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L'intervista

Bongiorno: Andreotti rispettava le istituzioni

L'avvocato che da deputato ha lavorato alla legge Severino: fuori dal Parlamento chi ha condanne gravi

Giulia Bongiorno

“In carcere c’è gente per cui nessuno si preoccupa”. E sulla legge Severino: “C’è chi la voleva più rigorosa”. Parla a Repubblica l’avvocato Giulia Bongiorno che nella precedente legislatura è stata presidente della Commissione giustizia della Camera e,d a deputato, ha lavorato alla legge Severino sulla decadenza dei parlamentari condannati . “Andreotti sosteneva che chi rappresenta milioni di persone ha il dovere di rispettare le istituzioni più di chiunque altro anche quando le istituzioni ti danno torto. Non aveva voluto neanche che presentassimo querela contro i pentiti bugiardi perché temeva che screditandone uno avrebbe significato screditarli tutti, mettendo in crisi l’intero sistema. Questo non significa che non fosse convinto come lo sono io che tra magistratura e politica esiste un serio problema di rapporti. Ma quello scelto da Berlusconi è il modo peggiore per risolverlo”. Secondo la Bongiorno se per combattere pochi magistrati politicizzati ci si scaglia contro la magistratura tout court sarà un effetto boomerang. Bongiorno sostiene che buona parte del Pd sembra smarrito davanti alla questione giustizia e che solo Renzi dicendo “i condannati definitivi fuori dal Parlamento” abbia parlato chiaro. L'avvocato va giù duro contro Berlusconi sostenendo che "se la giustizia non funziona è soprattutto una sua responsabilità. Non ha hai voluto creare le condizioni per modificare il sistema" ues

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    03 Settembre 2013 - 12:12

    Si però nel tempo libero dicono che baciasse Riina.

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  • mirko58

    02 Settembre 2013 - 10:10

    L'unico motivo per il quale Andreotti non fu condannato dall'accusa infamante di essere stato il papa della mafia è perchè ormai il nemico degli ex PCI /PD non contava più nulla, ed il nuovo nemico si chiamava Berlusconi. Per cui l'avvocatessa non si desse tante arie, la sua fama come quella di tanti la deve a Berlusconi. Quando in un sistema esiste un potere autoreferenziale come la Magistratura in Italia, si è in un regime simile a quello Iraniano con i nostri guardiani della rivoluzione militanti nel PD.

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  • white warrior

    02 Settembre 2013 - 10:10

    In Sicilia, fino a Falcone e Borsellino, gli appalti erano divisi in parti uguali: un quarto andava alle cooperative rosse, una bella fetta per cui nessuno si è indignato, nessuno ha marciato, chiesto teste, chiusure di imprese, carcere. Per non risalire sempre e solo alle percentuali sul commercio con i Paesi dell'Est fin quando resse la Cortina di Ferro. La difesa a Andreotti morto per astio anti-B. è strumentale, ma si può considerarla un omaggio al cinismo del caro estinto da parte di nemici non meno cinici di lui. Da parte della Bongiorno, invece, è surreale: solo il cinismo - politicamente legittimo, sia chiaro - della Sinistra poteva esaltarli: ma non è bastato a convincere chi conosce personaggi come Fini % co. Fini è arrivato dove non si sarebbe mai sognato, grazie al Cav.; mentre, grazie agli anti-Cav., è stato santificato. Ora, vive di rendita da ex-on. Pres. Meglio di così non gli poteva andare, lo sa e non gli sembra vero. La Sin. lo rimpiange, ma Fini è contento così.

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  • raffaugello

    02 Settembre 2013 - 09:09

    Che pretesa è quella di rispettare una magistratura che manca di equità, senso di giustizia e d'imparzialità,in maniera così sfacciata?! E' una pretesa che certamente non mi sembra troppo equa!!!

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