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Il retroscena

Berlusconi pronto a tutto. Anche a vendere Mediaset

"Fidel" spiega a Berlusconi: "Un governo di transizione potrebbe farti fuori sfruttando il Biscione". Ad Arcore è consiglio di guerra permanente

Fedele Confalonieri

Fedele Confalonieri

Ad Arcore è in corso un vero e proprio consiglio di guerra permanente. Dopo la condanna a Silvio Berlusconi si naviga a vista. Le evoluzioni delle ultime ore hanno marcato un aumento della tensione. Le dichiarazioni di Guglielmo Epifani, che chiede al Cavaliere un passo indietro, hanno fatto infuriare l'ex premier, che si dice "pronto a tutto", anche a far cadere il governo Letta, "perché il Pd deve capire che sono il leader del Pdl. E deve sapere che se vuole che il governo rimanga in piedi non può continuare a vergognarsi di noi".

L'attesa - Un po' falco e un po' colomba, Berlusconi è corroso dai dubbi e dalle preoccupazioni. Attende un segno da Giorgio Napolitano ma è conscio del fatto che il Colle fatica a trovare un possibile salvacondotto. Attende, ma si prepara a qualsiasi scenario. Compreso quello del crollo delle larghe intese, che secondo Daniela Santanchè è imminente: "Il 16 agosto inizia la nostra campagna elettorale", ha spiegato. Silvio si prepara alla sfida, discute con i consiglieri più fidati. O meglio, con la famiglia. I figli, Marina su tutti. E quello che, per il Cav, è un fratello: Fedele Confalonieri.

Governi forcaioli - Il punto è che politica e interessi economici si intrecciano fittamente. L'altro punto è che, come detto, il governo Letta potrebbe cadere. Ma non è detto che in questo caso si vada direttamente al voto: il Colle potrebbe esplorare nuove maggioranze, e l'unica possibile, oggi come oggi, sarebbe quella con Pd e M5S. Un governo forcaiolo di transizione che cercherebbe, oltre alla prossima interdizione, di far fuori Berlusconi con l'incompatibilità. Confalonieri continua a ripeterlo a Silvio: "Occhio. Se quelli fanno un esecutivo ti incastreranno per Mediaset".

Biscione addio? - A Villa San Martino comincia così a farsi strada la scelta più difficile. Almeno si comincia a parlarne: vendere Mediaset per evitare di cadere nella trappola di una possibile legge sul conflitto di interessi. La posta in gioco è altissima, tanto che Berlusconi - anche se continuano a filtrare i suoi pensieri e le sue parole - si è trincerato in un silenzio "ufficiale" che durerà almeno fino a Ferragosto, isolato con la sua famiglia e con Confalonieri.

L'assedio - Fidel, da par suo, ripete all'amico che, ora, c'è in ballo la sua vita intera. Confalonieri, come fosse un mantra, spiega: "Prima c'è il presidente, poi le aziende". Prima Silvio, poi Mediaset. "Perché senza il presidente non ci sono neanche le aziende". Ma ora che l'assedio sta fiaccando Berlusconi, ora che lo hanno condannato, ora che gli argini sono stati rotti, per salvarsi il Cavaliere deve prendere in considerazione anche un'ipotesi che ha sempre ritenuto sciagurata: liberarsi del Biscione. Anche se l'azienda è in ripresa. Anche se la pubblicità va bene. Le reti televisive, ora, potrebbero definitivamente ingabbiare Berlusconi. "Piuttosto vendiamola. La libertà viene prima di tutto", spiegano Marina e Confalonieri al Cav.

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    11 Agosto 2013 - 15:03

    ... tutti questi decerebrati sinistrorsi di vario stampo, anche editoriale arriveranno a fargli cedere la baracca. Bene ci ritroveremo che circa 40.000 italiani che prima o poi perderanno il lavoro perché chiunque rilevi Mediaset, poi vi applicherà le leggi dell'economia da tycoon. Delocalizzazione, riduzione del personale e sostituzione con altro staff. E nessuno potrà ribattere... neppure D'Alema che disse, un giorno lontano, che Mediaset é patrimonio italiano... Altro che bananas, questo é il paese delle caccavelle e dei putipù; ed all'uopo giustizia docet.

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  • TOMMA

    11 Agosto 2013 - 12:12

    Da anni dico che doveva paventare questa possibilità. Ora, se condannato e interdetto, deve farlo con la massima urgenza.Saranno tutti problemi degli stupidi che, a libro paga da lui, per decenni lo hanno combattuto in tutti i modi. Anche solo comprando e leggendo La Repubblica e Il Fatto quotidiano. Ha detto bene qualcuno, andranno a mangiare alle COOP, ma, attenzione, i dollari (non i rubli), dall' URSS non arrivano più: grandissimi cojoni.

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  • lucavelasco

    11 Agosto 2013 - 12:12

    #bruno osti# Se lei capisse saprebbe che nel 1994 il Berluska, da solo, ha evitato al belpaese, i destini di Cuba e Corea del Nord. Paesi a lei confacenti ma un tantino scomodi per le persone perbene. Quando ha governato la sx questa era la tendenza e questa la cultura (si fa per dire). Con la magistratura che conosciamo era inevitabile. E se non ne siete stati capaci ciò non è dovuto alla vs innata civiltà democratica ma all'ambaradan che il Berluska aveva messo in piedi dal 1994. Ed infatti il Berluska,dopo il 1994, è stato deriso, inquisito, spiato,minacciato, aggredito, picchiato, derubato, giudicato e condannato da magistrati occhiutamente scelti e non proprio in regola nè col comprendonio nè con la civiltà giuridica. Quindi la smetta di fare lo stupitino, utile idiota. Grazie a quelli come lei abbiamo avuto comunismo fascismo e nazismo. Ed oggi viviamo in un paese a dittatura giudiziaria, ormai padrona di tutti noi, figli, famiglia, patrimoni e futuro.

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  • bruno osti

    10 Agosto 2013 - 10:10

    ma lei è nata adesso o è uscita da un coma ventennale? dal '96 al 2001 e dal 2006 al 2008. ha governato la SX. Le risultano detenzioni da massa, espropri, campi di rieducazone? Ma è possibile che esista gente che ragiona ancora in questo modo? La vostra ignoranza fa andare il latte alle ginocchia.

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