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Lo spettro della crisi

Pdl, Brunetta: "Solo il Pd vuole lo sfascio"

Il capogruppo del Pdl alla Camera veste i panni della colomba: "Lo straordinario senso di responsabilità di Berlusconi gioverà a Forza Italia"

Renato Brunetta

Renato Brunetta

"Noi staremo dalla parte degli italiani, contro gli sfascisti". E’ un Renato Brunetta double face quello a colloquio con Il Giorno-QN: si mostra un po' colomba e dà pacche sulle spalle di Enrico Letta, ma non dimentica poi di tirare stoccate ad alcuni membri del governo. Se la prende con Stefano Fassina e Fabrizio Saccomanni (viceministro e ministro dell'Economia); ma sulla possibile crisi le sue parole sono da colomba vera, nonostante lui sia tra i falchi più accesi. 

Crisi - "Berlusconi ha subìto una violenza inaudita attraverso l’uso politico della cosiddetta giustizia. Tre gradi di giudizio in un anno sono un record nella storia giudiziaria italiana". Certo, ma la domanda che resta è cosa farà il Pdl con il governo delle larghe intese. E qui che Brunetta cambia passo rispetto al passato: "Il governo cadrà – dice Brunetta – se il Pd vorrà farlo cadere cercando di dare a noi la colpa". Un passo indietro del Cavaliere (con le dimissioni da senatore) per evitare una crisi di governo non è previsto perché Berlusconi ha già abbondonato il campo nel novembre del 2011 e "non ripeterà quell’errore". Il capogruppo alla Camera del Pdl è convinto che un italiano su tre sia pronto a votarli però non chiede la crisi a tutti i costi: "Noi – ripete per due volte – staremo dalla parte degli italiani contro gli sfascisti". Di più: aggiunge che lo “straordinario senso di responsabilità” del Cavaliere potrà solo giovare al Pdl/Forza Italia.

Ridiscesa - "In chi vota Berlusconi - spiega Brunetta - convivono due anime berlusconiane: quella di chi vuole le larghe intese, perché opera di Berlusconi; quella di chi vuole lavare nelle urne l'onta subita da Berlusconi". Divisione tra elettori che pare ricalare anche le divisioni interne al Popolo della Libertà. Cosa farà il Cavaliere, allora? "Posso solo dirle - annuncia Brunetta - che nei prossimi giorni ci saranno importanti sorprese legate al protagonismo politico di Berlusconi. Chi lo pensa distaccato e disamorato dovrà ricredersi: assisterete ad una straordinaria ridiscesa in campo".  

Economia - Da vecchio falco, però, Brunetta non si lascia sfuggire l’occasione di bacchettare il dicastero dell’Economia e lo fa sia con il vice Fassina che con il ministro Saccomanni. Quando Fassina dice che mancano le risorse e bisogna rivedere l’accordo sull’Imu, secondo Brunetta, "oscilla tra il ridicolo e il patetico. E’ un irrasponsabile" che "fa tenerezza". E il suo capo Saccomanni? "E’ un succube", dice Brunetta. "E’ ora di finirla con la politica economica dell’Unione europea, si è visto con Monti quanto possa essere dannosa". 

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Commenti all'articolo

  • Renatino1900

    17 Settembre 2013 - 10:10

    anche io voglio i giudici puliti, anzi una bella riforma della giustizia, quella mai fatta dal delinquente... ma sulla Severino si esprimerà la corte EDU, no? basta aspettare... io mi rimetterò al volere della Corte...

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  • ciannosecco

    16 Settembre 2013 - 18:06

    Nella Severino è previsto che la pena accessoria ( interdizione dai pubblici uffici )superi la pena principale.Palesemente incostituzionale.Tutti,qui vogliamo il Parlamento pulito,ma prima di tutto vogliamo gli arbitri puliti.( magistrati)

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  • otello52

    16 Settembre 2013 - 17:05

    Non è così! il fatto di essere stato eletto non ti sottrae alla legge. se è stato condannato deve espiare. diversamente sarebbe il paese delle banane e non siamo lontani. Ciò anche se dovesse camminare sulle acque. non cambia e non fatevi infinocchiare dalla propaganda, state alla legge! LEGGETE, STUDIATE, INFORMATEVI, NON STATE A SENTIRE LA SANTANCHE!

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  • Renatino1900

    16 Settembre 2013 - 15:03

    Dal Messaggero: Con la sentenza «Scoppola/Italia 3» la Grande Camera della Corte di Strasburgo stabilisce, coincidenza vuole proprio nel paragrafo riportato da Berlusconi, il 92, che lo Stato italiano può limitare il diritto di voto di coloro che sono stati giudicati colpevoli e devono scontare una pena detentiva. Ma è anche una di quelle sentenze in cui i giudici della Corte ricordano che il diritto a votare o a presentarsi come candidati alle elezioni, protetti dall'articolo 3 del protocollo 1, sono si cruciali, ma non assoluti, e che quindi gli Stati possono limitarli. BANANAS!

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