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Ad Arcore

Berlusconi, i figli gli chiedono di dimettersi e di chiedere la grazia

Marina e Pier Silvio Berlusconi

Marina e Pier Silvio Berlusconi

Obiettivo, salvare papà. Lavorano uniti Marina, Pier Silvio e Barbara. La prole scende in campo, si presenta ad Arcore con alcune cartelle controfirmate: la richiesta ufficiale di grazia al Capo dello Stato. Ma Silvio Berlusconi non molla, non accetta (per ora). Il Cav tiene duro, in attesa di capire che fare. Attendere il voto in giunta, la decadenza e il probabile crollo delle larghe intese oppure le dimissioni? Già, perché le dimissioni, unite alla richiesta di grazia presentata dai figli, gli permetterebbero di lasciare a Giorgio Napolitano la possibilità di pensare alla commutazione della pena detentiva in pecuniaria. O alla grazia.

Il bivio - La situazione, in Giunta, resta tesissima. Dopo la fragile tregua di martedì sera è ripreso lo scontro tra Pd e Pdl. Il voto è inevitabile, la trattativa coi democratici è impossibile, tanto che anche il socialista Buemi ha sbottato, spiegando che arrivano diktat "non certo dal centrodestra" per far fuori il Cavaliere il prima possibile. In questo contesto, Berlusconi cerca di guadagnare tempo: se il voto arrivasse subito, prima che la situazione si sbloccasse (decidere sulla richiesta di grazia e la sfiducia a Letta), Napolitano verrebbe neutralizzato. Il voto definitivo dell'aula di Palazzo Madama farebbe precipitare la situazone: commutare la pena da detentiva in pecuniaria sarebbe più difficile.

Salvare papà - Così i figli, a Villa San Martino, sono tornati a chiedere al padre di accettare la proposta di grazia. Lo avevano già fatto nelle scorse settimane, ma Berlusconi non ne aveva voluto sapere. Marina, Pier Silvio e Barbara, ora, sono convinti che non la politica, ma solo loro possano salvare il padre. Ma, come detto, per portare a compimento il piano sono necessarie le dimissioni dal ruolo di senatore. "Un gesto di responsabilità e coraggio", avrebbero detto i filgi. Un gesto che, però, per il Cav assomiglia a una resa. E infatti, Angelino Alfano, parlando delle possibili dimissioni del leader ha commentato tranchant: "Non lo farà".

Ragioni economiche - Dietro la pressione dei figli, oltre all'amore per il padre, ci sono però anche ragioni economiche. Una grazia per salvare Mediaset e le aziende di famiglia. Lo scenario viene tratteggiato da La Stampa, che parla di una "segretissima ragione" dei ripetuti summit familiari, ossia una sistemazione patrimoniale avviata da Berlusconi a favore dei figli per evitare contraccolpi giudiziari - in concreto sequestri di pacchetti azionari e provvedimenti simili - sui vari interessi dell'azienda di famiglia. Ieri, mercoledì 11 settembre - e forse non è un caso - il titolo Mediaset in Borsa ha guadagnato oltre il 3 per cento.

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    14 Settembre 2013 - 08:08

    Caro scemo"libero"dall'intelligenza presumo che 42 stia per i 42 neuroni non completamente sani che si ritrova nella scatola cranica ed è facilmente dimostrabile:lei è un sinistro interdetto che deve stare lontano dall'inceneritore perchè,pirla com'è,basterebbe che uno le dicesse che è un bel posto e lei ci si butterebbe con grande sollievo dell'umanità e pure della sua sfortunata famiglia perchè sa,un babbeo come lei,mi creda,è dura da digerire.Sul fatto che io sia ignorante,se proprio volesse fare la figura che le è più consona(quella di merda),si manifesti e vedrà che proprio così non è ma penso che non ne avrà mai nè il coraggio nè tanto meno le possibilità.Ora mi levi,o grande scemo sinistro,una curiosità:a)chi sarebbe l'ex craxiano rancoroso?,se si rivolgesse a me avrebbe sbagliato tutto ma,tonto com'è,sarebbe naturale,b)impari a scrivere in maniera più comprensibile,c)logorroica è una persona che parla molto,impari prima di dire parole che non conosce,studi,rimarrà però ebete.

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  • ciannosecco

    13 Settembre 2013 - 20:08

    Parli proprio tu di ignoranza?Basta metterti sulla bilancia dell'intelligenza con Tobyyy.Tu voleresti via,sei troppo vuoto.

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  • ciannosecco

    13 Settembre 2013 - 20:08

    Non ha sbagliato a scrivere un concetto,deficiente,ha solo confuso chi l'ha scritto.Dato che tu sapevi che era Newton avevi solo da correggere quello, e non il resto.La questione è sempre quella,cercate di fare i furbastri attaccandovi agli errori grammaticali,a qualche errore veniale,al solo scopo di cercare di sminuire il resto.

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  • libero42

    13 Settembre 2013 - 19:07

    Due esemplari esponenti della destra berlusconiana. Ignoranti e logorroici. Vorrei conoscere in quale villaggio esercitano la loro professione di scemo locale. Meno male che il ciannodry da loro lezioni, ma dubito che un pirla rancoroso ex-craxiano possa migliorarli

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