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Mossa pre-elettorale

Berlusconi fa il ritocchino a Forza Italia: quali coordinatori regionali cambiano

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Berlusconi fa il ritocchino a Forza Italia: quali coordinatori regionali cambiano

Da sotto l' ombrellone (di Jesolo), all' ombra del gazebo (bianco) della piscina (bianca) di Villa San Martino ad Arcore, dall' estero in un raro weekend con la famiglia, i tre leader del centrodestra studiano "lifting" ai loro partiti, si preparano a dare il via alla campagna elettorale. Lega, Forza Italia e Fdi arriveranno all' appuntamento fissato (al massimo) per la primavera con forma e facce nuove.

L' unico a muoversi, ieri, è stato Silvio Berlusconi. Il presidente degli azzurri, che sta ancora sbrogliando la matassa siciliana e ha festeggiato il compleanno della figlia Marina, ha cominciato a mettere mano alla rete dei coordinatori regionali del suo partito. «Siete le figure chiave, avremo bisogno della vostra energia per vincere la prossima sfida», aveva detto loro nelle settimane scorse, in una delle frequenti riunioni che ha tenuto con loro.

I coordinatori regionali hanno ormai maggiore familiarità con Palazzo Grazioli di quanto ce l' abbiano i membri dell' Ufficio di presidenza. Così, in un solo giorno, il Cavaliere ha messo fine al commissariamento in due diverse Regioni, il Trentino Alto Adige e il Molise ed ha nominato i nuovi "titolari". Al posto di Elisabetta Gardini e di Nunzia De Girolamo sono state indicate Michaela Biancofiore e Annaelsa Tartaglione, definite nella nota diramata dal presidente come «persone che sono espressione diretta del territorio». Biancofiore, che aveva già ricoperto quel ruolo in passato, era stata protagonista di uno scontro con la predecessora accusata di avere gestito male la scorsa tornata delle Amministrative ed è stata anche sottosegretario del governo di Enrico Letta, ringrazia: «Riporteremo Forza Italia ad essere il primo partito, lo rafforzeremo con nuovi arrivi ed innesti dalla società civile anche nell' ottica del nuovo eventuale contenitore politico che il Presidente vorrà probabilmente presentare alle Politiche». Impossibile sapere di più del nuovo «contenitore».

Ad Arcore si sta ragionando su come mettere fine anche alle altre gestioni commissariali dei coordinamenti regionali.
«Serve gente a tempo pieno per la campagna elettorale», spiega l' ex premier. I commissariamenti furono decisi in larga parte dopo le scissioni o per sedare liti interne. La più recente è quella in Veneto, dove, lo scorso febbraio, l' ex deputato e sindaco di Brescia Adriano Paroli, ha preso il posto del senatore Marco Marin. Il posto di coordinatore regionale è ambitissimo - e decisivo - anche per un' altra ragione: è compito suo quello di proporre le candidature per le elezioni al presidente.
Saranno certamente in lista le diverse «personalità del mondo dell' imprenditoria e delle professioni» avvicinate dagli animatori dell' Università del pensiero liberale che l' ex premier sta incontrando in questa settimana e continuerà a ricevere fino al giorno 14, prima di staccare e volare, il giorno dopo Ferragosto, nella sua villa in Sardegna. Sempre ieri, «nell' ambito della riorganizzazione di Fi all' estero», la coordinatrice del Nord e del Centro America, il nuovo acquisto Fucsia FitzGerald Nissoli, ha nominato nuovi referenti per Paese.

Se Berlusconi lavora da casa, Matteo Salvini si è portato avanti. Sarebbe ormai prossima, secondo il Corriere, la "svolta" annunciata un anno fa da Libero: la Lega sarebbe pronta a togliere "Nord" dal suo nome. La decisione del segretario di quella che si chiamerà soltanto "Lega" ha ovviamente un forte significato simbolico e tradisce la volontà del nuovo segretario di "sfondare" al Centro e al Sud. Archiviata dunque l' esperienza di "Noi con Salvini", la Lega proverebbe a scendere sotto al Po con suo brand originale. Il segretario, che si trovava in vacanza a Jesolo, colpito come gli altri bagnanti dal maltempo, non ha smentito la notizia. Non è detto che fosse necessario togliere "Nord" dal nome per avere successo. Ieri, per esempio, il Carroccio è sbarcato per la prima volta nel consiglio comunale di Imola. Un consigliere che fu di An ed è stato eletto con Fi, Simone Carapia, è passato al partito che fu fondato da Umberto Bossi e Roberto Maroni.

Anche Fratelli d' Italia sarebbe prossimo ad una svolta della quale si parla da tempo. A settembre il partito di Giorgia Meloni sarà impegnato nel congresso e, secondo Repubblica, si sarebbe deciso di togliere dal simbolo tutti i riferimenti ad Alleanza nazionale, compreso la miniatura del Msi, con la famosa "Fiamma". Al suo posto, secondo l' indiscrezione, comparirebbe la scritta "Giorgia Meloni" analogamente a quando ha sempre fatto Fi col nome del suo leader. Anche questa modifica avrebbe un forte significato simbolico, che non è detto piaccia a tutti i fondatori del partito. Il salto in avanti sarebbe la precondizione posta da alcuni ex forzisti come Giulio Tremonti e Raffaele Fitto per aderire al progetto.

di Paolo Emilio Russo

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