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Il Quirinale nel mirino

Grillo attacca il Colle:
"Napolitano sei vecchio, facci votare"
e nel M5S partono altre "epurazioni"

Il leader dei Cinque Stelle teme che Letta resti in sella così alza i toni: "Quell'ottuagenaro di presidente non sa nulla dei mercati, torniamo al voto". Poi scatta la pulizia dei "dissidenti"

Beppe Grillo

Grillo visto da Benny

Beppe Grillo teme lo sgambetto di Letta. Se il governo dovesse trovare un accordo sull'Imu, il ritorno alle urne si allontana. Un passo falso per Beppe, che già pregusta un trionfo elettorale. Così, dal suo blog, torna ancora una volta in pressing su Napolitano perchè sciolga le camere e porti il Paese alle urne.  "La smetta signor Presidente di provare a convincere gli italiani che il governo Letta sia l'unico possibile perché i mercati non capirebbero. Ci mandi a votare caro Presidente. Si fidi degli italiani per una volta e non dei Violante di turno. Ci mandi a votare e vedremo se l'Italia non saprà dare ai mercati un governo forte e duraturo. Basta forzare il sano meccanismo democratico in nome 'dei mercati non capirebbero' caro presidente". 

"Ottuagenaro incompetente" - Poi Grillo rincara la dose e chiede ancora una volta la testa di Napolitano: "Sia che si voti, sia che non si vada a votare è infatti ormai il solo Presidente Napolitano a fare e disfare i governi in Italia - sottolinea Grillo - mirando a placare i mercati finanziari a garanzia di tutti. Ma di tutti chi? E di quali mercati stiamo parlando? In nome di quale conoscenza dei mercati finanziari - incalza - un ottuagenario che ha passato la vita in Parlamento decide cosa sia meglio per il suo Paese?" Un attacco durissimo quello di Beppe al Colle. Questo solo l'ultimo di una lunga serie. Beppe ha iniziato una vera e propria campagna contro il Colle. Il post quotidiano sul suo blog è un mantra continuo: "Napolitano dimetitti e facci votare".

Il sonetto della discordia -  Intanto però non tutti i grillini sono d'accordo con il ritorno alle urne. Così Beppe cerca di cacciare i dissidenti, ora definiti dallo stesso Grillo "aperturisti". Sul blog, Grillo pubblica un sonetto scritto dalla senatrice Paola Taverna che è un invito esplicito all'espulsione di chi non segue la linea del leader. Ecco i versi che hanno fatto infuriare gli onorevoli grillini: "“Che meraviglia sei diventato senatore/ E’ mo’ te senti er piu’ gran signore/ Lasci interviste e fai er politico sapiente/ Pe me e’ pe’ troppi ancora sei poco piu’ de gnente” scrive la senatrice, novella Trilussa. E ancora. “Proponi accordi strani e vedi prospettive / Mentre io guardo ste merde e genero invettive”dice il ‘sonetto’ che arriva poi a toccare il punto centrale della questione del Movimento, quella su cui da mesi anche la stampa si arrovella: “Ma quanti sete 5, 7, 20… Perché nun ve ne andate felici e contenti?”. Insomma mentre Beppe tira per la giacca Napolitano, i suoi eletti sperano che il Colle faccia l'esatto contrario, ovvero che mantenga in sella Letta. La poltrona piace a tutti. (I.S.)

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