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Scacchiere azzurro

Alfano incontra Berlusconi: restiamo con Letta fino al 2015

Angelino in pressing su Silvio per salvare il governo e Forza Italia: "Non possiamo permetterci divisioni. Per noi sarebbe la fine". I sondaggi danno ragione al segretario...

Berlusconi e Alfano

Berlusconi e Alfano

"Silvio tra 20 giorni ti arrestano". L'allarme lanciato da Niccolò Ghedini qualche giorno fa in un incontro con Silvio Berlusconi ad Arcore ha scatenato la rabbia, ma anche la paura del Cav. Da lì arriva la decisione di forzare la mano e di chiedere le dimissioni dei ministri Pdl dal governo. Così nel vertice a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl il Cav prova a ribadire la sua linea: "Le dimissioni dei ministri sono un gesto doloroso ma necessario". In via del Plebiscito si sono incontrati il Cav e la delegazione ministeriale del partito guidata da Angelino Alfano, che stamattina ha rassegnato le dimissioni dal governo in modo irrevocabile. Ma è proprio dal faccia a faccia  tra Silvio e Alfano  dipende il futuro del governo e di Forza Italia. Da un lato c'è Berlusconi che sta accelerando sul fronte crisi per dare un segnale forte e di pancia sia al Colle che a Letta, colpevoli di non aver mosso un dito per garantire l'agibilità politica del Cavaliere dopo la condanna in Cassazione nel processo Mediaset.

La linea di Alfano -  Dall'altro lato invece c'è Alfano che pur avendo rassegnato le dimissioni da ministro, sostiene ancora che la via d'uscita migliore per il Cav sia proprio la stabiolità del governo e della legislatura. Con nuove elezioni il Cav potrebbe raccogliere i voti degli elettori di Forza Italia vicini alle posizioni di Daniela Santanchè e di Dennis Verdini, i falchi, ma contemporaneamente rischia di essere arrestato. Senza l'immunità parlamentare qualunque procura, da Napoli a Milano può emettere un ordine di cattura che perderebbe lo scudo di un'eventuale autorizzazione a procedere del Parlamento. La scelta di staccare la spina è a fini elettorali. Alfano contesta proprio questa linea. A Berlusconi, il segretario del Pdl ha proposto molto probabilmente di innestare la retromarcia: "Andiamo avanti con Letta fino al 2015. Sistemiamo i conti pubblici, teniamo duro sulle tasse e intanto cerchiamon di prendere tempo per la tratttiva col Colle sulla tua decadenza. Se andiamo a sbattere il Pdl si spacca e per il partito è la fine. Questo in sintesi la proposta del segretario del Pdl. Un estremo tentativo per convincere Silvio a non seguire la linea del voto anticipato che tanto sta a cuore ai "falchi".

Allarme sondaggi -  Poi c'è l'allarme sondaggi. A quanto pare una larga fetta dell'elettorato del centrodestra e soprattutto del Pdl non vorrebbe tornare alle urne. Alfano ne è certo. E anche i mercati non hanno preso bene lo strappo di Silvio. Mediaset in borsa soffre. I numeri insomma sono contro la scelta del Cav. Alfano cerca dunque di salvare il salvabile. E l'orizzonte 2015 probabilmente potrebbe essere l'unica vera exit strategy per Berlusconi e per Forza Italia. (I.S.)

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Commenti all'articolo

  • libero42

    01 Ottobre 2013 - 08:08

    Il film 'Il Caimano' finiva coi roghi, Il Cav. sta finendo in farsa.... meglio così, basta che finisca!

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  • cantagallo

    30 Settembre 2013 - 19:07

    Questo Yoghi mi fa proprio ridere. Ma è vero che c'è gente tra di noi che ragiona così? Penso sia un infiltrato grillino, almeno lo spero.

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  • eaman

    30 Settembre 2013 - 19:07

    Ora voglio vedere come faranno i giornalisti di libero a far passare da grande statista uno che per un colpo di testa fa alzare IVA e IMU e il giorno dopo dice che torna a goverare per una settimana per rimediare. E al tempo stesso convincerci che il fido Alfano e tutti i moderati siano comunisti amici delle tasse perche' vuole tenere su il nipote di Letta e evitare di far aumentare IVA e IMU.

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  • arellano

    30 Settembre 2013 - 18:06

    Comunisti comunisti comunisti ma chi se ne fotte del comunismo, sono il 5% che votano i partiti comunisti e 25% che votano Berlusconi ,se la matematica non è un opinione il 70% degli italiani non vota B. e non è comunista e basta

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