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Exit strategy

Berlusconi: "Posso dimettermi da senatore, ma voglio garanzie dal Colle"

Il Cav vuole "garanzie dal Colle". L'obiettivo: "Uscirne da statista". E i sondaggi dicono che, forse, è la strada giusta

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

"So di non avere alternative, comunque tra un mese incombe l'interdizione, non ho scampo: posso tenere in vita il governo per il bene del Paese e uscirne da statista. Posso dimettermi io, ma il Colle dia granzie". Secondo un'indiscrezione di Repubblica, Silvio Berlusconi potrebbe lasciare lo scranno da senatore prima che arrivi il voto della giunta entro pochi giorni e prima di quello di ottobre del Senato. La partita sulla decadenza comincia a farsi dura per il Pdl e allora il Cav inizia a pensare ad una exit strategy che non metta sulla graticola Letta e il suo governo. Il segretario azzurro Angelino Alfano, però, ai microfoni di SkyTg24 smentisce con forza: "Berlusconi non si dimette, non lascia il Senato".

"Voglio l'immunità" -  Di sicuro, le colombe azzurre stanno provando a rassicurare il Cav: "Ti dimetti da senatore ma resti alla guida di un partito che è al governo in posti chiave e che ci resterà a lungo". Ma Berlusconi, in trincea nella sua villa San Martino, ribatte: "Non mi basta, voglio garanzie dal Qurinale, senza immunità qualsiasi procura può decidere di sbattermi in galera". Insomma le pedine tornano tutte al punto di partenza. Ritorna infatti l'ipotesi che Fedele Confalonieri ha sussurrato al Cav dopo aver incontrato Giorgio Napolitano: "Dimettiti e il Colle ti dà la grazia". I tempi in giunta intanto si allungano. Il Pd su questo fronte pare aver ceduto al richiamo di Re Giorgio che ha invocato un "senso di responsabilità e di unione da parte di tutti...". Il Pd si è calmato - nonostante le minacce di Epifani - e ora il percorso in giunta sarà regolare, senza accelerazioni particolari. Qualcosa dunque comincia a muoversi. Ora il Cav deve decidere se uscire di scena sua sponte, oppure attendere che siano i sentaori a farlo fuori. 

Allarme sondaggi - Intanto i sondaggi gli dicono che la decadenza sarà un colpo duro sull'elettorato di centrodestra, ma anche che la caduta del governo potrebbe essere la fine. "Se il Pdl dovesse fare cadere il governo Letta dopo il voto in Giunta sulla decadenza di Berlusconi, questo porterebbe ad un calo di consenso per il Centrodestra”, spiega Maurizio Pessato, vicepresidente di Swg, ad Affaritaliani.it. “Anche se in questo momento il governo non è visto in maniera particolarmente positiva da molti italiani, garantisce però la stabilità rispetto ad una non-alternativa. E quindi una caduta del governo Letta su una vicenda non legata all’attività dell’esecutivo stesso sarebbe vista in maniera negativa dall’elettorato. La maggior parte delle persone  - conclude Pessato - sono preoccupate soprattutto dalla mancanza di una alternativa politica credibile”. (I.S.)

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    13 Settembre 2013 - 10:10

    Sei fuori strada,non sono nostalgico,ma fiero di essere italiano.Sugli armamenti avevamo fino al 1936 la migliora aviazione al mondo.Purtroppo non abbiamo mai avuto risorse proprie.Altre nazioni avevano le colonie,dove sfruttavano risorse altrui.Abbiano sempre e continuato a farlo oggi,svolto attività manifatturiere,non avendo risorse proprie.E appena siamo andati a cercare di farci le colonie per conto nostro,le grandi potenze sono intervenute.Oggi la Storia si ripete,appena un italiano cerca di levarsi dal monopolio petrolifero viene accoppato ( Mattei)Appena un politico italiano cerca di stringere accordi commerciali privilegiati ( Berlusconi)vanno ad accoppare direttamente il partner commerciale ( Gheddafi )Facci caso,sono sempre le solite nazioni.Per dirti come tutti gli italiani erano fascsti,finita la Guerra sono diventati tutti antifascisti.Pensa te.

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  • ciannosecco

    13 Settembre 2013 - 10:10

    Sei fuori strada,non sono nostalgico,ma fiero di essere italiano.Sugli armamenti avevamo fino al 1936 la migliora aviazione al mondo.Purtroppo non abbiamo mai avuto risorse proprie.Altre nazioni avevano le colonie,dove sfruttavano risorse altrui.Abbiano sempre e continuato a farlo oggi,svolto attività manifatturiere,non avendo risorse proprie.E appena siamo andati a cercare di farci le colonie per conto nostro,le grandi potenze sono intervenute.Oggi la Storia si ripete,appena un italiano cerca di levarsi dal monopolio petrolifero viene accoppato ( Mattei)Appena un politico italiano cerca di stringere accordi commerciali privilegiati ( Berlusconi)vanno ad accoppare direttamente il partner commerciale ( Gheddafi )Facci caso,sono sempre le solite nazioni.Per dirti come tutti gli italiani erano fascsti,finita la Guerra sono diventati tutti antifascisti.Pensa te.

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  • Renatino1900

    12 Settembre 2013 - 19:07

    perché ad El Alamein c'erano solo le piccole divisioni fasciste? ma dai! sfortunatamente, caro Lino, i soldati possono essere valorosi quanto si vuole, ma quando si ha uno stato maggiore incapace e dotazioni militari insufficienti, le guerre si perdono. e lo stato maggiore fascista, perché erano tutti fascisti, era incapace...i nostri armamenti ridicoli a confronto di tutti gli altri, e questo è imputabile solo e solamente al Governo di allora, al Governo Fascista. poi pensala come vuoi. si un fiero nostalgico fascista. io non lo sono!

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  • ciannosecco

    12 Settembre 2013 - 17:05

    Fascisti?Era l'Esercito Italiano.L'Italia ha sempre primeggiato non con le proprie Divisioni,ma con delle piccole squadre,come gli incursori e i parà.Per non scordare ,l'audacia con i "maiali" che ci ha portato ad affondare delle corazzate direttamente nei porti avversari.Sul valore degli italiani dico un solo nome che vale per tutti,El Alamein.

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