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Un'altra strada

Perdere tempo: la strategia che piace al Pd
e a Napolitano e conviene a Berlusconi

Enrico Letta e Silvio Berlusconi

Enrico Letta e Silvio Berlusconi

Tra le tante strade che si prendono in considerazione per salvare Silvio Berlusconi c'è anche quella - tutt'altro che trascurabile - della perdita di tempo. Prendere tempo, perdere tempo potrebbe essere un'exit strategy che piace anche al Pd. Anche tra i democratici, secondo quanto scrive Il Fatto, c'è chi si comincia a convincere che guadagnare un po' di tempo non è una cattiva idea. Non si tratta di rinviare, come pure era trapelato, la legge Severino davanti alla Corte Costituzionale perché ne verifichi la legittimità costituzionale, quanto piuttosto di "tirare per le lunghe" la discussione sulla decadenza davanti alla  Giunta per elezioni del Senato. Dopo tutto, lo stesso senatore piddino Giorgio Tonini, in un'intervista a La Stampa giovedì 22 agosto, ha detto che la Giunta "ha il dovere di garantire un approfondimento serio, una discussione che non lasci il dubbio di una decisione affrettata". 

E sempre da sinistra Luciano Violante, dalle colonne di Repubblica, ha detto che "Berlusconi deve avere tutte le possibilità di difendere le proprie ragioni". Il tempo di arrivare a fine ottobre. "Tra la bocciatura della relazione di Andrea Augello il 9 settembre, la nomina di un nuovo relatore, audizioni e discussioni in punta di diritto si può arrivare tranquillamente alla fine di ottobre", scrive il Fatto. A questo punto non sarà più possibile andare al voto nel 2013 (chiudere la finestra elettorale d'autunno è ovviamente pure l'obiettivo di Napolitano che vorrebbe arrivare almeno all'approvazione di una nuova legge elettorale prima di sciogliere le Camere)  ma la prospettiva delle elezioni è rinviata almeno fino alla primavera del 2014. In questo modo "le probabilità di una crisi al buio sarebbero minori anche in caso di cacciata del Cavaliere  da Palazzo Madama. A questo punto Napolitano potrebbe anche sbilanciarsi su una commutazione dell'intera pena, compresa quella accessoria". La strategia della perdita di tempo, di rinunciare al voto subito, evitando l'irritazione di Napolitano potrebbe quindi tornare utile anche a Berlusconi...

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Commenti all'articolo

  • venaria

    02 Settembre 2013 - 20:08

    Si vero i signori starebbero bene in quei Gulag.Che errore gli Americani hanno fatto lasciando nelle mani il paese di quei partigiani con solo odio dentro di chi non la pensava come i comunisti.Si,la guerra non era ancora finita, eravate ancora voi il danno dovevano levarvi via quelle armi, che poi sono servite per assassinare tanta gente innocente, solo perché era amico parente o aveva simpatia del regime fascista veniva ammazzato.Le donne poi venivano violentate e ammazzate.Questo è ciò per cui tutti i comunisti dovrebbero andare nei Gulag.

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  • LaToga

    28 Agosto 2013 - 14:02

    E gli elettori si fan prendere per il culo. L'europa non capisce e il mondo ride per questo signore sche starebbe bene in qualche repubblica ex sovietica.Non per niente i suoi amici provengono da lì, dalla russia al Kazakistan al limite alla Turchia. Sarà un caso? Comunque aspettate primavera si, intanto arriva l'interdizione dai pubblici uffici a gennaio (minimo un anno). Ah e poi quella giunta sull'ineleggibilità per la legge del 1957? Arriva, arriva. E comunque la fedina penale rimane SPORCA, ahi ahi. Chi ci guadagna forse forse è solo il m5s, il paese sprofonda

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