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Alla resa dei conti

Crisi, Berlusconi incontra Alfano

Berlusconi e Alfano

Berlusconi e Alfano

E' stato il compleanno più amaro per Silvio Berlusconi. Ma lo aspettano giorni ancor più duri. La settimana della resa dei conti comincia con l'incontro decisivo per Silvio Berlusconi: quello con il suo finora fedelissimo delfino, vicepremier di questo sfortunato governo delle larghe intese. Il pallino adesso è in mano ad Angelino Alfano, l'uomo senza "quid", il pupillo di Berlusconi che però non ha digerito lo strappo dei falchi di sabato pomeriggio. Lo ha detto da subito, in modo chiaro che non lascia spazio ad equivoci o malintesi: "La mia lealtà al presidente Berlusconi è longeva e a prova di bomba. La lealtà non è malattia dalla quale si guarisce. Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo. Se prevarranno quegli intendimenti, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano". Quel "diversamente berlusconiani" è la chiave di tutto: del futuro di Letta, di quello di Berlusconi e della nuova Forza Italia. 

La resa dei conti . Oggi, lunedì 30 settembre, prima di riunire i gruppi alle 17, ci sarà un faccia a faccia tra Silvio e Angelino. Il padre politico e il suo delfino. Legati da un rapporto che sembrava indossolubile e che, forse, si è schiantato sul muro delle larghe intese davanti, schiacciato dal pressing che i falchi hanno fatto su Silvio fino a fargli decidere di staccare la spina subito. Silvio intende capire quali sono le intenzioni di Alfano, se può contare ancora su di lui o se deve considerarlo fuori. Se tieni su Letta sei fuori. Questa in estrema sintesi il messaggio che Berlusconi manderà ad Angelino.  Prender eo lasciare.  Alfano dal suo canto, come spiega Repubblica, intende giocarsi la sua partita fino in fondo. E mettere sul tavolo il suo futuro dentro Forza Italia. O il Cavaliere gli dà il coordinamento del partito strappandolo alla Santanché e a Verdini oppure si terrà la parte moderata dei Pdl, riunirà sotto il suo ombrelli tutte le colombe, quei "diversamente berlusconiani" di cui ha parlato. Alfano chiederà comunque ancora tempo per trattare col Pd e cercare di portare a casa il rinvio della legge Severino alla Corte Costituzionale ma sa di non avere molte chance. Mercoledì il giorno della verità. 

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Commenti all'articolo

  • Renatino1900

    30 Settembre 2013 - 16:04

    guarda che il tuo delinquente preferito è stato quello che ha tassato di più il paese. e lo dimostra la manovra economica da 145 miliardi di euro fatta dal pdl e la lega nel 2011... fanatico!

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  • IlBecchino

    30 Settembre 2013 - 15:03

    Volete andare a votare o volete che il governo duri? Governo Letta 68% - Alfano contro Santanché, voi con chi state? Alfano 68% - Secondo voi Alfano deve rompere con il Cav? SI 63% - Secondo voi il PdL si spaccherà in due partiti? Si 71% - Secondo voi quanti nel PdL daranno la fiducia al governo Letta? Più di 20, il PdL si spaccherà in due 55%.... Forse voi di Libero speravate in risultati opposti, per questo continuate a inserire sondaggi identici cambiando le parole, ma il risultato non cambia: 65% di media contro Berlusconi e i Falchi.

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  • RaidenB

    30 Settembre 2013 - 14:02

    Molto meglio il "metodo Boffo" che il vostro "metodo Gulag".

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  • RaidenB

    30 Settembre 2013 - 14:02

    Il PD è il partito dell'amore, il PDL e' allo sbando, la crisi l'ha voluta il PDL, noi non vogliamo nuove tasse, noi vogliamo abolire le tasse, noi vi garantiamo le libertà personali e non ve le togliamo, noi dobbiamo governare per fare la rivoluzione proletaria. Scordavo: la magistratura non è di sinistra e la nostra non è una dittatua. Ossia le solite bugie e prese in giro nei confronti degli italiani.

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