano contro la nave dei cittadini. Messi lì dalla marcia politica, oggi hanno messo sotto la politica che li ha creati e tengono in ostaggio il paese impedendo qualsiasi modernità. Non guarisce, e da solo, un malato terminale. La soluzione ultima è sempre la morte del malato, e mai pacifica, per ricominciare con nuove e migliori generazioni.

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  • RaidenB

    26 Luglio 2013 - 14:02

    Io mi chiedo dove sono questi tagli? Per far parte dell'assemblea dei sindaci vorranno di sicuro essere pagati di più e poi non ci vengano a far credere che non saranno pagati. Alla fine si pagherà sempre di più alla faccia degli italiani.

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