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Retroscena da Arcore

Pdl, è crisi. Ghedini, Verdini, Santanchè:
ecco chi e come ha convinto Berlusconi

Niccolò Ghedini

Niccolò Ghedini

Il pranzo dei falchi, lo chiama la stampa. Un blitz bello e buono, accusano altri. Di sicuro, a convincere Silvio Berlusconi a far dimettere i ministri Pdl e a staccare la spina al governo Letta sono stati i suoi consiglieri più duri, riunitisi ad Arcore in un sabato pomeriggio tesissimo. Gli altri, i ministri, i mediatori, le colombe, erano tutti lontano: chi a Roma, chi al mare, chi a messa. E hanno potuto soltanto prendere atto della decisione del Cavaliere. Magari protestando, ma alla fine allineandosi alla volontà del capo.

Ghedini: "Silvio, ti arrestano" - I falchi che sono andati in pressing su Berlusconi sono ormai noti: Denis Verdini e Daniela Santanchè, arrivati a villa San Martino verso le 12. Prima, Berlusconi aveva parlato al telefono con Fabrizio Cicchitto, che di fronte alla rabbia del Cav per l'ultimatum di Letta su Iva e confronto parlamentare e ai silenzi di Napolitano aveva avvertito: "Silvio, devi fare attenzione, rischi di apparire come il nemico del popolo", riferisce Francesco Verderami sul Corriere della Sera. Berlusconi vacilla, ma il colpo definitivo sulla direzione della crisi di governo arriva da Niccolò Ghedini, l'avvocato messo in ombra nel processo Mediaset dalla linea morbida imposta dal collega Franco Coppi. Ora Ghedini si prende la rivincita e incita l'ex premier: "Nel giro di 20 giorni ti arresteranno, farai la fine di Silvio Pellico". E' qui che per Enrico Letta finisce l'avventura delle larghe intese. I consiglieri più moderati di Berlusconi (Gianni Letta, Fedele Confalonieri) sono all'oscuro di quanto sta accadendo. Il Cav fa chiamare Daniele Capezzone per lavorare alla dichiarazione di dimissioni che i ministri dovanno fare propri. 

Alfano "stordito", Lupi a messa - Intorno alle 16, iniziano le comunicazioni ferali. Il primo ad essere avvisato, al telefono e da Ghedini, è il vicepremier Alfano: "Angelino, ti devi dimettere". Il segretario del Pdl viene dipinto come "stordito e addolorato", fa resistenza, e alla fine è Sandro Bondi a mediare e convincere Alfano. Alle 18 il comunicato viene reso pubblico e sia Letta sia Napolitano cadono dalle nuvole, convinti che le trattative di pace portate avanti da Renato Brunetta potessero giiungere a buon fine. Gli altri ministri vengono avvisati mentre stanno trascorrendo un tranquillo sabato di relax dopo le tensioni delle ore precedenti. Gaetano Quagliariello si sta per gustare l'anticipo di Serie A del suo Napoli, Beatrice Lorenzin è al mare, Maurizio Lupi è in chiesa, e riferiscono che sia stato raggiunto al telefono, e dalla cornetta si sentisse in sottofondo coro dell'Alleluja, e poi il segno della pace tra i fedeli. Amara ironia per una colomba abbattuta.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    03 Ottobre 2013 - 19:07

    Poi fonderà un partito: Forza Ghedini

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  • mariouno

    03 Ottobre 2013 - 10:10

    complimenti ai vincitori e ai traditori. Ora che l'IVA l'hanno già cresciuta troveranno la scusa per rimettere pure

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  • fbartolom

    30 Settembre 2013 - 15:03

    Ok, annoveriamo Libero come l'organo di stampa dei repubblichini.

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  • ciccioloco

    30 Settembre 2013 - 10:10

    perchè dar retta a quella gente, sta per iniziare la "notte dei lunghi coltelli" espulsioni ed epurazioni dal partito, il risultato sarà che la destra si frantumerà, il potere di contrattazione sarà molto basso, Silvio finirà ai servizi sociali in una casa di riposo come confidava a Emilio Fede, e la signora Santanchè, Capezzoni ed altri splendidi consiglieri avranno la loro bella creatura politica, anche se sinceramente non credo con grosso seguito elettorale, perchè la maggior parte degli elettori del PDL sono moderati.

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