Cerca

Il Cav nel mirino

Berlusconi, fine della tregua in Giunta: scontro Pd-Pdl

Subito scontro sui tempi. Pd e Pdl di nuovo ai ferri corti. Buemi: "Lascio e scrivo il manuale: Far cadere il governo che sostieni"

Enrico Letta

Enrico Letta visto da Benny

La tregua tra Pd e Pdl rischia di durare mezza giornata. L'accordo raggiunto nella notte in Giunta elezioni al Senato sui tempi del voto su Silvio Berlusconi può già saltare. Il motivo? Il Pd vuole fare fuori il Cavaliere, subito. L'intervento di Giorgio Napolitano pare essere già storia. La "marcia" di Largo del Nazareno riprende, inesorabile. La mina la fa esplodere il socialista Enrico Buemi, che minaccia di abbandonare la Giunta. Buemi spiega: "Ci sono diktat che provengono dall'esterno, e non dal centrodestra, che rischiano di riportarci alla siutazione di ieri. Io personalmente valuterò se partecipare ancora ai lavori di questa Giunta, ben sapendo che è dovere di ciascuno di noi". Poi la conclusione, durissima: "Lascerò delle memorie da far leggere ai miei nipoti che intitolerò Come far cadere il governo che si sostiene".

Chi minaccia chi - Semplice l'analisi di quanto detto da Buemi. Quei "diktat" per far cadere il governo non arrivano dal centrodestra e, di sicuro, non arrivano nemmeno dal Colle: Giorgio Napolitano è l'uomo grazie al quale le larghe intese reggono ancora. Va da sè che l'unico polo da cui possano arrivare questi "diktat" è il centrosinitra, quel centrosinistra il cui leader è Guglielmo Epifani che martedì sera, subito dopo "l'armistizio", aveva dichiarato che "bisogna far decadere subito Berlusconi, oppure qui diventa una giungla". 

La replica - Dopo le parole di Buemi, ecco la replica della senatrice Pd, Stefania Pezzopane, componente della Giunta: "Quella di Buemi è un'affermazione kafkiana, anche perché viene fatta alla stampa, e non dentro. Anche lui poi entra nel contenitore allucinante di collegare la vicenda della Giunta alle sorti del Governo. Mi sorprende - ha aggiunto - che lo faccia una persona eletta nel Pdl. Il Pd difende l'azione del governo Letta, ma l'Italia non può stare per settimane  a discutere delle vicende che riguardano una sola persona. Le sue parole - conclude - sono sbagliate e inopportune".

Il calendario - In questo contesto, dunque, si è concretizzato il mancato accordo sul calendario dei lavori. La decisione è stata demandata alla plenaria della giunta, che si riunirà giovedì alle 15, ma l'ipotesi più accreditata è quella di iniziare proprio giovedì, tenere una seduta venerdì o lunedì per poi votare la relazione di Augello al massimo martedì. I tempi, insomma, tornano ad accorciarsi, e quel "mese guadagnato" in cui confidavano alcuni del Pdl sembra un'ipotesi poco plausibile. Il presidente della Giunta, Dario Stefano, ha fatto sapere che sui tempi per arrivare al voto sulla relazione di Augello riguardante la decadenza del Cav, "non si parla di settimane, ma della prossima settimana. L'ultima proposta del capogruppo Pdl - ha aggiunto - è di arrivare al voto giovedì 19".

Pace svanita? - La situazione è precipitata subito dopo le dichiarazioni concilianti degli esponenti dei due schieramenti, arrivate soltanto in mattinata. Il vulcanico Renato Brunetta, dopo lo slittamento del voto, aveva spiegato: "Il Pd si è accorto di aver sbagliato ad accelerare, e ha fatto marcia indietro. Si è diffuso un po' di buonsenso, ma solo un po'". Quindi la stessa Pazzopane: "Abbiamo fatto un buon lavoro ieri, ottimo, che ci consente di tenere un calendario fermo nel rispetto del regolamento". Ma la situazione è subito sfuggita di mano. Arrivano i "diktat". E c'è chi, per denunciare la situazione, è pronto a scrivere il grottesco manuale che insegna come far crollare l'esecutivo che (teoricamente) si sostiene. Il manuale del perfetto democratico.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Tobyyy

    17 Settembre 2013 - 13:01

    Senti sapientino rosso, tu che sai tutti i cazzi degli altri meno che i tuoi... visto che al democratico cinnosecco gli hai spiegato dettagliatamente quel che hanno combinato quei delinquenti di amici tuoi comunisti al Monte Paschi di Siena, citando nomi, cognomi, date, spostamenti, società....non è per caso sei tu il capobanda....? Sai, mi è sorto un sospetto e appena avrò indagato...ti assicurerò alla giustizia, ma non prima di averti passato quattro belle randellate nel culo, ed una schiarita alle idee con un bel cocktail, a base di olio di ricino e bromuro ...! Aah, dimenticavo... i magistrati proteggono i delinquenti comunisti come te.......!

    Report

    Rispondi

  • Renatino1900

    13 Settembre 2013 - 15:03

    indubbio che la maggioranza dentro alla Mps sia del PD, e che quindi la maggiore responsabilità sia loro, ma come ho scritto sotto, ho paura che non siano i soli. riposto: "Per il via libera ad Andrea Pisaneschi quale espressione del Pdl nel Cda di Mps e di Carlo Querci come "espressione dei soci privati", Gianni Letta telefonò a Silvio Berlusconi e poi richiamò Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, dicendogli che "il presidente aveva dato il suo assenso". in più Gianni Letta è advisor esterno della Goldman Sachs e lui, il Letta, da buon italiano non ha fatto nulla per non fare comprare Antonveneta alla Mps, e ci credo dato che la Goldman ha un profitto più alto se la compravendita è maggiore, ma a scapito nostro... quindi non penso che il colpevole sia il delinquente, ma non credo che non sia coresponsabile. ovvero, e in questo ha ragione Grillo, sono tutti marci! ciao Lino!

    Report

    Rispondi

  • ciannosecco

    12 Settembre 2013 - 19:07

    Mps è sempre stata pilotata dalla Fondazione.La Fondazione è sempre stata pilotata dalla sinistra.La banca e la Fondazione sono in un feudo della sinistra.Conseguenza logica?E' colpa di Berlusconi.

    Report

    Rispondi

  • Renatino1900

    12 Settembre 2013 - 17:05

    ma come è possibile non offenderti? scrivi delle demenzialità aberrati! la magistratura è uno dei poteri, indipendente, dello stato ma voi, e il delinquente che tu continui a difendere, vorreste che così non fosse! ma tu, fascista del cazzo, non hai proprio dimestichezza con quella "cosa" che si chiama democrazia, il grande esaltatore di Mussolini, della seconda Guerra Mondiale, dei forni crematori, delle spedizioni punitive, degli arresti politi (quelli si, e senza processi) ecc ecc. fino a prova contraria le sentenze si rispettano, e nel caso specifico il delinquente deve uscire dal parlamento e poi fare tutte le richieste che vuole, se la legge glielo consente!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog