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La rilevazione

Sondaggio Swg: Pdl primo partito al 27,9%, Pd al 26%, M5S al 19%

Gli azzurri restano in vetta. Crescono i democratici. Crolla la fiducia in Napolitano. E sulla grazia il 71 per cento è contrario. Ma tra gli elettori Pdl sono divisi

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Nonostante il caos e l'indecisione sulle mosse da fare sul fronte Berlusconi, il Pdl resta il primo partito nelle intenzioni di voto degli italiani. A rilevarlo è un sondaggio Swg per Agorà Rai. Il Pdl resta al 27,9 per cento, due punti sopra il Pd che è passato da 24 al 26 per cento. Insomma tra "messaggi" del Colle e minacce sul governo da parte del Cav, gli italiani, se si votasse oggi premierebbero comunque il Pdl. Cala invece Grillo. Dal 20 per cento passa in sette giorni al 19. Le divisioni interne e la fronda dei dissidenti che guarada a un Letta bis con un accordo col Pd non pare abbia convinto gli elettori pentastellati. Perde un punto Sel, al 5,6 percento; quasi mezzo punto in meno per la Lega Nord (-0,4%), che scivola sotto la soglia del 5 per cento (4,7%). In calo anche Scelta civica (-0,6%) e Rifondazione Comunista-Rivoluzione civile (-0,3%), rispettivamente al 3,9 per cento e all’1,6 percento. Guadagna invece quasi mezzo punto Fratelli d’Italia (+0,4%), che si attesta all’1,9 pe rcento, mentre resta pressoché stabile La Destra (+0,1%), all’1,3 per cento. Sale di quasi mezzo punto l’Udc (+0,4%), all’1,6 pe rcento; pressoché stazionaria l’Idv (+0,1%), all’1,2 per cento. 

Crollo Napolitano - Per quanto riguarda i leader di partito sale di 3 punti in una settimana la fiducia degli italiani in Matteo Renzi, che con il 50% dei consensi si conferma il leader politico più amato dagli italiani. Perde invece due punti il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che segue con il 43%; in calo anche il presidente del Consiglio Enrico Letta (-3%), che scivola al 40%. Silvio Berlusconi perde 5 punti in poco più di un mese, attestandosi al 23%. Scende di un punto rispetto alla settimana scorsa Beppe Grillo, al 21% e ancora più sensibile è il calo del segretario del Pdl Angelino Alfano, che con 5 punti in meno scivola al 20% a pari merito con il governatore della Puglia Nichi Vendola (-3%). Resta stabile il dato della fiducia nel senatore a vita Mario Monti (17%), mentre perde un punto il segretario del Pd Guglielmo Epifani, che chiude con il 16%. "L'opinione pubblica ha l'idea che si è chiusa questa fase e vuole qualcosa di diverso", ha osservato Maurizio Pessato, presidente dell'Istituto Swg. 

Condanna Cav - "Ne risentono quindi un po' tutti, come dimostrano i dati sulla fiducia". Dopo la condanna confermata dalla sentenza Mediaset, per più di due italiani su tre (71%), e per quasi la metà degli elettori dello stesso Pdl (49%), Silvio Berlusconi non dovrebbe chiedere la grazia al Capo dello Stato. Ad esserne convinta è anche un’ampia fascia dell’elettorato del Movimento 5 Stelle (89%) e di centrosinistra (78%). (I.S.)

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Commenti all'articolo

  • andresboli

    06 Settembre 2013 - 16:04

    ha il 23% di fiducia quasi come vendola! anche quelli di "destra" lo stanno mollando

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  • andresboli

    06 Settembre 2013 - 16:04

    il pdl tiene, ma il cav in quanto a fiducia è in caduta libera! Forse che qualcuno si sta rendendo conto che è finita e vuole fare un partito di "destra" (nel senso antico della parola).

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  • civimar

    06 Settembre 2013 - 14:02

    La destra vera è stata distrutta dal bugiardo che per 20 anni l'ha usata per i cazzi suoi impedendole di diventare una realtà europea. Con l'invenzione dei komunisti ha aizzato tutti contro tutti mentre lui e i suoi sodali ne hanno approfittato per abbuffarsi alla faccia nostra. Fuori lui ed i suoi leccaculo se ne riparla.

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  • civimar

    06 Settembre 2013 - 14:02

    Questa arrampicata sull'impossibile fa sembrare Messner un principiante. Brava!

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