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La rilevazione

Sondaggio Demos: Pd al 28%, Pdl a 2 punti

Enrico Letta

Enrico Letta

La crisi di governo e le elezioni sono una possibilità concreta. Gli scenari potrebbero delinearsi già nelle prossime 48 ore, dopo il voto in Giunta al Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Tutto potrebbe crollare, anche se l'ipotesi che le larghe intese reggano prende quota, di giorno in giorno. L'ago della bilancia resta il Cavaliere. Il voto in autunno, comunque, pare improbabile: più concreto lo scenario che prevede il ricorso alle urne in primavera. Qualcosa, dunque, si può muovere. Qualcosa, anzi, si deve muovere. Perché, ad oggi, l'Italia è un Paese senza maggioranza, spaccato in due, o meglio tre, fazioni: Pd, Pdl e Movimento 5 Stelle. E' questo il quadro che emerge dal sondaggio Demos condotto per La Repubblica. Un sondaggio che fa sorridere il premier Enrico Letta: se il ricorso alle elezioni rischia di essere infruttuoso e di consegnarci solo la possibilità di una sorta di "larghe intese 2.0", la sua presidenza ne esce rafforzata.

I partiti - Lasciamo parlare i numeri. Stando alla rilevazione il partito di maggioranza relativa alla Camera sarebbe il Pd, con il 28,5% dei consensi. Ma a stretto giro segue il Pdl, al 26,2%: un sostanziale pareggio. Terza, e decisiva, forza in campo il M5S di Beppe Grillo, al 20,9 per cento. Tra gli altri partiti, Sel di Vendola viene dato al 4,8%, la Lega Nord al 3,1%, Fratelli d'Italia al 2,2%, Scelta Civica di Monti al 3,6% e l'Udc di Casini al 2,6 per cento. Gli altri partiti prendono il restante 8,1 per cento. Dati che, anche in ipotetici scenari di coalizione ancora tutti da chiarire (la Lega correrà con il Pdl? E i "centrini"? Vendola tornerà insieme ai democratici?) non lasciano margini per la formazione di una maggioranza netta. Chi sorride, come detto, è Enrico Letta, che vede cristallizzarsi la sua posizione, perché secondo le cifre l'unica possibilità per governare - in tempo di crisi - sarebbe ricorrere a una figura come la sua, in grado di tenere uniti Pd e Pdl (impresa sempre più difficile). Ipotizzare che i grillini stringano alleanze, ad oggi, pare fantascienza.

A Palazzo Chigi - Il premier, per inciso, gode anche di un alto tasso di popolarità. Il 50% del campione intervistato valuta positivamente l'operato del governo, e il 60% è soddisfatto dalla persona di Enrico Letta (il 60,1% tra gli elettori Pdl, il 74,1% tra quelli Pd). Poi ci sono i dati sul prossimo presidente del Consiglio: chi vorrebbero gli italiani? Letta è al 17,2% (al 28,7% tra gli elettori Pd e al 19,5% tra quelli Pdl), seguito da Silvio Berlusconi all'8% (al 33% tra gli elettori Pdl). Ma in testa alla classifica c'è l'unico nome che potrebbe cambiare le carte in tavola, Matteo Renzi, al 32,8 per cento. Il dato sul sindaco di Firenze, però, è tutt'altro che plebiscitario. Fa incetta di consensi nel Pd (dove lo vorrebbero premier il 51,4% degli elettori), ma nel Pdl raccoglie il 19,4%, molto meno rispetto al Cavaliere ma anche rispetto ad Angelino Alfano, al 21,6 per cento. 

Sondaggio Tg La7 - In serata arrivano altri dati. Secondo il sondaggio elaborato da Emg e diffuso questa sera al TgLa7 condotto da Enrico Mentana, se si andasse al voto il centrodestra resterebbe in vantaggio, nonostante una flessione rispetto la scorsa settimana, ottenendo il 34,3% dei consensi (-0,5%), il centrosinistra avrebbe il 33,5% (-0,3%) mentre il M5S di Beppe Grillo risalirebbe al 20%. Nel dettaglio le rilevazioni indicano che nella coalizione di centrodestra, il Pdl-Forza Italia sarebbe in calo al 26,9% (-0,4%), la Lega Nord-Lista Lavoro e Libertà risalirebbe al 3,8% , Fratelli D'Italia sarebbe stabile al 2,2% e la Destra avrebbe lo 0,6% (-0,2%). Nella coalizione di centrosinistra, il Pd calerebbe al 27,3% (-0,5%) Sel otterrebbe il 4,6%, Psi sarebbe invariato allo 0,8% al pari del totale degli altri partiti quali Centro democratico e Svp. ll centro, la coalizione Scelta civica con Monti riguadagnerebbe lo 0,5% e avrebbe il 6,5% dei consensi, grazie a Scelta civica che balza al 5,3% mentre l'Udc resta invariato all'1,2%. Infine, tutti gli altri partiti, tra cui Rifondazione comunista (1,3%), l'Idv (1,1%), Verdi (0,7%), Fare-Fid (0,7%), Fli (0,3%) e altri ancora (1,6%) totalizzerebbero il 5,7% (-0,2%). L'astensione sarebbe al 32,2%. Scende di 2 punti la fiducia nel premier Enrico Letta al 36%

 

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  • SIRO47

    17 Settembre 2013 - 13:01

    E' inutile stare a raccontarsela: la Giunta del Senato procede inarrestabile verso la più ovvia delle conclusioni. Ci sono analogie con il processo a Maria Antonietta: anche in quel caso non c'era speranza, anche se tutti nel Tribunale rivoluzionario sapevano che le accuse rivoltele di assassinio e di incesto (Hébert) erano risibili, ma le Regina "non poteva non essere condannata". Per noi che avremmo tifato per Maria Antonietta e che siamo per la non estromissione di Berlusconi, rimane, oggi, la cupa soddisfazione di ricordare che tutti gli accusatori della Regina, nessuno escluso, fecero la stessa sua fine entro pochi mesi. E resta la curiosità di sapere chi saranno i Termidoriani di turno...spero che renatino ne faccia parte!! COLEUS!!

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  • SIRO47

    17 Settembre 2013 - 13:01

    E' inutile stare a raccontarsela: la Giunta del Senato procede inarrestabile verso la più ovvia delle conclusioni. Ci sono analogie con il processo a Maria Antonietta: anche in quel caso non c'era speranza, anche se tutti nel Tribunale rivoluzionario sapevano che le accuse rivoltele di assassinio e di incesto (Hébert) erano risibili, ma le Regina "non poteva non essere condannata". Per noi che avremmo tifato per Maria Antonietta e che siamo per la non estromissione di Berlusconi, rimane, oggi, la cupa soddisfazione di ricordare che tutti gli accusatori della Regina, nessuno escluso, fecero la stessa sua fine entro pochi mesi. E resta la curiosità di sapere chi saranno i Termidoriani di turno...spero che renatino ne faccia parte!! COLEUS!!

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  • white warrior

    17 Settembre 2013 - 13:01

    I sondaggi danno percentuali in cui la differenza fra partiti e schieramenti è più stretta della strada al potere. Nessuno, tranne i cubo-cabasisi di post e di governo, ha mai pensato che Renzi fosse filo-B., il 'feeling' era in funzione anti-Bersani, che partì per smacchiare e finì per insozzarsi negli spot - pozzanghera, se non sbaglio, in inglese - della vittoria cantata per tutti i tromboni che ci credevano - come altre vittorie annunciate e fallite, passando dalle macchine da guerra con gioia incorporata, ma non assicurate contro gli incidenti di percorso, alle betoniere che macinano chiacchiere di qua e di là - e festeggiano prima perché non sanno mai se potranno festeggiare a urne chiuse. Ora che si riallinea, Renzi stia attento a non asfaltarsi sui piedi. La strada di fronte a lui è lunga e accidentata, può perdersi o finire fuori tracciato. E non è neppure detto che porti al governo.

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  • Tobyyy

    17 Settembre 2013 - 13:01

    Ci credevo, anzi, lo avrei probabilmente votato alle prossime elezioni, ma parla troppo per i miei gusti...! Ci credevo che sarebbe stato un ottimo rottamatore, ma purtroppo è inciampato, e gli è caduta la maschera, oibò...un emerito lestofante...! Ci diceva che avrebbe rottamato, rifatto, rinnovato, ed invece, mi pare sia della stessa vecchia pasta...! Testa dura e quadra come Stalin se non peggiore...! Ci vogliono fatti e non parole mio caro, gli esodati, i disoccupati e tutti i lavoratori presi in giro dal quel sindacalista parassita di Epifani, non mangiano parole e le macchine si muovono con la benzina egregio rottamatore...! Tu parli bene con 4.000,00 euro al mese più tutti gli gnam gnam che sottobanco ti sgrani...caro mio, vallo un po' a dire a quelle massaie che debbono grattarsi la testa per mandare avanti la baracca....!?!? Niente da fare e se intendi asfaltare, fallo coi tuoi soldi ma non col mio voto...!

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